IX - LA VITA CRISTIANA

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 14 May 2016

FEDE e SPERANZA

Le virtù teologali o soprannaturali

1 - Che cos’è la verginità dello spirito? Una fede integra, una speranza solida, una carità sincera (C. Vg. Gv. 13,12)

2 – Fratelli, stupendoci crediamo, credendo ubbidiamo, ubbidendo speriamo nel compimento delle promesse (Disc. 376,1)

3 - Perseverate nella fede, gioite nella speranza e, ardenti di carità, cantate (Disc. 260C,7)

4 – Bisogna attuare sempre le opere di misericordia, i sentimenti di carità, la pietà religiosa, la castità perfetta, la sobrietà modesta in ogni tempo e luogo. Ma potrò mai nominare tutte le virtù? Esse sono come un esercito di un generale che ha il suo comando dentro la tua mente. Il Signore Gesù le usa come suoi ministri. E chi sia a comandare lo sa solo chi comanda e chi riceve dentro il comando (C. 1Gv. 8,1)

           LA  FEDE

1 - Si deve credere senza incertezze, con fermezza e perseveranza (C.Vg.Gv. 106,6) -  Chi vuole parlare di cose in cui non crede, vuole versare cose di cui non si è riempito (Disc.Nu. 9,1)

2 - Tutti coloro che adorano, onorano; non tutti coloro che onorano, adorano (Repl. di. ar. 23,19) – Non si può credere senza un senso religioso di fede (Gn.lett. 5,4,7)

3 - Una cosa è credere a Cristo, un’altra è crederlo Cristo, un’altra ancora credere in Cristo (Disc. 144,2,2)  - Viene attirato a Cristo chi riceve il dono di credere in Cristo (C. d. lett. pel. 1,3,6)

4 - Cristo guidava gli stolti con la fede, voi li guidate con la ragione (Ut. cr. 14,32)

5 - Il credere è competenza della fede, l’operare concerne l’amore (Esp. Sal. 31,2,5)

6 - A Dio dobbiamo il culto di latria, tanto nei riti liturgici che nelle coscienze. Tutti insieme e ciascuno di noi siamo suoi templi, perché si degna di essere presente nell’unione comunitaria di tutti e nell’intimo di ciascuno. Quando il nostro cuore è presso di Lui, diviene suo altare (Città 10,1)

7 - Se guardo al numero degli atei dichiarati e alla folla dei perversi, argomento così: tutti costoro affermano o sostengono praticamente che Dio non c’è. Ora, chi ritiene che piacciano a Dio le cattive azioni dell’uomo, non lo ritiene veramente Dio. Perché, se è Dio, è giusto; se è giusto, l’ingiustizia non può essergli gradita. Se tu credi che a lui piaccia l’iniquità, neghi che egli sia Dio. Tu sepàrati da essi con il cuore e con la vita (Esp. Sal. 52,2)

8 – La superstizione è una pestilenziale alleanza fra uomini e demoni, quasi un patto di incredula e ingannevole amicizia, stipulato fra loro (Dottr.cr. 2,23,36)

9 – Il granello di senape si presenta minuscolo; a guardarlo, non c’è cosa più insignificante, ma se lo assaggi, non c’è nulla di più piccante: ‘Se avrete la fede come un granello di senape’… Ciò significa proprio l’ardore della fede, portata al sommo grado nella Chiesa, e la forza che in tal fede è insita (Disc. 246,3)

10 – In materia di religione meritano la lode due tipi di persone: quelli che hanno già trovato, che bisogna giudicare anche i più felici, e quelli che cercano con il più grande ardore e la massima rettitudine (Ut. cr. 11,25)

11 – Chi non si rende conto che il pensare precede il credere? Nessuno crede alcunché se prima non ha pensato di doverlo credere. Del resto, anche il credere non è altro che pensare assentendo: pensa con il credere e crede con il pensare. La fede, se non è oggetto di pensiero, non è fede (Pr. san. 2,5)

12 – Non devi capire per credere, ma devi prima credere per capire. Quel che occorre è la fede: il capire ne è la ricompensa (Disc. 229G,4) – Comprendi per credere, credi per capire (Disc. 43,9)

13 – La fede purifica il cuore e fa sì che gli occhi si aprano e si rischiarino sempre più. Tutto ciò ovviamente non compie l’uomo con le sue risorse naturali, ma con l’aiuto di Dio e per suo dono (Esp. Sal. 118,d.18,3)

14 – E’ difficile che viva male colui che crede rettamente. Credete con tutto il cuore, non zoppicando o esitando, non argomentando contro la fede sulla base di congetture umane (Disc. 49,2)

15 – Inizio della vita buona, a cui come ricompensa è dovuta la vita eterna, è la retta fede, che consiste nel credere ciò che ancora non vedi e che alla fine avrà come retribuzione il vedere ciò che ora credi (Disc. 43,1)

a)  La Rivelazione

La Parola di Dio

1 - La Parola di Dio più alta, prima della sua azione nel mondo, è la ragione immutabile dell’azione stessa, perché non ha un suono che colpisce l’udito e passa, ma una forza che rimane al di là del tempo e opera nel tempo. Quando anche noi con l’udito della coscienza afferriamo qualche vibrazione di questa parola, siamo simili agli angeli. E’ proprio la Verità non diveniente, che in modo ineffabile parla da sé alla coscienza della creatura ragionevole o attraverso un’altra creatura (Città 16,6,1)

2 - La Parola di Dio è assoluta, chiara e franca. Essa dice che quanti vivono male non appartengono al regno di Dio (Batt. 4,18,25)

3 - Il Signore pronunzierà sulla terra una Parola breve, ma esaustiva (Disc. Nu. 10,11)

4 - Una cosa è creare con la Parola, un’altra essere creati da essa; ma colui che pronuncia la Parola, ha la Parola, e quindi crea con la Parola, e se crea con la Parola, non ha creato la Parola (Disc. 380,3)

5 - Gli uomini grandi amano le poche parole; invece i piccoli, essendo meno dotati di intelligenza, desiderano lunghi discorsi (Disc. Nu. 11,3)

6 - Si aprano prima i solchi che saranno poi irrigati. Si apra la durezza del nostro cuore mediante il vomere della parola di Dio (Esp. Sal. 64,15)

7 - Dio parla in molti modi dall’esterno all’uomo attraverso un documento, un fatto, una creatura, un profeta, un angelo. Che cos’è il parlare se non manifestare la propria volontà? Inoltre Dio parla all’uomo interiormente: nell’animo e in varie maniere: nel sogno e nell’estasi. Nessuno può conoscere ciò che Dio vuole, se interiormente non risuona un certo tacito grido della verità. Infine Dio parla nella coscienza dei buoni e dei cattivi (Disc. 12,4)

8 - Ogni parola divina è salutare per coloro che la intendono rettamente, pericolosa per coloro che pretendono di piegarla al loro modo di vedere (Esp. Sal. 48,d.1,1)

9 - La Parola del Signore anche all’erba conferisce gloria, e gloria non effimera: infatti conferisce immortalità anche al corpo (Disc. 124,1)

10 - Sostieniti alla Parola; per te infatti la Parola prese su di sé l’erba. Cristo: Parola incarnata (Disc. 289,3)

11 - Dio parla in segreto: a molti parla nel cuore; grande è il suono nel grande silenzio del cuore, quando a gran voce dice: Io sono la tua salvezza (Esp.Sal. 38,20)

12 - Tutto passa, ma non siamo spaventati: la parola del Signore dura per sempre (Disc. 301,11,9)

13 - Le azioni di Gesù sono parole (C.Vg.Gv. 25,2)

14 - Il Signore Gesù non faticava a parlare poiché Egli era la Parola (Disc. 103,2,3)

