IX - LA VITA CRISTIANA

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 13 October 2016

LA  CARITA’

1 - La carità è talmente dono di Dio, che si chiama Dio (Disc. 156,5,5) - La carità o dilezione è l’amore delle cose da amarsi (Div. Qu. 35)

2 - Chiamo carità il moto dell’animo che porta a godere Dio per se stesso e di sé e del prossimo per amore di Dio (Dott. cr. 3,10,16)

3 - Dove non c’è la carità di Dio è la passione della carne a regnare (Ench. 31,117) -   La cupidigia desidera dividere come la carità desidera riunire (Disc. 265,9,11)

4 - Dove arde la carità, è impossibile che manchi l’umiltà (Verg. 53,54) - Molte sono le cose da farsi, non per ordine di una legge, ma per libera carità (Conn. ad. 14,15)

5 - Alla carità non piace se non ciò che è lecito (non libet nisi quod licet) (Sp. lett. 32,56) - La carità è la più vera, piena e perfetta giustizia (Nat. e gr. 42,49)

6 - Chi pretende di poter avere la carità di Dio senza l’aiuto di Dio, che altro pretende se non che si possa avere Dio senza Dio? (Paz. 8,15)

7 - La carità risiede nella nostra volontà. Essa è pegno di Dio dentro di noi. A Lui giungiamo non solo per convinzione razionale, ma anche per trasporto dell’amore (Lett. 147,17,44) - La carità è una virtù che viene a noi da Dio, non da noi (Gr. Cr. p.o. 1,21,22)

8 - Un conto è avere la carità della severità, un conto è avere la carità della dolcezza. Certo, la carità è una sola, ma opera in modo diverso in persone diverse (C. Lett. Parm. 3,1,3)

9 - Se gli uomini non avessero nulla da imparare dai propri simili, alla carità verrebbe tolta una via importante per conseguire la fusione e, per così dire, l’interscambio degli animi (Dott. Cr., Pr. 5)

10 - Se manca la carità, è inutile possedere gli altri doni; se c’è, non averne alcuni è una venialità (Batt. 1,18,27) - Dammi la prova che possiedi la carità: mantieni l’unità! (Disc. Ces. 4)

11 - Per la carità nell’Uno che non muta, noi siamo già una cosa sola, benché sia ancora da mutare in meglio (Pe.me. re pe. 1,1,1)

12 - Noi tutti godiamo nell’unica carità. Dove è carità, c’è pace; dove c’è umiltà, c’è carità (Comm. I Gv. Prologo)

13 - Fratelli miei, la regola della carità, la sua forza, il suo fiore, il suo frutto, la sua bellezza, la sua attrattiva, il suo posto, la sua bevanda, il suo cibo, il suo abbraccio non conoscono sazietà. Se la carità ci colma di gioia mentre siamo ancora pellegrini, quale sarà la nostra gioia quando saremo in patria? (C. I. G. 10,7)

14 - Amore: parola dolce, ma realtà ancora più dolce. Non possiamo parlare sempre della carità, ma la possiamo sempre custodire e gustare nel cuore (C. I Gv. 8,1)

15 - Che cos’è l’amore o carità se non l’amore del bene? Ma l’amore suppone colui che ama, ciò che è amato e l’amore stesso. L’amore dunque non è altro che la vita, la quale unisce o tende a far unire due esseri, cioè colui che ama e ciò che è amato (Trin. 8,10,14)

16 - Non so in quale inesplicabile modo avvenga che, chi ama se stesso e non Dio, non ama se stesso; mentre chi ama Dio e non se stesso, questi ama se stesso. Poiché chi non può vivere di se stesso, non può non morire amando se stesso; non ama dunque se stesso, chi si ama in modo da non vivere. Quando invece si ama colui dal quale si ha la vita, non amando se stesso, uno si ama di più, in quanto ama colui dal quale attinge la vita (C.Vg.Gv. 123,5)

17 - L’amore di Dio e del prossimo è chiamato carità, l’amore del mondo è chiamato concupiscenza (Esp. Sal. 3,II,5)

18 - La carità rinnova l’uomo. Come la cupidigia fa vecchio l’uomo, così la carità lo rende nuovo (Disc. 350A,1)

19 - Questo è amare disinteressatamente Dio, sperare Dio da Dio, aver fretta col desiderio di essere colmi di Dio, essere saziati da Lui. Infatti Egli ti basta, mentre senza di L>ui nulla ti basta (Disc. 334,3)

20 - Fratelli, esercitate la carità, dolce e salutare vincolo delle anime: senza di essa il ricco è povero, con essa il povero è ricco (Disc. 350,3)

21 - ‘Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come Io vi ho amati’. Nessuno si scusi in nome di un altro amore, per darsi a un altro amore. Tanto è coesivo l’amore che, come esso è strutturato in compagine, così fonde in una sola realtà tutti coloro che da essa dipendono, come fusi dal fuoco stesso (C. I Gv. 10,3)