15 - Molti sono i modi con cui Dio parla a noi. Attraverso un libro della Scrittura, una stella del cielo, un profeta, un angelo, un sorteggio; interiormente parla nell’intimo dell’anima o della coscienza. Nessuno può conoscere ciò che Dio vuole, se interiormente non risuona un certo tacito grido della verità (Disc. 12,4)

16 - Parlate di Cristo ovunque potete, con chiunque potete, in tutte le maniere possibili. Da voi si esige la fede, non l’abilità nel parlare (Disc. 260E,2)

17 - La parola di Dio è il tuo avversario perché comanda cose contrarie a quelle che fai tu (Disc. 9,3)

18 - Nella vita beata non ci sarà alcun maestro della parola, ma il maestro sarà la Parola (Disc. 179,7)

19 - Quando arriveremo alla tua presenza, cesseranno queste molte parole che diciamo senza giungere a te. Tu resterai, solo, tutto in tutti, e senza fine diremo una sola parola, lodandoti in un solo slancio e divenuti anche noi una sola cosa in Te (Trin. 15,28,15)

20 – Oh, il rivelare esaltante e i predicare! Oh, l’erompere di getto del nutrimento vivo dal cuore del Signore! (Disc. 119,2)

La Sacra Scrittura

1 - Nella Scrittura trovi tutte due le cose: si comanda e si prega; quanto viene comandato, viene chiesto nella preghiera (Disc.Nu. 30,14)

2 - Essa dice solo le notizie che potevano essere utili non solo alla conoscenza delle cose già create, ma anche alla prefigurazione di quelle future (Gen. lett. 5,8,23)

3 - La Scrittura non comanda altro che la carità, né dichiara colpevole altro che la cupidigia: in tal modo forma i costumi degli uomini (Dottr. cr. 3,10,15)

4 - L’uomo parla più o meno sapientemente a seconda del progresso più o meno grande, che ha fatto nella conoscenza delle Scritture (Dottr. cr. 4,5,7)

5 - Mentre gli autori delle Scritture hanno prestato attenzione soprattutto al contenuto, gli autori profani si sono preoccupati quasi esclusivamente delle parole (C. Adim. 11)

6 - Quanto si legge nelle locuzioni figurate deve essere considerato diligentemente e a lungo, finché l’interpretazione non raggiunge i confini del regno della carità. Se questo regno risuona già nel linguaggio proprio, non si supponga alcun senso figurato (Dottr. cr. 3,15,23)

7 - Dio, nella sua indicibile misericordia, non disdegnò di giocare in certo qual modo con noi bambini, per mezzo di parabole e di similitudini, curando i nostri occhi interiori con questa sorta di fango (Ve.Re. 50,98)

8 - Quando si legge la Scrittura bisogna riconoscere la presenza dello Spirito Santo, percepirne il contenuto profetico, respingere la schiavitù della carne, conservare l’intelligenza, propria dell’uomo libero (C.Adim. 15,3)

9 - Questi cieli, cioè i Libri santi, sono stati scritti dalle dita di Dio perché sono stati redatti dallo Spirito Santo che opera nei santi e ha le viscere della misericordia di Dio (Esp. Sal. 8,8)

10 - Firmamento è la divina Scrittura, luminari nel firmamento la comprensione della Scrittura, luci del cielo la capacità intellettuale di penetrare la Scrittura (Disc. 229S,1)

11 - Nella Parola di Dio tutto ciò che, in senso proprio, non si può riferire all’onestà della condotta e alla verità della fede, si deve ritenere in senso figurato (Dottr. cr. 3,10,14)

12 - Nessuno sarà così sciocco e di cattivo gusto da sostenere che la presenza dei numeri nella Scrittura è priva di importanza e la loro frequenza non è caratterizzata da intenzioni mistiche. Ora, contro la ragione non andrà mai il retto discernimento, contro le Scritture il senso cristiano della fede, contro la Chiesa il senso della pace (Trin. 4,6,10)

13 - La Scrittura parla in modo tale che schernisce i superbi con la sua sublimità, atterrisce gli studiosi con la sua profondità, sazia gli spiriti grandi con la sua verità, nutre i piccoli con la sua affabilità (Gen. let. 5,3,6)

14 - I libri della Scrittura sono scritti in modo tale che, a chi li odia, non è consentito conoscerli, e chi li conosce, non può che amarli (Co.Ch.cat. e man. 1,25,46)

15 - La Scritture riferisce soltanto le notizie utili sia per conoscere le realtà già create sia per prefigurare quelle future (Gen. let. 5,8,23)

16 - Onora la Scrittura e la parola di Dio, anche se non ti è palese. Animato da pietà, rimandane la comprensione. Non intestardirti nell’accusare la Scrittura o di oscurità o di assurda perversione. Nulla di falso nella Scrittura. Se c’è qualcosa di oscuro, non è per negarti la comprensione, ma per allenarti meglio alla comprensione. Sii mite di fronte alle cose che Dio ti nasconde (Esp.Sal. 146,12)

17 - Leggiamo tutta la Scrittura: crediamola tutta (Disc. 266,4)

Antico e Nuovo Testamento

1 - L’Antico Testamento non è solo un racconto di fatti avvenuti, ma una predizione di quanto sarebbe accaduto. Esso risponda ad un’unica origine: lo Spirito Santo (Esp. Sal. 113, d.1,1)

2 - Nella Scrittura è chiamato ‘testamento’ non solo un atto che diviene valido con la morte del testatore, ma ogni patto e ogni accordo (Esp.Sal. 82,6)

3 - I due Testamenti ripetono la santa verità con pieno accordo (Lett. 55,16,29)

4 - La Parola di Dio è spada a due tagli perché ferisce con ambedue i Testamenti (Esp.Sal. 58,1)

5 - L’Antico Testamento: nulla di più saggio, virtuoso e religioso (Ut.cr. 6,13)

6 - Si chiama Vecchio perché fu rivelato anteriormente e spetta all’uomo vecchio, si chiama Nuovo perché fu rivelato posteriormente e spetta all’uomo nuovo, al quale stato l’uomo deve passare dal vecchio regime (C. d. let. Pel. 3,4,13)

7 - Nell’Antico Testamento è adombrato il Nuovo; nel Nuovo Testamento è reso manifesto l’Antico (Cat. Sem. 4,8)

8 – Sia nel vecchio che nel nuovo testamento risaltano tanto la misericordia quanto la severità (C. Adim. 17,5)

9 - All’Antico appartiene piuttosto il timore, come al Nuovo l’amore, sebbene anche nell’Antico sia nascosto il Nuovo e nel nuovo sia manifesto l’Antico (Qu. Es. 73)

10 - I due Testamenti concordano nel chiarire e insegnare quale sia la regola di vita da tenere nella condotta morale e quale è il fine cui si deve riferire ogni cosa: l’amore, la salvezza dell’anima, il cammino della felicità (Co.Ch.Cat. 1,18,34)

11 - Cristo è il fine di tutte le realtà dell’Antico Testamento e in lui esse sono giunte a compimento. Tuttavia egli, in cui tutto si compiva e palesava, seguitò a parlare in parabole finché la sua Passione non squarciò il velo, per cui non restò nulla di occulto che non fosse palese (Qu.Mt. 15)

12 - Narrami, o Cristo, il Nuovo Testamento. Fammi beato mediante la tua legge. Narralo anche tu, conscio che non sei privo della presenza di Cristo (Disc. 25,8)

13 - Non tutti quelli che si definiscono cristiani giungono a Cristo, ma solo coloro per i quali viene tolto il velo, che copre la letture del Vecchio Testamento. Rimosso il velo dal Nuovo, comprendono sia il Vecchio che il Nuovo (C.Avv.Le.Pr. 2,7,29)

14 - Mettiti d’accordo con il tuo avversario mentre sei ancora per via. Ti sei inimicata la Parola di Dio (Esp. Sal. 128,4)