22 - La carità è più grande delle fede e della speranza. La fede cederà il posto alla visione, la speranza cederà il posto al possesso, la carità resterà perché non può non aumentare sempre più. Se siamo cristiani lo siamo soltanto in ordine alla vita eterna (Esp. Sal. 91,1)

23 – Dobbiamo usare le creature con moderazione, per rispetto al Creatore e perché queste creature non possano tenerci legati col loro affetto. Non è meglio per te amare quel bene che non si perde, piuttosto che commettere una iniquità? (C. I Gv. 2,12)

Due amori, due città

1 - Due amori diedero origine a due città: alla terrena l’amore di sé fino al disprezzo per Dio, alla celeste l’amore di Dio fino all’indifferenza per sé. Quella si gloria in sé, questa in Dio (Città 14,28)

2 - In questa vita, in ogni tentazione, lottano fra loro due amori: l’amore del mondo e l’amore di Dio. Chi dei due vince, trae dalla sua parte, come per una forza di gravità, colui che tende ad esso. Cristo è venuto a mutare la direzione dell’amore e a mutare l’uomo: da amatore di cose terrene ad amatore di vita celeste (Disc. 344,1)

3 - Coloro che si mantengono stabilmente nel bene universale, che per loro è lo stesso Dio, cioè nella sua eternità, verità, carità, compongono la città dei buoni; altri invece, smaniosi del proprio potere come se fossero un bene a se stessi, sono precipitati dal sommo beatificante bene universale ai beni particolari e, sostituendo l’ostentazione dell’orgoglio alla più alta eternità, l’inganno della menzogna alla verità più evidente, il gusto della fazione all’unificante carità, divennero superbi, menzogneri, portatori di odio. Essi formano l’altra città dei malvagi, tanto angeli che uomini (Città 12,1,2)

4 - Gli spiriti immortali e felici, stabiliti nella sede del cielo, che godono partecipando del loro Creatore, sono stabili nella sua eternità, certi nella sua verità, santi nel suo servizio, usano misericordia nell’amare noi mortali e infelici, affinché diveniamo immortali e felici. Insieme a loro siamo un’unica città di Dio (Città 10,7)

Le opere di misericordia

1 – La nostra anima dà il suo frutto per tuo ordine, Signore, e germina secondo la sua specie le opere di misericordia, amando il prossimo e soccorrendolo nei bisogni materiali . La nostra debolezza ci muove a compassione e soccorso dei bisognosi, e li aiutiamo come vorremmo essere aiutati se ci trovassimo in uguale bisogno (Conf. 13,17,21)

2 - La misericordia si concretizza nelle opere buone, prodigandosi per le necessità del corpo e dello spirito. Per alcuni è la soddisfazione di un bisogno, in altri è di buon esempio. Uno vuole ricevere per alimentarsi, l’altro vuol vedere che cosa deve imitare (Disc. 338,1)

3 – Chi compie per Cristo, non solo opere di misericordia corporali, ma qualsiasi opera buona, egli è servo di Cristo, specie se giungerà fino a quella grande opera di carità che consiste nell’offrire la propria vita per i fratelli, che equivale a offrirla per Cristo (C.Vg.Gv. 51,12)

4 - Le opere di misericordia sono di due categorie: dare e condonare. Dare dei beni che possiedi, condonare i mali che subisci. (Disc. 42,1)

5 - Quaggiù tutte le opere buone sono opere di necessità. Siate solleciti in queste opere, per essere felici nel godimento di quell’eternità, dove ormai la necessità muore, con la morte della stessa morte, generatrice di tutte le necessità (Disc. 305A,7)

6 – Dobbiamo fare il bene agli altri per la loro eterna salvezza e non per il temporaneo profitto. Questo è provvedere in base alla carità (Di. mo. 2,12,43)

7 – Si deve dare solo ciò che non nuoce né a te né agli altri. E a colui che chiede si deve segnalare la virtù in sé. Così tu darai ad ognuno che chiede, sebbene non sempre darai quel che chiede (Di. mo. 1,20,67)

8 – Signore, secondo un disegno eterno tu certamente dispensi alla terra i beni del cielo a tempo debito (Conf. 13,18,22)

9 – Chi dunque adempie i doveri delle opere di misericordia se non colui che è completamente e perfettamente misericordioso? (Disc.mo. 1,23,80)

10 – A chi chiede, si deve dare soltanto quel che non nuoce né a te né ad altri, per quanto è possibile capire. Per non rimandarlo a mani vuote, gli si deve segnalare la virtù in sé. Così tu darai sempre a ognuno ciò che chiede; anzi, talora darai qualcosa con maggiore bontà, se correggerai chi chiede cose ingiuste (Disc.mo. 1,20,67)

a)Verso il corpo
1 - Dar da mangiare agli affamati

1 – Se uno porge il pane a chi ha fame, deve farlo animato da misericordia, non per vanità, non deve cercare in quel gesto altro che l’opera buona, senza che sappia la sinistra ciò che fa la destra, di modo che l’opera di carità non debba essere sciupata da secondi fini (C.Vg.Gv. 51,12) 

2 - Se dessero il pane a un cristiano affamato perché cristiano, non rifiuterebbero per sé il pane di giustizia che è lo stesso Cristo, poiché Dio non bada a chi si dà, ma con quale intenzione si dà. Chi ama Cristo nel cristiano gli porge l’elemosina con l’intenzione di andare a Cristo e non di allontanarsi impunito da lui (Città 21,27,3)

3 – Chi sono gli affamati? Gli umili, i bisognosi. Fatti avanti, o povero e pubblicano affamato; anzi, resta là dove sei! O affamato da ricolmare di beni (Disc. 290,6,6)!