15- Questo sia l’inizio dell’accordo con la Parola di Dio: comincia a contestarti per ciò che sei  e come agisci. Allora cominci ad amare Dio come Egli è (Disc. 9,9)       

b) I Sacramenti

1 - Adamo, mentre dormiva, meritò di ricevere la sposa Eva, che Dio aveva formato dal suo fianco; da Cristo, dormiente sulla croce, sarebbe nata la sposa Chiesa, quando il suo costato fu colpito dalla lancia, facendo fluire i sacramenti della Chiesa. La debolezza di Cristo ci rende forti (C.Vg.Gv. 15,8)

2 – Tutti i sacramenti, senza la carità dell’unità di Cristo, si ricevono non a nostra salvezza, ma a nostra condanna (C.Pet. 3,40,46)

3 – I sacramenti sono realtà, in cui si deve fare attenzione non a che cosa sono, ma a che cosa manifestano. Se si comprende il loro significato, apparirà chiaro che essi indicano una sola realtà divina (C.Mass. 2,26,10)

4 – I sacramenti, da tale rapporto di somiglianza con la realtà sacra di cui sono segno, ne prendono anche il nome. Così il sacramento del corpo di Cristo è in cerro qual modo il Corpo di Cristo, il sacramento del sangue di Cristo è lo stesso Sangue di Cristo, il sacramento della fede o battesimo è la fede stessa (Lett. 98,9)

5 – Nella celebrazione dei sacramenti ci serviamo di un numero assai limitato di elementi naturali, quali: l’acqua, l’olio, il grano, il vino, è perché essi sono in insegnamento assai eloquente ed efficace della salvezza, capaci di commuovere i sentimenti dei discepoli elevandoli dalle cose visibili a quelle invisibili, dalle corporali alle spirituali, dalle temporali alle eterne (Lett. 55,7,13)

6 – La forma del sacramento si dà mediante il battesimo (l’acqua), la forma della giustizia mediante il Vangelo (la Parola di Dio): l’una senza l’altra non conduce al Regno dei cieli (C.Pet. 3,56,68)

7 – Il sacramento è una Parola visibile (C.Vg.Gv. 80,3)

Battesimo

1 - Nel battesimo di Gesù la Trinità si rivela molto chiaramente: il Padre nella voce, il Figlio nell’uomo, lo Spirito nella colomba (C.Vg.Gv. 6,5)

2 - Sia che battezzi Pietro o battezzi Paolo, è Cristo che battezza; battezzi pure Giuda: è sempre Cristo che battezza (C. Vg.Gv. 6,7)

3 - Con il battesimo viene rimesso il peccato d’origine e l’eventuale male compiuto, come se non fosse mai stato commesso. Al contrario, la concupiscenza, cioè la attrazione verso il male, resta come ostacolo nella lotta per compiere il bene. Sarà rimossa del tutto, quando l’uomo sarà nella incorruttibilità della vita eterna (Noz. e conc. 1,25,28)

4 - E’ la Chiesa cattolica che partorisce tutti con il battesimo: o dentro, dal suo grembo, o fuori, dal seme di Cristo, suo Sposo (Batt. 1,15,23)

5 - Una sola è la Chiesa ed essa sola si chiama Cattolica. Tutto ciò che di suo c’è nelle diverse comunioni, separate dalla sua unità, in quanto è cosa sua in loro, lo genera Lei e non loro. Infatti a generare non è la parte separata, ma è ciò che le diverse comunioni hanno conservato della Chiesa. Se perdono anche questo, non generano più. E’ la Chiesa quindi che genera in tutte le comunioni che conservano i suoi sacramenti; con questi può generare figli in tutto il mondo, anche se non tutti i generati appartengono alla sua unità, che salverà quanti persevereranno sino alla fine (Batt. 1,10,14) - Nella Chiesa cattolica c’è il battesimo, ma solo in essa si riceve legittimamente (Batt. 1,3,4)

6 - Dobbiamo distinguere la verità del sacramento dall’errore del falso credente, quantunque le due cose possano trovarsi nella stessa persona. Ecco perché, se subentra la vera fede alla falsa, non è detto che al battesimo vero subentra il vero battesimo. Una realtà non può infatti subentrare a se stessa, perché non può separarsi da se stessa. Perciò gli eretici vengono alla cattolica per essere corretti nella falsa fede e non per vedersi ripetere un bene di Dio, quale è il battesimo (Batt. 4,15,22)

7 - Quando uno si separa dalla Chiesa, è certo che il battesimo, che è in lui, si separa con lui. Ne segue che, non tutti i battezzati hanno anche la Chiesa, come non tutti quelli che hanno la Chiesa, hanno anche la vita eterna. Ora, se affermiamo che hanno la Chiesa solo quelli che osservano i comandamenti di Dio, ammettiamo che vi sono molti, che hanno il battesimo e non hanno la Chiesa (Batt. 5,16,20)

8 - Un solo battesimo, un solo Spirito, una sola Chiesa. Pertanto in ciascun uomo va riconosciuto ciò che ha e gli va dato ciò che non ha. Sì, è vero che tutti quelli che escono da noi non sono dei nostri, ma è pur vero che non tutti quelli che restano con noi sono dei nostri. Perciò, mentre il sacramento della grazia Dio lo dà anche per mezzo dei malvagi, la sua grazia la dà solo personalmente o mediante i suoi santi; quindi la remissione dei peccati la dona o di persona o mediante il ministero apostolico (Batt. 5,21,29)

9 - Distruggiamo l’infedeltà del disertore (eretico o scismatico), ma non distruggiamo il carattere dell’Imperatore, Cristo Salvatore (C. Pet. 2,108,247)

10 - Io rettifico in te ciò che è tuo, riconosco ciò che è di Cristo (Un. batt. 2,3)

11 - E’ l’unità di Cristo che ti parla: vieni, riconosci il fondamento della pace, rientra nell’intimità della colomba. Sei stato battezzato fuori, produci frutti e ritornerai nell’arca della Chiesa (C. Vg. Gv. 6,21)

12 - Nei bambini battezzati, prima viene il sacramento della rinascita; se essi conserveranno la pietà cristiana diventando adulti, seguirà anche la conversione del cuore, il cui mistero l’ha preceduta nel corpo (Batt. 4,24,31)

13 - Una cosa è l’acqua del sacramento, altra è l’acqua che significa lo Spirito di Dio. La prima è visibile, la seconda è invisibile. Quella lava il corpo per significare ciò che avviene nell’anima per mezzo dello Spirito: è purificata e alimentata (C. I Gv. 6,11)

14 - Nel rito del battesimo non bisogna considerare chi lo dà, ma ciò che egli dà; non chi lo riceve, ma ciò che egli riceve; non chi lo ha, ma ciò che egli ha (Batt. 4,10,16)

15 - Non siate dei bambini, ma siate bambini (Cons. Ev. 2,30,72)

16 - Si devono battezzare i bambini perché, se non sono peccatori, non sono neppure giusti per la presenza del peccato originale (Cast.per.pec.bat.bam. 19,24)

17 - La madre Chiesa presta ai bambini il suo cuore materno e la sua bocca materna perché i sacri misteri li compenetrino, in quanto essi non possono ancora esprimere con il proprio cuore la fede per essere giustificati né professarla con la bocca per essere salvi (Cast.per.pec.bat.bam. 1,25,38)

18 - Con il battesimo si annulla nei bambini la concupiscenza, innata nell’uomo, per cui fin dalla nascita non nuoccia loro dopo la morte (Cast.per.pec.bat.bam. 1,39,70)

19 - Lasciate che Gesù sia Gesù (Salvatore) anche per i bambini (Noz. conc. 2,35,60)

20 - Da dove proviene la fede ai bambini? Nella fede dei loro genitori, come sono stati generati nel peccato dei progenitori (Disc. 294,19)

21 - Se ci viene comandato di soccorrere gli orfani, quanto più dobbiamo darci da fare per i bambini, i quali, anche in mano ai loro genitori, saranno in una condizione peggiore degli orfani in quanto privi della grazia battesimale di Cristo, che essi non possono chiedere da sé (Ca. per. Bat.bam. 3,13,22)

22 - I bambini non gridano la loro fede con le parole, ma con la verità della loro innocenza (At. Pel. 2,4)

Cresima

1 - Il nome ‘Cristo’ deriva da crisma, perciò significa: unzione. In nessun altro luogo, popolo o regno si ungeva il re e il sacerdote, se non ove doveva venire Cristo. Orbene, Dio è unto da Dio: con quale olio se non con quello spirituale? L’olio invisibile è nel sacramento, cioè nell’intimo. Dio è unto per noi ed è mandato a noi. Cristo era Dio ed era uomo: in quanto uomo era tale da essere anche Dio, in quanto Dio non disdegnava di essere anche uomo. Così è diventato Cristo, l’unto, perché Dio-uomo (Esp.Sal. 44,19)

 I doni dello Spirito Santo

1 - Lo Spirito Santo ci viene presentato attraverso i suoi sette doni buoni. A questi, contrapponi sette mali contrari: lo spirito di stoltezza e di errore, di temerità e di ignavia, d’ignoranza e di empietà, di superbia. Ed ecco gli altri sette spiriti peggiori: l’ipocrisia, cioè la simulazione della sapienza, la simulazione della verità, la simulazione del consiglio, la simulazione della fortezza, la simulazione della scienza, la simulazione della pietà, la simulazione del timore di Dio (Disc. 72A,2)

2 – E’ un beneficio cospicuo, concesso a pochi, oltrepassare tutto ciò che può essere misurato, per contemplare la Misura senza misura, oltrepassare tutto ciò che può essere numerato, per contemplare il Numero senza numero, oltrepassare tutto ciò che può essere pesato, per contemplare il Peso senza peso? (Gen.let. 4,3,7)

3 -  Agli uomini i doni vengono concessi con misura e la concordia fa di loro un solo corpo. Come le membra hanno diverse funzioni, ma una sola è l’anima che le muove, cos diversi sono anche i doni che hanno i fedeli, distribuiti come a membra del corpo secondo la misura che è propria a ciascuno. Ma Cristo che dona lo Spirito, lui lo riceve senza misura (C.Vg.Gv. 14,10)

4 – Lo stesso Cristo nello stesso tempo ha dato dal cielo e ricevuto in terra. Infatti, ad opera di questo dono, che è lo Spirito Santo, dato in comune a tutti i membri di Cristo, viene distribuita una moltitudine di doni propri a ciascuno (Trin. 15,19,34)

5 - Isaia, raccomandandoci di coltivare i sette doni ben noti dello Spirito, discende dalla sapienza al timore, non per calare di grado ma per insegnare, così noi dobbiamo salire dal timore alla sapienza, non montando in superbia, ma volendo progredire. Il cammino dell’umile inizia dalla valle del pianto: ‘Ha disposto nel suo cuore i gradini di ascesa dalla valle delle lacrime’ (Sal. 83,6). La valle è simbolo dell’umiltà, da cui il cuore sale verso il luogo della quiete e pace eterna, ove splende l’incorruttibile sapienza. Così dalla valle del pianto si sale al monte della pace (Disc. 347,2)

   Sapienza

1 – Essa è contemplazione goduta dell’eternità della verità: ornarsene per meritare la vita eterna (Ve.Re. 3,3)

2 – I sapienti nella conoscenza amano solo la verità, nell’azione solo la pace, nel corpo solo la salute. Infatti per essi si compirà, dopo questa vita, ciò che in essa hanno curato di più (Ve.Re. 53,103)

3 - Frutto della sapienza è la dignità spirituale (An.Gb. 19) – Non sono i vecchi ad avere la sapienza: origine della sapienza non è la vecchiaia ma l’eternità (ivi 34)

4 - Alla sapienza appartiene la conoscenza intellettiva delle cose eterne, alla scienza la conoscenza razionale delle cose temporali (Trin. 12,15,25)

5 - La curiosità brama solo la conoscenza insicura delle realtà create; la sapienza brama conoscere le realtà eterne e immutabili (Ve.Re. 52,101) - I curiosi hanno sentimenti terreni e indagano le realtà spirituali con occhi terreni (Gn. c. Man. 2, 26, 40)

6 - La sapienza non trova posto dove manca la pazienza (Disc. 153,1) – La stoltezza è la tenebra dell’anima (Due an. 6,7)

7 – La sapienza si addice agli operatori di pace, perché in essi tutti gli atti sono nell’ordine e non c’è impulso ribelle alla ragione, ma tutto è sottomesso alla coscienza dell’uomo, perché anch’egli è sottomesso a Dio (Disc. s. mon. 1,4 ,11)

8 -  Se è sapienza quella per cui sono beati gli operatori di pace, perché saranno considerati figli di Dio, preghiamo di essere liberati dal male, perché tale liberazione ci renderà liberi, cioè figli di Dio, affinché con lo spirito di adozione invochiamo: Abbà, padre (Disc. s. mon. 2,11,38)              

    Intelletto

1 - Uno si conosce meglio di qualsiasi altro, quanto più sicuramente riesce a vedere con lo sguardo interiore ciò che pensa, che desidera, che forma la sua vita. E quando anche noi veniamo a conoscere tutto questo, allora quell’uomo non è più per noi uno sconosciuto (C.Vg.Gv. 90,1)

2 - Incombe su di noi il grave compito di capire i mali in cui oggi ci troviamo e da cui desideriamo essere liberati. Ricordiamoci che siamo fatti a immagine di Dio, e questo perché abbiamo l’intelligenza. Riconosciamo il nostro onore e comprendiamo! (Esp.Sal. 54,3)

3 - Nessuno, se non ha ricevuto da Dio il dono dell’intelletto, è in grado di conoscere adeguatamente la legge, cioè di comprendere ciò che essa si prefigge, per quale ragione è stata imposta e che vantaggio comporti perché sia subentrata la legge dopo il peccato. Quando uno l’ha scrutata e ne ha raggiunto le sommità, dalle quali essa totalmente dipende, deve necessariamente amare Dio con tutto il cuore, e l’anima e la mente e il prossimo come se stesso (Esp.Sal. 118,d.11,4)

4 - ‘Signore, dammi intelletto per conoscere le tue testimonianze’. Questa richiesta non deve interrompersi mai. Non basta aver ricevuto l’intelligenza: si deve bere continuamente alla fonte della luce eterna. Le testimonianze di Dio si conoscono sempre meglio quanto più cresce l’intelligenza (Esp.Sal. 118,d.26,6)

5 - ‘Il Signore conosce i pensieri degli uomini, e come essi sono vani’. Anche agli uomini fu dato di conoscere i pensieri di Dio; ma Dio li palesa a coloro che ne godono l’amicizia. Quanto a voi, fratelli, non sottovalutatevi: accostatevi a Lui con fede. Conosce i pensieri di Dio chi riesce a collocarsi nel firmamento del cielo (Esp.Sal. 93,14)

6 - Trascendi il corpo e comincerai a gustare l’anima; trascendi anche l’anima e arriverai a gustare Dio. Quanto sono lontani dal gustare Dio coloro che si fermano alla sapienza della carne! Infatti non ci arriverebbero neppure con la sapienza dell’anima. Se tu abiti nella tua anima, abiti come nel mezzo: se guardi giù, c’è il corpo; se guardi su, c’è Dio (Esp.Sal. 36,d.3,13)

7 - L’intelletto si addice ai puri di cuore, inteso come occhio purificato, affinché con esso si possa scorgere quel che l’occhio fisico non ha visto né l’orecchio ha udito né è penetrato nel cuore dell’uomo (Disc. s. mon. 1,4,11)