4 - Mangino quelli che mangiano il corpo di Cristo, abbiano fame, mangino la vita. Mangiarne è ristorarsi, ma sei ristorato in modo tale che non ti viene a mancare ciò di cui ti ristori (Disc. 131,1)

5 – Se vuoi abitare in quel luogo dove nessuno ha fame, spezza il tuo pane in questo mondo con chi ha fame (Disc. 217,5)

2 - Dar da bere agli assetati

1 – Ricorda la tua aridità di una volta. Se non fossi stato arido, non avresti avuto sete. Se non avessi avuto sete, non avresti bevuto (Disc. 160,2)

2 – Ascolta lo stesso venditore Gesù: ‘Se uno darà un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli per amor mio, vi assicuro che non perderà la sua ricompensa’. Che cosa c’è di minor valore di un bicchiere d’acqua, e per giunta fresca? Se saremo intelligenti, se penseremo secondo verità, il prezzo del possesso del regno dei cieli è la buona volontà. E’ essa sola che lo compra, se non ha nient’altro che questa’ (Disc. 105A,1)

3 – Ciò che è poco per un povero è molto per Colui che conosce il povero e il ricco. Dio sa con quale animo e quale volontà tu dài (Disc. 107°,8)

4 - Bevano quelli che bevono il sangue di Cristo, abbiano sete, bevano la vita. Bere della vita che cosa è se non vivere? La tua bevanda sia la vita; avrai la vita e la vita sussiste nella sua integrità (Disc. 131,1)

3 - Vestire gli ignudi

1 - Presso di lei tutti sono vestiti (Prov. 31,21) - I servi buoni sono vestiti, in quanto si sono rivestiti di Cristo non solo nel segno sacramentale, ma anche nelle opere e negli esempi, seguendo le orme del loro Signore (Disc. 37,16)

2 - ‘Fece e vendette sindoni’ (Prov. 31,34). Fratelli, ritenete gratuita questa vendita. C’è qualcuno che compra gratis? Quando compri, se non dai denaro, vuol dire che dai te stesso. Costui dà via cose spirituali. Sborsate dunque il prezzo: date voi stessi! Comprate la sindone, cioè l’abito spirituale. Ora, cosa fai di grande se ti doni a Dio, se compri il pane vivo disceso dal cielo con quello stesso prezzo, che sei tu stesso? (Disc. 37,20)

3 – ‘Rivestitevi del Signore Gesù Cristo’ (Rom. 13,14). Rivestitevi della vita di Colui di cui vi siete rivestiti nel battesimo, sacramento di vita rinnovata: comincia con la remissione dei peccati e sarà perfetto nella risurrezione dai morti (Disc. 260A,1)

4 - I vestiti di Cristo sono la sua Chiesa (Disc. 78,2)

5 – Rivesti Cristo e sarai verace; ni modo che quello che dirai non risulterà come tuo proprio e di tua iniziativa, ma della verità che ti rischiara e ti illumina. Quindi chi dice la verità non parla del suo, ma di ciò che è di Dio. Infatti se all’uomo sarà tolta l’illuminazione della verità, resterà quasi come sprovvisto dell’indumento della luce e non potrà dire altro che menzogne (Disc. 166,3)

6 – La Chiesa confeziona doppi mantelli per il suo sposo, Cristo. Essi sono le lodi della fede, della confessione e della predicazione. Sono doppie vesti, infatti quando lodi Cristo, in lui lodi Dio e lodi l’uomo (Disc. 37,17)

7 – Nel luogo del regno eterno nessuno ha bisogno di vestito perché non c’è né freddo né caldo: a che serve un vestito? Ma anche lì c’è bisogno di una copertura e di un rifugio: ‘Mi rifugio all’ombra delle tue ali’ (Disc. 217,5)

4 - Alloggiare i pellegrini

1 - In questo mondo tutti sono pellegrini, sebbene non tutti desiderino tornare alla patria (Disc. 75,2,2)

2 - Viene la patria beata, la patria celeste, la patria popolata dagli angeli, dove nessun cittadino muore né può entrare nessun nemico, la patria dove per l’eternità Dio ti sarà amico e dove non temerai alcun avversario (Disc. 38,11)

3 - Dov’è la patria, ivi è la dimora: ‘sono ospite presso di te e pellegrino’. Molti sono purtroppo pellegrini e ospiti del diavolo; chi crede invece ed è fedele, è sicuramente pellegrino, ma presso Dio (Esp.Sal. 38,21)

4 – Noi abbiamo ricevuto il perdono dei peccati, non ancora la ricompensa della vita eterna. Per ora solo Cristo è risorto nella carne, ma ci assicura dicendo: Quel che avete visto in me, speratelo anche per voi (Esp.Sal. 129,6).