8 – Se è intelletto quello di cui sono beati i puri di cuore perché vedranno Dio, preghiamo di non essere indotti in tentazione, affinché non abbiamo un cuore doppio, non essendo ordinati al vero bene a cui riferire tutte le nostre azioni, ma perseguendo insieme i beni del tempo e quelli dell’eternità (Disc. s. mon. 2,11,38)

   Consiglio

1 - La nostra vita è esposta al turbamento delle tentazioni e degli scandali, ma quando qualcosa di colpevole si insinua in noi quasi furtivamente, sorprendendo la nostra debolezza di uomini, non deve mancare il consiglio. Esso comporta che si faccia ciò che dice il Signore: Perdonate e vi sarà perdonato (Disc. 347,3)

2 - Il consiglio ha per base la misericordia. In essa si purifica l’anima, in preda al tumulto e chiasso con se stessa per lo sporco che la deturpa. Qui l’uomo è impegnato a esercitarsi nell’amore del prossimo e in ciò compie progressi (Dot.cr. 2,7,11)

3 - Il consiglio siaddice ai misericordiosi, in quanto c’è un solo rimedio per evadere dai grandi mali: come vogliamo che sia rimesso a noi il male e veniamo aiutati nel bisogno, così dobbiamo perdonare e aiutare anche gli altri (Disc. s. mon. 1,4,11)

4 - Se è consiglio quello per cui sono beati i misericordiosi perché di essi si avrà misericordia, rimettiamo i debiti ai nostri debitori e preghiamo che a noi siano rimessi i nostri (Disc. s. mon. 2,11,38)

5 - Se accogliamo il consiglio, da cui viene il comando o l’ammonimento di far parte di ciò che possediamo a chi ha bisogno, non insuperbiamoci. Se è un consiglio ciò che accogliamo, esso giova a noi più che ai poveri che aiutiamo. Chi è disposto ad accogliere un consiglio, intende trarne giovamento, e chi lo dà intende essere di aiuto. Così, mentre viene in aiuto, esso giova a colui che riceve il consiglio (Disc. 389,3)

6 - Ciascuno dia agli altri ciò che ha, dia generosamente al povero il superfluo dei suoi averi. Se ha il dono del consiglio, sia guida al prossimo, cerchi di dissolvere con la luce del suo spirito di fede le tenebre del dubbio (Disc. 91,7,9)

7 - Di uno si dice: Ha buoni fiancheggiatori, per indicare o che segue i buoni consigli di persone oneste o che si regge sulla base di buoni consigli (Esp.Sal. 127,11)

8 - In ogni cattiva azione qualcosa proviene dall’astuzia del consigliere diabolico, qualcosa dall’indolenza di chi ci mette il volere, qualcosa dalla giustizia di colui che punisce. Il diavolo suggerisce, l’uomo acconsente, Dio abbandona (C.Fau. 21,9).  

   Fortezza

1 – La fortezza sta nell’umiltà perché ogni superbia è fragile. Dunque non temete i superbi (Esp.Sal. 92,3)

2 – L’ambizione rende forti i pagani, la carità fortifica i cristiani (C.Iul. o.i. 1,83)

3 – La fortezza cristiana comporta non solo la pratica del bene, ma anche la pazienza di fronte al male (Disc. 46,13)

4 – Non attribuite a voi la fortezza. Dice il Signore: Se si tratta della vostra fortezza e non della mia, allora è durezza, non fortezza (Esp.Sal. 103,d.4,14)

5 – La fortezza cristiana non contrasta l’oltraggio, cioè l’offesa che il nemico scaglia contro di me; non contrasta la confusione, cioè quel sentimento che provoca i rimorsi della coscienza; non contrasta la vergogna, che fa arrossire l’uomo smaliziato anche davanti a un’accusa falsa (Esp.Sal. 68,d.2,4)

6 - La fortezza si addice a coloro che hanno fame e sete.. Sono infatti nel dolore perché desiderano la gioia dei veri beni e aspirano a distogliere l’amore dai beni della terra e del corpo (Disc. s. mon. 1,4,11)

7 – Se è fortezza quella di cui sono beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati, preghiamo che oggi ci sia dato il pane quotidiano affinché da esso sorretti e alimentati possiamo giungere alla piena sazietà (Disc. s. m. 2,11,38)

   Scienza

1 – Questa è la vera e grande scienza: l’uomo deve rendersi conto che di per sé è un nulla, poiché tutto ciò che è, lo riceve da Dio e per Dio (Esp.Sal. 70,d.1,1)

2 – In Dio la scienza è ben diversa dalla nostra perché è identica alla sapienza e la sapienza è identica alla essenza o natura. Nella mirabile semplicità di quella natura sono la stessa cosa essere sapiente e essere: non sono diverse (Trin. 15,13,22)

3 - La scienza di Dio ha come socia la carità, come maestra l’umiltà (Esp.Sal. 42,5) - La scienza che Dio ti ingiunge è nell’ambito della legge divina. Ecco: la pienezza della legge è la carità. Allora, esamina il tuo cuore e vedi se c’è la carità. In tal caso sei diventato sede di Dio, sei diventato anche un cielo (Esp.Sal. 98,3)

4 – E’ scritto: ‘Beati i mansueti perché erediteranno la terra’. Qui si intende non la terra dei mortali, ma quella dei viventi. Per questa loro pietà essi meriteranno di salire al grado della scienza, per cui, non solo conosceranno il male dei propri peccati passati, già pianti nel primo grado della penitenza, ma capiranno anche quale male sia inerente alla nostra condizione portale di lontananza dal Signore, anche quando arride la felicità terrena (Disc. 347,3)

5 - La scienza si addice a coloro che piangono, in quanto hanno appreso dalla Scrittura da quali mali sono tenuti avvinti, perché per ignoranza li hanno bramati come buoni e giovevoli (Disc. s. mon. 1,4,11)

6 - Se è scienza, per cui sono beati coloro che piangono perché saranno consolati, preghiamo affinché sia fatta la sua volontà come in cielo così in terra perché non piangeremo più quando con la definitiva pace dell’alto il corpo, in quanto terra sarà in armonia con l’anima in quanto cielo (Disc. s. mon. 2,11,38)

   Pietà

1 - La pietà è la vera sapienza, cioè il culto di Dio. Esso consiste prima di tutto in questo: l’anima non deve essere ingrata verso Dio (Sp. e let. 11,18) – La pietà è la sapienza dell’uomo (Ench. 1,2)

2 - La grande virtù della pietà è la pace e l’unità perché Dio è uno solo (Comb.cr. 30,32) – Quale forza maggiore della pietà che l’amore dell’unità? (Disc. 269,3)

3 - La pietà cerca credendo, la vanità contraddicendo (Disc. 261,3) - La pietà getta via ciò che l’empietà ama (Di.Nu. 24,8)

4 - La peggiore empietà consiste nel preferire un Dio che muta in peggio, anziché mutare se stessi in meglio (C. Sec. 8)

5 – La vera e santa filosofia della pietà autentica ci insegna che la carne ha tendenze contrarie allo spirito e lo spirito contrarie alla carne (C.Jul. 4,14,72)

6 - La pietà si addice ai miti. Infatti chi ricerca con pietà onora le sacre Scritture e quindi non critica quel che ancora non capisce e perciò non vi si oppone: questo è essere mite (Disc. s. mon. 1,4,11)

7 - Se è pietà quella con cui sono beati i miti, perché essi avranno in eredità la vita eterna, chiediamo che venga il regno di Dio tanto in noi stessi affinché diventiamo miti e non resistiamo a lui, come nello splendore della venuta del Signore dal cielo alla terra, di cui godremo e conseguiremo la gloria (Disc. s. mon. 2,11,38)

8 – Apri il grembo della pietà, raccogli il dono della felicità (Disc. 261,11)

   Timore di Dio

1 – Il timore di Dio si addice agli umili, dei quali il Vangelo dice: Beati i poveri in spirito, cioè non gonfiati, non superbi, non esaltati (Disc. s. mon. 1,4,11)

2 – Se è timore di Dio quello con cui sono beati i poveri in spirito poiché di essi è il regno dei cieli, chiediamo che negli uomini sia santificato il nome di Dio nel genuino timore che permane per i secoli dei secoli (Disc. s. mon. 2,11,38)

3 – Agisci, impegnati nel bene per amore della giustizia o, almeno, per paura della pena (Disc. 156,4) – Chi può dubitare che sia meglio condurre gli uomini all’amoree di Dio con l’istruzione e la persuasione, anziché costringerveli col timore o col dolore del castigo? (Let. 185,6,21)

4 – Il timore di Dio – quello puro, non quello servile – ama gratuitamente e non teme di essere punito da colui per il quale trepida; teme piuttosto di essere separato da colui che ama. Questo è lo Spirito Santo, che conferisce e infonde come dono il santo timore di Dio (Esp.Sal. 18,II,10)

5 – Compirai con l’amore ciò che non potevi compiere con il timore. Colui che per timore non fa il male, desidererebbe farlo se gli fosse possibile (Esp. Sal. 32,II,d.1,6)

6 – Poiché nessuno può toglierci ciò che Dio dà, non temiamo nessuno all’infuori di Dio; per qualunque altra cosa esso si agiti o qualunque altra cosa tenti contro di noi, non abbia paura il nostro cuore (Esp.Sal. 26,II,5)

7 – Il timore sia solo pedagogo. Non rimanga in te, ti conduca invece all’amore. E questo sia il tuo maestro (Disc. 349,7) – Il timore conduce ad amare, l’amore perfetto caccia via il timore (Disc. 348,3,8)

8 – La paura è la fuga dell’anima; il desiderio è lo slancio dell’anima. Quando sei contento, la tua anima si dilata, quando sei angustiato si contrae; si protende in avanti quando  desideri qualcosa, fugge quando hai paura (C.Vg.Gv. 46,8)

9 – Il motivo del timore è il pensiero di perdere quello che amiamo o di non ottenere quello che si è desiderato. Nessuno può con la paura custodire la libertà dal timore (Qu.Di. 33)

Eucaristia

1 - L’Eucaristia è il nostro pane quotidiano: dobbiamo riceverlo come ristoro, non solo del corpo, ma anche dello spirito. La virtù propria di questo nutrimento è quella di produrre l’unità affinché, modellati per essere il corpo di Cristo, divenuti sue membra, siamo ciò che riceviamo (Disc. 57,7,7)

2 – Il Verbo, facendosi uomo, ha assunto tutto l’uomo: anima e corpo.  Poiché ha sofferto la passione per noi, in questo sacramento ci ha affidato il suo corpo e sangue; in tal modo ha trasformato anche noi in esso. Così noi siamo diventati suo corpo e, per sua misericordia, siamo quel che riceviamo (Disc. 229,1) 

3 - Mangia e beve indegnamente il corpo e il sangue di Cristo chi lo riceve con irrisione o senza convinzione. Perciò ricevetelo, ma pensando a quel che voi siete, conservando l’unità nel cuore, tenendo sempre il cuore fisso in alto (Disc. 227,1)

4 - ‘Voi siete il corpo di Cristo e sue membra’ (1 Cor.10,17). Dunque, se voi siete le membra e il corpo di Cristo, sulla mensa del Signore è deposto il vostro sacro mistero: ricevete ciò che siete. A ciò che siete rispondete: Amen, e con la vostra risposta lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: ‘Il corpo di Cristo’, e tu rispondi: ‘Amen’. Sii membro del corpo di Cristo perché sia veritiero il tuo ‘Amen’ (Disc. 272,1)

5 - Cercate di capire ed esultate: unità, verità, pietà, carità. ‘Un solo pane’: chi è questo unico pane? ‘Pur essendo molti, formiamo un solo corpo’. Ricordate che il pane non è composto da un solo chicco di grano, ma da molti…Siate ciò che vedete, ricevete ciò che siete. Cristo Signore ci ha simboleggiati così e ha voluto che noi facessimo parte di lui, perciò consacrò sulla sua mensa il sacramento della nostra pace e unità. Chi riceve il sacramento dell’unità e non conserva il vincolo della pace riceve, non un sacramento a sua salvezza, ma una prova a suo danno (Disc. 272,1)

6 - I fedeli dimostrano di conoscere il corpo di Cristo se non trascurano di essere il corpo di Cristo. Diventino corpo di Cristo se vogliono vivere dello Spirito di Cristo. Capite, fratelli miei, ciò che dico? Mistero di amore; simbolo di unità; vincolo di carità! Chi vuol vivere, ha di che vivere. S’avvicini, creda, entri a far parte del Corpo, e sarà vivificato. Non disdegni di appartenere alla compagine delle membra, non sia un membro infetto che si debba amputare, un membro deforme di cui si debba arrossire. Sia bello, sia valido, sia sano; rimanga unito al corpo, viva di Dio per Iddio, sopporti la fatica in terra per regnare poi con Cristo in cielo (C.Vg.Gv. 26,13)

7 - Mangiare questo cibo e bere questa bevanda vuol dire dimorare in Cristo e avere Cristo sempre in noi. Chi non dimora in Cristo e Cristo non dimora in lui, mangia e beve la propria condanna (C.Vg.Gv. 26,18)

8 - Che significa sedere a questa mensa se non accostarvisi con umiltà, prendendo coscienza del dono che si riceve? E che vuol dire stendere la mano, se non essere pronti come Cristo a dare la vita per i propri fratelli? (C.Vg.Gv. 84,1)

9 - Andiamo e saziamoci alla grande cena, imbandita dal Padre. Ad esso i ricchi non andarono, cioè quelli che presumevano di se stessi – e perciò tanto più disperati quanto più superbi – ma mendicanti, storpi, zoppi, ciechi. ‘Spingeteli ad entrare’; ho preparato un gran banchetto, una gran casa: non permetterò che ci sia un solo posto vuoto. Dalle piazze e dalle vie andarono i popoli, dai sentieri e dalle siepi vengano eretici e scismatici. ‘Costringeteli ad entrare’: fuori ci sia la necessità, dentro la volontà (Disc. 112,8)

10 - Come la manna aveva in bocca il sapore che ciascuno voleva, così nel cuore di ogni cristiano ha diversi sapori il Sacramento con cui è stato vinto il mondo (Lett. 54,3,41)

11 - O cibo e pane degli angeli! Di te essi si nutrono, di te si saziano senza stancarsi, di te vivono, di te sono impregnati, di te sono beati (Disc. 196,3)

Penitenza

1 - E’ la pace della Chiesa che rimette i peccati ed è la lontananza della pace della Chiesa che li ritiene, non ad arbitrio degli uomini ma per volere di Dio e le preghiere dei santi e degli uomini spirituali, che giudicano tutto, ma che nessuno giudica. E’ infatti la stessa ‘pietra’ dell’unità che li ritiene e li rimette. Ma la pace di questa unità si trova solo negli spirituali, non nei cattivi, sia che strepitino fuori sia che siano tollerati dentro (Bat. 3,18,23)

2 – La verità è che, al di fuori della Chiesa, non si può legare né sciogliere alcunché, là dove non c’è nessuno che possa legare o sciogliere. Viene sciolto chi è in pace con la colomba dello Spirito Santo e della Chiesa (Bat. 3,18,23)

3 – Non aver peccati significa questo: non essere colpevole di peccato. Se uno commette adulterio, è colpevole finché non gli viene rimessa la colpa. Se non aver peccati consistesse nel non peccare più, sarebbe sufficiente non farne più. Il peccato può essere passato come atto, ma resta come colpa. (No. e con. 1,26,29)