5 – ‘A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio’ (Gv. 1,11-12) - In tal modo ha adottato dei servi rendendoli fratelli, ha riscattato dei prigionieri costituendoli suoi coeredi (Disc. 103,1,2).

6 – A noi viene comandato di accogliere il viandante: egli per noi venne nella sua casa ma i suoi non lo accolsero. L’anima nostra benedica il Signore che sazia di beni i suoi desideri (Disc. 207,1)

7 – In quel luogo beato nessuno è pellegrino, tutti stanno nella loro patria. Allora, se vuoi. Se vuoi stare in quel luogo buono, quando ti capita un pellegrino che nel luogo cattivo non ha dove rifugiarsi, accoglilo nella tua casa, dagli ospitalità perché anche tu possa arrivare nella dimora eterna e non esserci come ospite (Disc. 217,5).  

5 - Visitare gli infermi

1 – Il Figlio di Dio, sublime e uguale al Padre, si è fatto uomo, quale tu sei: per te Nacque e morì. Tu che sei infermo e ti vergogni del rimedio che fa per te, come guarirai? Scegli il momento opportuno. Questo è il momento propizio della misericordia; un giorno verrà come giudice.  Scegli al presente la parte che vuoi avere in futuro (Disc. 279,7)

2 – Il salmista chiamò prossima la tribolazione che esperimentava nella carne, in quanto nulla è più vicino all’anima di quanto non lo sia la carne che essa regge (Esp.Sal. 118,d.29,7)

3 – Tutti dobbiamo sopportare l’infermità della carne, che nessuno di noi, finché vive in questo mondo, può allontanare da sé. Che farai? Quando è ferita la carne, potrà il cuore non sentirne dolore (Di.Nu. 13,4)

4 – L’anima è posta di fronte  a quella sua veste, che non si depone se non con la morte. L’anima è messa alla prova dalla fragilità della sua stessa carne. Ed ecco il Crocifisso, che ci parla dalla sua croce: ‘Hanno forato le mie mani e i miei piedi. hanno contato tutte le mie ossa. Essi hanno rivolto gli occhi su di me, si sono divisi le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte' ’(Sal. 21,17-19) (Di.Nu. 13,4)

5 – Quando ti fa male la testa, anziché ricorrere agli amuleti, mettiti piuttosto sopra la testa il Vangelo. Non che il Vangelo sia stato scritto per questo, ma perché si dà la preferenza al Vangelo sugli amuleti. Che se si pone il Vangelo sulla testa per calmare il dolore, perché non si pone anche sul cuore per guarire dal peccato? E’ cosa buona, credimi, non preoccuparsi della salute del corpo, ma soltanto chiederla a Dio (C.Vg.Gv. 7,12)

6 – Paolo scrive: ‘Sono diventato debole con i deboli per guadagnare i deboli’ (1Cor. 9,22). Egli realizzava questa esperienza perché considerava come propria la debolezza altrui. Questo avviene attrverso la carità, perché con essa commiseriamo i deboli, come se lo fossimo noi. Questo non può avvenire se uno non considera come propria la debolezza dell’altro per sopportarla con serenità finché non se ne libera colui di cui cura la salute (Disc.Mo. 2,19,65)

6 - Visitare i carcerati

1 – Ciò che rende carcere un’abitazione è il motivo per cui ci si è dentro. Pensate ai custodi dei carcerati: abitano in una stessa stanza, ma per chi gode la libertà essa è una casa, per chi è prigioniero è un carcere. Alcuni hanno identificato il carcere con il mondo presente, dove tutto è vanità. Per altri è il corpo dell’uomo con i suoi desideri malsani o passioni. Non è però mia prigione la carne che Dio ha creata, ma la corruzione della carne, le sue molestie, le sue tentazioni (Esp.Sal.141,17)

2 – ‘Signore, trai fuori dal carcere la mia anima perché confessi il tuo nome’ (Sal. 141,8) - Quando si sta bene, anche una prigione sembra larga, quando invece si è tristi, anche una preteria è stretta. Nella speranza si gode già la spaziosità (Esp.Sal. 1431,19)

3 – Tu sei nato nel tempo e sei diventato schiavo del tempo a causa del peccato. Cristo invece si è sottomesso al tempo per esercitare la misericordia nel perdono dei peccati. Quale differenza tra il reo e chi è venuto nel carcere per liberarlo! Noi siamo tuttora sballottati dai flutti del mare, ma già gettiamo verso terra l’ancora della speranza (1Gv. 2,10)

4 – ‘Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario, perché non ti consegni al giudice e il giudice all’inserviente e tu non venga chiuso in carcere’ (Mt 5,25-26). Dio verrà con gli angeli per giudicare vivi e morti. Il carcere è il luogo con le pene delle tenebre esteriori. Mentre la gioia del premio divino è all’interno dell’intelligenza stessa, la facoltà più intima che pensar si possa (Disc.Mo. 1,11,29)