4 – Chi fa penitenza dà gloria al Signore che perdona (Qu.Dt. 55) – Il pentimento è vicino al piacere (C. Iul 4,14,71)

5 – L’uomo può dire che non pecca, ma nessuno, per rozzo che sia, oserà negare che, se ha peccato, si deve pentire. Efficace disposizione a pentirsi è quella per cui il penitente dichiara che ha fatto il male e avrebbe potuto fare il bene (Due an. 14,22)

6 – La penitenza tormenta, la giustizia dona pace alla coscienza, la vita eterna glorifica (Esp. Sal. 150,3)

7 – Coloro che concepiscono il timore di Dio, e per mezzo del libero arbitrio si affidano all’ottimo medico per essere risanati, sono guariti attraverso l’umiltà della confessione e della penitenza dal misericordioso Creatore (C. Fel. 2,8)

8 – Gli uomini, che tengono ben presente di non essere altro che uomini, capiscono molto bene quanto sia utile e necessaria, come terapia, la penitenza (Disc. 351,1,1)

9 -  Colui che si pente, già punisce se stesso. Comincia ad essere gradito a Dio, in quanto punisci in te ciò che anche a lui è sgradito (Esp. Sal. 58,d.1,13)

10 – Chi difende i suoi peccati commette una grande ingiustizia, perché difende ciò che Dio odia. E ne dà la colpa a Dio (Esp. Sal. 58,d.1,14)

11 – Siccome tu, pur essendo nel corpo di Cristo, porti in te una dose di mortalità, sii giusto con te stesso e in te stesso. Sei peccatore: ebbene, ripara la tua colpa. Torna dentro la tua coscienza, imponiti un castigo, mortificati. Così offri un sacrificio gradito a Dio (Esp. Sal. 140,14)

Matrimonio

1 - Persino alcuni animali, come la maggior parte degli uccelli, osservano una specie di patto coniugale: associano la loro solerzia nel costruire il nido, si avvicendano in tempi diversi nella cova delle uova e si alternano nel procurare cibo ai piccoli (Noz. conc. 1,4,5)

2 - La monogamia risponde di più alla misura richiesta dalla dignità del matrimonio; la poligamia fu concessa dall’esigenza di fecondità (Noz. e conc.1,9,10)

3 - Ciò che è grande sacramento di amore sponsale in Cristo e nella Chiesa, è vissuto in modo ridotto nelle singole coppie di sposi, ma è pur sempre il sacramento di una unione inseparabile (Noz. conc. 1,21,23)

4 - Le nozze hanno il loro giusto posto nelle vicende umane: non solo per far nascere gli uomini, quanto per farli nasce in una condizione ordinata. E come sono certe le madri a causa del parto, così, per mezzo della fedeltà coniugale, siano certi anche i padri (C.Giul. o.i. 5,23)

5 - Il vincolo matrimoniale sarà tanto più forte negli sposi, quanto più il loro accordo, osservato nella più amorosa concordia, si realizzerà attraverso l’intimo slancio della comunione degli spiriti (Noz. e conc. 1,11,12) 

6 - L’unione coniugale per noi, raccolti insieme a Gesù nell’unità, ci trasformerà in un solo coniuge, perché ci ha liberati da ogni tipo di amore mondano con l’effusione del proprio sangue (Dis.s.mon. 1,15,41)

7 - Il matrimonio vige e merita tale qualifica anche quando, di comune accordo, gli sposi osservano la continenza (Cons.Ev. 2,1,2) 

Ordine

1 - Il nome ‘Cristo’ deriva da unzione, crisma. E se venivano unti i re e i sacerdoti, è proprio perché Cristo è l’uno e l’altro. Come re combatté per noi; come sacerdote offrì se stesso per noi (Esp.Sal. 149,6)

2 - Ma non soltanto è stato unto il nostro capo: lo siamo stati anche noi in quanto suo corpo. Egli è dunque re perché ci guida e ci regge, è sacerdote perché intercede per noi. E questo sacerdote è stato unico, infatti è anche  la vittima sacrificale. Non ha offerto altro sacrificio al Padre, se non se stesso, incorporando noi a se stesso affinché anche noi, in Lui, fossimo Cristo (Esp.Sal. 26,II,2)

3 - L’unzione riguarda tutti i cristiani. Per questo è manifesto che siamo il corpo di Cristo, perché tutti siamo unti. Tutti noi in Lui siamo di Cristo e siamo Cristo (Esp. Sal. 26,II,2)

4 – Questa unzione spirituale è lo stesso Spirito Santo, il cui sacramento consiste nell’unzione visibile. Giovanni afferma che tutti coloro, i quali hanno questa unzione di Cristo, conoscono i cattivi e i buoni, e non c’è bisogno che siano ammaestrati perché la stessa unzione li ammaestra (C. I Gv. 3,5)

5 – Tu, Cristo sacerdote, tu vittima, tu sacrificatore, tu sacrificio. Egli è il sacerdote che ora è entrato al di là del velo e, solo fra tutti coloro che hanno portato la carne, intercede per noi (Esp.Sal. 64,6)

6 – Non c’è nulla di più facile, piacevole e gradito della dignità di vescovo, prete, diacono, ma nulla di più miserabile, funesto e riprovevole davanti a Dio se lo fa negligentemente e con vile adulazione. In questo tempo nulla è più difficile, faticoso e pericoloso, ma nulla è più felice agli occhi di Dio se si assolve a questo ministero nel modo prescritto dal nostro capitano (Lett. 21,1)

7 – Nella casa del Signore libero è il servizio, poiché non è imposto dalla necessità, ma dalla carità. La carità ti renda servo, come la verità ti ha fatto libero. Non servire brontolando! Sei serevo del Signore, sei libero del Signore, Non cercare una liberazione che ti porti lontano dalla casa del tuo liberatore (Esp.Sal. 99,7)

Unzione Infermi

1 - Questa unzione ci perfeziona spiritualmente in quella vita che a noi è promessa. Noi ora siamo unti nel sacramento e nello stesso sacramento si prefigura qualcosa di quel che saremo. Noi allora dobbiamo desiderare questo futuro ineffabile, e nel contempo gemere nel mistero, al fine di poter gioire in quella realtà, che nel mistero è in anticipo mostrata (Esp.Sal. 26,II,2)

2 - L’effetto sacramentale dell’unzione è la virtù invisibile, cioè lo Spirito Santo. Unzione invisibile è quella carità che resta per sempre in chiunque si trova e non dissecca mai per l’ardore delle passioni (C.I Gv. 3,12)

3 - Se qualcuno può mettersi al tuo fianco, nessuno certo può stare nel tuo cuore. Nessuno vi stia; Cristo invece rimanga nel tuo cuore con la sua parola e la sua unzione, perché il tuo cuore rimanga solo e privo della sorgente che lo irriga. Quando non vi possiede né la sua ispirazione né la sua unzione, le parole esterne fanno solo un inutile strepito (C. I. Gv. 3,13)

           LA  SPERANZA

1 - Siamo nella speranza, saremo nella realtà (Cast.per.pec.bat.bam. 2,8,10)

2 - Canta e cammina (Disc. 256,3) - Cammina attraverso l’umiltà per giungere all’eternità (Disc. 123,5)

3 - La perfezione di chi è in cammino consiste nella consapevolezza di non essere ancora giunto alla meta; egli è ben conscio della strada percorsa e di quella che resta ancora da fare (Disc. 306B,3)

4 - Con le gambe rotte non c’è alcuna possibilità di camminare (Nat. e gr. 49,57)

5 - Cammina alla luce della profezia, seguendo la lucerna delle realtà future che ti sono state preannunziate, cammina al seguito della Parola di Dio (Esp. Sal. 142,15)