5 – Cristo abita dentro di noi. In quanto Dio prende possesso del nostro  cuore, in quanto uomo parla al cuore attraverso lo sguardo e ci insegna dal di fuori. Egli ci parla affinché ci convertiamo interiormente, viviamo di lui e ci lasciamo formare da lui, perché lui è la forma di tutto, non fabbricata da alcuno (Disc. 264,5)

6 – Nelle tenebre di un carcere potevano essere rinchiusi gli innocenti e i martiri. Le tenebre li avvolgevano da ogni parte e non vedevano nulla con gli occhi, ma potevano vedere Dio attraverso l’amore fraterno. Invece chi odia il proprio fratello può vedere tutto e muoversi a suo agio, tuttavia rimane legato dalla colpa: il suo carcere è il suo cuore (Disc. 211,2)

7 - ‘Entri al tuo cospetto il gemito dei prigionieri’. Sono veramente ceppi la debolezza e la corruttibilità del corpo, che appesantiscono l’anima. Infatti satana, il persecutore, servendosi della carne con la sua fragilità, poté spingere molti all’empietà. Questi ceppi riescono a sentirli solo coloro che, così appesantiti, gemono nel loro intimo, desiderando la dimora celeste di cui vogliono essere sopravvestiti, perché in sé la morte desta orrore come la vita desta mortale tristezza (Lett. 9,3)

8 - Abusando del libero arbitrio, l’uomo si perde e lo perde (Ench. 9,30) - Dove ti sei lasciato sedurre, là sei caduto prigioniero (Disc. 335J,3)

9 - Se è libero solo chi può volere il bene e il male, Dio non è libero. E’ una beata necessità quella per cui Dio non può essere ingiusto (C.Iul. o.i. 1,100)

10 - Il primo uomo (Adamo) ci ha fatti prigionieri, il secondo uomo (Cristo) ci ha liberati dalla prigionia (Esp.Sal. 70,d.1,2)

11 - Chi segue Cristo si trova come in ceppi, quasi legato con catene di ferro. Perché? Affinché non succeda di avanzare verso comportamenti illeciti, abbiamo ricevuto dei ceppi: i ceppi della sapienza, i ceppi della parola di Dio (Esp.Sal. 149,14)

7 - Seppellire i morti

1 - ‘Ricordati che siamo polvere’. Colui che ha plasmato l’uomo con la polvere e gli ha dato lo spirito vitale, per questa creatura consegnò alla morte il proprio Unigenito. Chi potrebbe spiegare, chi potrebbe avere almeno la giusta idea di quanto egli ci ama? (Disc. 57,13,13)

2 – Non si devono abbandonare e trascurare i corpi dei morti, soprattutto dei giusti che avevano la fede, perché di essi l’anima razionale si è servita santamente come strumento e mezzo per tutte le opere buone. Esso non concerne un ornamento o arnese che si impiega fuori di noi, ma la stessa natura umana (Città 1,13)

3 – Come la morte è simbolo dei peccati degli uomini, così la sepoltura dei morti è simbolo della remissione dei peccati, secondo quanto afferma la Scrittura: ‘Beati coloro le cui colpe sono state rimesse e coperti i peccati’ (Qu. Et. 1,161)

b)Verso lo spirito
1 - Consigliare i dubbiosi

1 - Col corpo non si può stare fermi e camminare, invece con l’anima, la fede e la tensione dello spirito si deve stare fermi e camminare, rimanere saldi e progredire: ‘dovete correre per conquistare il premio (1Cor. 9,24). Così, carissimi, starete seduti perché con l’umiltà vedrete il Creatore, starete in piedi perché rimarrete con lui in eterno (Disc. 104,5)

2 – Di tutto si può dubitare, ma non di vivere, ricordare, comprendere, volere, pensare, sapere e giudicare. Se infatti dubita, mette in funzione tutte queste cose. Ore, se esse non esistessero, non potrebbe dubitare di alcuna cosa (Trin. 10,10,14) -Riformiamoci dunque nel rinnovamento della coscienza per renderci consapevoli di questo: qual è la volontà di Dio, l’azione buona, gradita e perfetta (Città 10,6)

3 - Cammina alla luce della profezia, cammina seguendo la luce delle realtà future che ti sono state preannunziate, cammina al seguito delle parole di Dio. Non vedi ancora il Verbo, Dio presso Dio; cammina seguendo la sua natura di servo e giungerai alla natura del Padrone: ‘Signore, fammi conoscere la via che devo imboccare’(Esp.Sal. 142,15)

4- Vi scongiuro: amate con me, correte con me saldi nella fede; aneliamo alla patria del cielo, sospiriamo alla patria di lassù; consideriamoci come semplici pellegrini quaggiù (C.Vg.Gv. 35,9)

5 – Non è una perdita, ma un guadagno seguire un buon consiglio. Chi è inesperto opera seguendo il buon consiglio di un amico. Il consiglio che ci dà Nostro Signore riguarda il nostro tesoro che è nel cuore. E’ un invito a sollevare al cielo il nostro cuore perché non imputridisca sulla terra; è un consiglio di chi ci vuole salvi, non dannati (Disc. 389,4)

6 – Avere il dono del consiglio comporta che si faccia quanto dice il Signore: ‘Perdonate e vi sarà perdonato ‘ cioè esercitare la misericordia (Disc. 347,3)

7 – Coraggio, non ponete limiti al vostro desiderio di guadagno. Il vostro capitale, non darà il dieci o il cento o il mille, ma vi darà il cielo (Disc.  390,2)

2 - Insegnare agli ignoranti

1 - C’è l’ignoranza di chi non vuol sapere e l’ignoranza di chi non sa. Anche questa non assolve nessuno (Gr. e  l.a. 3,5)

2 - E’ meglio la fedele ignoranza che la temeraria scienza (Disc. 27,4)

3 - La temerità si freni e non indaghi ciò che non esiste, per evitare il pericolo di non trovare ciò che esiste (Gn.c.man. 1,2,4)

4 - Quante ricchezze ha l’uomo nell’intimo, eppure non scava (Esp.Sal. 76,9)

5 – Ciò che è estraneo all’azione è estraneo alla coscienza; ciò che è estraneo alla coscienza, sembra esserlo anche alla conoscenza (Esp.Sal. 34,d.2,2) - Dove non c’è scienza, non c’è neppure coscienza (C.Iul. 5,1,3)

6 - Dove non c’è più il mio io, là ci sono io in una forma più sublime e fortunata (Cont. 13,29)

7 – Sono più felici coloro che ascoltano di coloro che parlano.. Chi apprende è umile, invece chi insegna si sforza di non essere superbo e di non dispiacere a Dio. Ma quando sentiamo che Dio stesso ci suggerisce e insegna qualcosa nell’intimo, siamo sicuri e tranquilli: gioiamo perché siamo sotto il maestro, sotto la sua guida: la sua verità ci rallegra (Esp.Sal. 50,13)

8 – L’intelligenza è dono di Dio. Fratelli, se voi avete compreso, certamente qualcuno ha parlato al vostro cuore. Quando noi parliamo, Dio compie in noi un non so che di immateriale e spirituale, che non è suono, odore, colore, sapore: qualcosa che è facile sentire, impossibile spiegare (C.Vg.Gv. 40,5)

3 - Ammonire i peccatori

1 - Sottomettetevi a Dio per essere corretti. Nessuno è libero di compiere il bene senza l’aiuto di Dio. Perché sollevate in alto la vostra volontà umana per precipitare in basso? Pregate piuttosto perché non cadiate in tentazione (C.Iul. o.i. 3,110)

2 – Da ciò che è lecito nasce la natura, da ciò che è sconveniente nasce il vizio. Della natura è autore Dio, invece del vizio è autore l’astuzia del diavolo seduttore e la volontà dell’uomo consenziente (Gr.Cr.p.o. 2,37,42)

3 – Chi non mette mai un freno alle cose lecite, è contiguo alle illecite. Fratelli, comportiamoci così: siamo temperanti e agiamo coscientemente, tenendo presente il fine del nostro agire. Ponendo una misura al piacere della carne, si acquista il piacere dello spirito (Disc. 400,5,6)

4 – Tutti i vizi pullulano dalla stessa radice: l’amore egoistico di sé (C.Vg.Gv. 123,5)

5 - Non si deve pensare che fanno elemosine coloro che non vogliono convertire in meglio la propria vita da colpe gravi: non lo fanno anche quando si illudono di farlo (Città 21,27,3)

6 – Non sottovalutate quei peccati, ai quali forse vi siete già abituati. Ogni peccato, con l’abitudine, sembra nulla e l’uomo non ci fa più caso. Il molto marcio non fa più male. Perdonerà Dio, di cui dobbiamo avere veramente timore? (Disc. 17,3)

7 – Il peccatore incallito diviene sprezzante. Non crede più alla Provvidenza o, se crede che ancora ci sia, non ritiene di interessarla. Si propone di peccare sfrenatamente e di correre a briglie sciolte, senza speranza di perdono nella via dell’iniquità (Esp.Sal. 142,13)

8 – Spesso ho incontrato persone che sapevano riprendere gli altri; non so se ho incontrato mai uno che accettasse la riprensione con serenità d’animo (Disc.Nu. 10,3)

9 – I fratelli sottoposti siano ripresi dai propri superiori, purché la correzione provenga da carità, e siano diversificati proporzionandoli alla diversità delle colpe (Cor. e gr. 15,46)

10 – Sii tu il giudice di te stesso, ti tormenti il timore, prorompa finalmente da te la confessione. Ciò che era dietro a te, sia davanti a te (Esp.Sal. 49,28)

11 – Il soccorso non apporta solo un esile beneficio, ma si estende alla protezione, all’aiuto vigoroso e solido; ossia sottrae chi è angariato alle mani del prepotente, fornendogli un’ombra protettiva col valido sostegno di un giusto giudizio (Conf. 13,17,21)

12 – Io non ti amo come uno da imitare, ma come uno da emendare. E poiché non dispero della tua possibilità di essere emendato, non voglio che ti sorprenda la mia impossibilità a disprezzare chi amo.. Tu sarai certamente sapiente se se crederai di non esserlo ancora, e se lo chiederai con umile e insistente supplica a colui che rende sapienti gli uomini (An. e or. 3,1,1)  

4 - Consolare gli afflitti

1 - Chi vuol trovare in sé la propria gioia sarà sempre triste (C.Vg.Gv. 14,1)

2 - Correggete con il rimprovero, consolate con la parola, offrite l’esempio vivendo bene (Esp.Sal. 50,1) - Quanto più sarà pieno di gioia il catechista, tanto più sarà accetto a chi lo ascolta (Comb.cr. 2,4)

3 - Manteniamo ciò che possediamo nella condizione tranquilla della felicità (Gen. c.man. 2,11,15)

4 - ‘Fiducioso ho sperato nel Signore’. Mi consola il fratello uomo quando è triste con me; insieme gemiamo e piangiamo, insieme preghiamo e speriamo nel Signore, il quale non viene meno nella sua promessa, ma la differisce soltanto (Esp.Sal. 39,2)

5 - ‘Ho atteso i consolatori, ma non ne ho trovati’. Chi sono i consolatori? Coloro che traggono buon profitto (dal nostro lavoro). Essi infatti ci consolano, essi sono una consolazione per tutti i predicatori della verità (Esp.Sal. 68,d.2,5)

6 – L’ira di Dio  non è perturbazione dell’animo agitato, ma tranquilla decisione del giusto castigo. Tuttavia in questa ira Dio non soffoca la sua misericordia; tanto che, oltre alle consolazioni che incessantemente procura ad ogni essere umano, ha inviato il Figlio suo fatto uomo per proscioglierci da tutti i peccati. In tal modo, sostenuti dalle consolazioni materiali e spirituali pellegriniamo in questo mondo attraverso faticose e pericolose prove verso la visione beatifica (C.Vg.Gv. 124,5)

7 – Voi ora, fratelli, cercate chi vi consoli, ma anch’io devo essere consolato. La nostra consolazione non può venire da nessun uomo, ma da chi ha fatto l’uomo, perché chi ha fatto rifà e chi ha creato ricrea. Vivere con Dio e presso Dio è vivere senza alcuna molestia e senza il timore che questa felicità possa finire (Disc. 396,1)

8 – Nel pianto è la sofferenza, nella consolazione il premio. La vera consolazione sarà solo quella con cui ci sarà dato ciò che non si potrà perdere (Disc. 53,3,3)

9 -  Quando uno vuol consolare una persona, se non partecipa al suo dolore, non riuscirà mai a consolarla. Prima si accomuna al suo dolore, poi la rincuora con parole di conforto: ‘Godere con chi gode, piangere con chi piange’ (Rom. 12,15). Affinché la persona afflitta possa godere con te, tu prima piangi con lei. Ti rattristi con lui al fine di dargli coraggio. Allo stesso modo fa lo Sèpirito di Dio (Esp.Sal. 93,9)

5 - Perdonare le offese

1 –  Il Padre fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti. Il fatto si verifica per la grande bontà di Dio e ci viene imposto di imitarla, se vogliamo essere figli di Dio. Con grande liberalità dobbiamo anche noi dare ai nostri nemici quelle cose che non abbiamo creato, ma abbiamo ricevuto in dono (Di. mon. 1,23,79)

2 - Se non perdoni il tuo nemico, fai di te il tuo nemico (Disc. 179A,7)

3 - ‘Rimetti a noi, come noi rimettiamo ai nostri debitori’. Fra tutte le clausole con cui il Signore ci ha ordinato di pregare, ha giudicato di dover raccomandare soprattutto quella che attiene il perdono dei peccati. Pregando, stipuliamo un accordo con Dio. E, se mentiamo, non v’è alcun significato e frutto di tutta la preghiera (Di.mon. 2,11,39)

4- Ci arrogheremmo molto mentre viviamo in questa carne se, fino al suo dissolversi, non vivessimo di perdono (Città 10,22)

5 - Noi siamo facili ad offendere gli altri, ma difficili a cercare la pacificazione. Tu sei caduto e non vuoi umiliarti? C’è una gran differenza tra uno che si umilia e uno che giace a terra (Disc. 82,4,6)

6 - E’ meglio essere perdonati che conosciuti. Che cosa significa infatti perdonare? Significa: non conoscere, cioè non serbare memoria delle azioni di uno. Confessa e invoca! Confessando purifichi il tempio in cui verrà colui che invochi (Esp. Sal. 74,2)

7 – Perdoniamo i nostri debitori, affinché Dio perdoni i nostri peccati. Devi farlo spesso, finché non sarai giunto a qulella stabilità dell patri, dove nonb subirai scosse da alcun flutto, né subirai torti che dovrai perdonare o avrai offese da farti perdonare (Disc. 278,13,13)

8 – Siate fedeli e rendetevi liberi, in modo da perdonare subito agli uomini quelle offese che vi arrecano, e il Padre vostro che è nei cieli perdoni anche i vostri peccati (Disc. 278,14,14)

6 - Sopportare pazientemente le persone moleste

1 - Sopportiamoci a vicenda con amore e operiamo per conservare l’unità dello spirito nel vincolo della pace. Al di fuori di questa pace, chiunque non raccoglie con Cristo, quindi disperde (C.Let.Pet. 3,5,6)

2 - Chi è giusto sopporti l’ingiusto; nella tribolazione di questo mondo sopporti l’impunità temporale dell’ingiusto. Non esiste altra giustizia per l’uomo che vivere di fede. Assolva tutti i suoi doveri senza contestazioni (Esp.Sal. 93,29)

3 - Saper sopportare la ristrettezza è dei grandi (Di.matr. 21,25)

4 - Alcuni sopportano la morte; altri, che hanno raggiunto la perfezione, sopportano la vita. Ma chi brama di andarsene da questa vita per essere con Cristo, muore con gioia. Orsù, fratelli, fate che sorga dentro di voi il desiderio del giorno del giudizio. E questo avviene in coloro la cui coscienza non è agitata dal timore, perché confermata dalla perfetta e sincera carità (Comm. I Gv. 9,2)

5 - Se sopporti una pena perché hai peccato, la sopporti per colpa tua. Ma se sopporti una molestia per aver osservato il comandamento di Dio, la sopporti veramente per Dio: per questo la tua ricompensa resterà in eterno (Esp.Sal. 68,d.1,12)

6 – Sii paziente, sopporta, tollera! Dio esige la pazienza nel dolore, ma promette la salute dopo il dolore. Ogni pagina divina dice che è necessario sopportare il presente, sperare nel futuro, amare le cose che non si vedono (Esp.Sal. 91,1)

7 – Non c’è bisogno che altri sopportino te; ebbene sopporta tu gli altri. Non posso, dirai. Ecco allora che tu hai difetti che gli altri devono sopportare: ‘Sopportatevi a vicenda con amore’ (Ef. 4,2) (Esp.Sal. 99,9)

8 – La Chiesa di Dio ai nostri giorni deve essere lodata come la lodano le Sacre Scritture : ‘Un giglio fra le spine’ (Cant. 2,2). Chiunque ode queste parole, ci riflette sopra. Gli piace il giglio, entra e, pur di tenersi stretto al giglio, sopporta le punture delle spine. Chi opera così, meriterà di essere baciato dallo Sposo, il quale dice: Come un giglio in mezzo alle spine, così la mia sposa in mezzo alle sue figlie (Esp.Sal. 99,12)

9 – ‘Chi ama suo fratello, resta nella luce e in lui non c’è scandalo’(1Gv. 2,10). Chi sono coloro che patiscono o danno scandalo? Quelli che trovano motivo di scandalo in Cristo o nella Chiesa. I primi sono come scottarti dal sole, perché non sopportano la forza delle parole di Cristo: li chiamiamo eretici. I secondi sono come scottati dalla luna durante la notte, e sono coloro che hanno fatto scisma. Chi ama i fratelli, sopporta tutto per l’unità (1Gv. 1,12)

7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti                                         

1 - Facciamo in modo che la nostra religione non consista nel culto delle opere umane (Ve.Re. 55,108)

2 – Dobbiamo pregare prima di tutto per noi perché, con l’aiuto misericordioso di Dio, possiamo vincere la nostra inclinazione naturale alla vendetta quando veniamo ingiuriati. Nel ricordo della pazienza di Cristo, dobbiamo pregare anche per i nostri detrattori (Esp.Sal. 108,5)

3 – Imploriamo assiduamente forza nelle fatiche e nelle prove temporali sia noi per voi, sia voi per noi. Ci sono reciprocamente necessarie le preghiere vicendevoli perché si fondono insieme nella carità e questo sacrificio ha per il Signore un odore soavissimo (Disc. 305A,10)

4 - La Chiesa, in una comune commemorazione, fa memoria da sempre per tutti coloro che sono morti nella comunione cristiana cattolica: essa è l’unica pia madre comune (Cu.def. 4,6)

5 - La fede nell’intercessione dei martiri verso i defunti è già in qualche modo preghiera (Cu.def. 5,7)

6 – Chi prega per tutti non trascura nessuno dei singoli. Chi effonde la sua preghiera per tutto il corpo, non trascura nessuna delle sue membra. Il martire Fruttuoso diceva: ‘Io prego per la Chiesa cattolica diffusa da Oriente ad Occidente’. Tu, se vuoi che io preghi per te, non abbandonare quella Chiesa per la quale io prego (Disc. 273,2)

7 – I fedeli pregano anche per se stessi al fine di perseverare in ciò che hanno iniziato ad essere. E’ i9nfatti utile a tutti o quasi a tutti, per avere la saluberrima umiltà, il non poter saspere come saranno in futuro. In vista di questo utile timore,, non montiamo in superbia a causa di una immaginaria sicurezza (Lett. 217,4,14)