6 - Vi scongiuro: amate con me, correte con me, saldi nella fede; aneliamo alla patria di lassù; consideriamoci semplici pellegrini quaggiù (C.Vg.Gv. 35,9)

7 – Finché dimoriamo nella speranza, pensiamo non a ciò che siamo, ma a ciò che saremo. In questa dimora mentale non vi sono malvagi né subiamo assemblee di menzogna. Non è nella speranza, mas nella realtà visibile attuale che noi li tolleriamo (C.Let.Parm. 2,14,32)

8 – Per quanto avrai progredito, la tua speranza si baserà sempre sulla misericordia. Se infatti interverrà la giustizia senza la misericordia, troverà in ogni uomo materia di condanna (Esp.Sal. 147,12) – Impetuosa sarà la misericordia di Dio nell’irrigare e nell’inebriare coloro che ora pongono la loro speranza sotto la protezione delle sue ali (Esp.Sal. 35,14)

9 – Gli uomini corrono due pericoli contrari: la speranza e la disperazione. Si inganna nella speranza chi dice: Dio è buono e misericordioso, quindi posso fare ciò che voglio. Costoro abusano della speranza. Invece sono in pericolo per disperazione coloro che, essendo caduti in gravi peccati, disperano di essere perdonati, anche se pentiti. E quindi dicono: ormai siamo dannati, perché non facciamo quel che ci pare? (C.Vg.Gv. 33,8)

10 – La speranza degli iniqui è circoscritta al tempo presente, la tua è nel futuro; ma la loro è incerta, la tua è sicura; la loro è falsa, la tua è verace (Esp.Sal. 52,8)

a) Beatitudini

1 - Cerca di conformare la tua vita e la tua condotta ai comandamenti di Dio, iniziando dal santo timore di Dio, con cui si abbatte l’umana superbia ed è l’inizio della sapienza. Divenuto mite e paziente in grazia della pietà, sottoponiti all’autorità delle Scritture. Poi affliggiti per il peccato esistente nelle tue membra e implora la consolazione della liberazione per mezzo della grazia di Cristo. Sazia quindi la tua fame e sete spirituale con la preghiera. Per ottenere misericordia e aiuto dal Signore, sii misericordioso perdonando e usando umanità. Così purificherai il cuore rendendolo idoneo a scorgere qualcosa dell’immutabile sostanza di Dio, l’eccelsa em ineffabile Trinità, e in essa ci sarà anche la perfetta pace (Lett. 171A,1-2)

2 – Nelle beatitudini a ciascuna massima è stata congiunta una ricompensa appropriata e, riguardo al premio, non è stato indicato nulla che non corrispondesse al precetto (Disc. 53,8,8) -  L’umiltà è adatta a fruire stabilmente del regno dei cieli, la mansuetudine a possedere la terra, il pianto a godere la consolazione, la fame e sete di giustizia ad essere saziate, la misericordia ad ottenere misericordia, il cuore puro a vedere Dio (Disc. 53,9,9)

Beati i poveri in spirito

1 - Chi sono i poveri in spirito? Gli umili: coloro che trepidano di fronte alla parola di Dio, coloro che confessano i propri peccati, coloro che non ripongono la propria fiducianei propri meriti e giustizia, coloro che, quando fanno qualcosa di buono ne lodano Dio, quando fanno qualcosa di male accusano se stessi (Esp. Sal. 73,24)

2 - I poveri nello spirito, anche se hanno la ricchezza, non la posseggono; siano poveri e sarà loro il regno dei cieli (Disc. 53A,6)

3 – In te si è abbandonato il povero. Per questo è povero; ha infatti disprezzato tutti i beni temporali di questo mondo, proprio perché soltanto tu sia la sua speranza (Esp.Sal. 9,31)

4 – Signor povero, non condannare i ricchi misericordiosi, i ricchi umili, i ricchi poveri. O povero, sii anche tu un vero povero, cioè sii virtuoso, sii umile (Disc. 14,4)!

5 – Cercate quanto è sufficiente e vi basta per vivere, non il superfluo. Tutto il resto appesantisce, non solleva; è un onere, non un onore (Disc. 85,5,6)

6 – Dall’amore del mondo non nasce alcun frutto buono, dall’amore di Dio non nasce alcun frutto cattivo. La carità non cerca i propri vantaggi, ma la salvezza dei fratelli (Disc. 107A,1) -  Dona ciò che quaggiù dovrai abbandonare, riceverai ciò che non potrai perdere mai (Disc. 107A,2)

7 - Possederai Dio, sarai ricolmo di Dio: questa è la grande ricchezza dell’anima. La ricchezza materiale è superflua; la ricchezza spirituale non è superflua.  Amico mio, se tu sei povero, non possiedi dunque nulla se possiedi Dio? Amico mio, che sei ricco, possiedi dunque qualcosa se non possiedi Dio ? (Disc. 107A,3)

8 – Vuoi essere ricco davanti a Dio? Da’ a Dio…Vale più aver Dio nell’anima che l’oro nella borsa (Disc. 107A,7) -  Cristo ti porge il suo cibo. Sii povero e ti sazierai (Disc. 332,2)

9 – ‘Dove sono le tue ricchezze, lì c’è anche il tuo cuore’(Mt 6,21). Il ladro poté portargli via il denaro, ma non poté tirar giù dal cielo il suo cuore (Disc. 107A,6)

10 – Molti ricchi avevano messo molto dei loro molti averi, la povera vedova invece aveva messo tutto quello che aveva. Aveva molto poiché aveva Dio nel cuore. Vale più aver Dio nell’animo che l’oro nella borsa. Chi mise più di lei che per sé nulla serbò(Disc. 107A,7)

11 - Tu, povero, cerca di attaccarti a ciò che non devi lasciare morendo; attaccati a quello che possederai vivendo in eterno (Disc. 359,2)

Beati gli afflitti

1 - Il pianto è la tristezza per la perdita dei propri cari. Ma tutti saranno consolati dallo Spirito Santo affinché, nel perdere la gioia temporale, godano di quella eterna (Disc.mo. 1,2,5)

2 – Nel pianto è la sofferenza, nella consolazione il premio. Ma la vera consolazione sarà solo quella con cui ci sarà dato ciò che non si potrà perdere: in tal modo granno di essere consolati in seguito coloro che adesso si rattristano di essere ancora lontani dalla patria (Disc. 53,3,3)

3 - Il pianto è un fatto doloroso, quando è il lamento di chi si pente. Ogni peccatore dovrebbe piangere i propri peccati. Pianga se stesso e tornerà in vita; pianga spinto dal pentimento e verrà consolato col perdono (Disc. 53A,8)

4 – Nel pianto è il dolore, nel riso è il premio della sapienza (Disc. 175,2,2)

5 – Quanto più desidero ciò che mi manca, tanto più gemo finché non lo avrò; quindi tanto più piango finché non lo conseguo (Esp.Sal. 38,20)

6 – ‘Le lacrime furono per me pane giorno e notte’, non amarezza. Erano dolci per me; mi nutrivo avidamente delle mie lacrime (Esp.Sal. 41,6)

7 – Cristo ci ha risollevato ad una grande speranza e con essa effondiamo il nostro pianto. Il pianto esprime tristezza, ma c’è anche il pianto che esprime letizia. Sara, già sterile, pianse di gioia quando divenne madre; anche noi, o Cristo, grazie al tuo timore abbiamo concepito e partorito lo spirito della salvezza (Esp.Sal. 101,1,2)

8 – Se siamo sue pecore, non è inopportuno che chiediamo con lacrime la sua misericordia: Egli infatti è nostro Dio e Creatore, noi sue pecore e suo popolo: piangiamo nel mancato possesso, godendo nella speranza (Disc. 47,1)

9 - Ti sei esaminato, ti sei riconosciuto colpevole… Sono ricaduto nelle medesime colpe. Che faccio?... Quando parli così, già Cristo freme perché in te freme la fede. Negli accenti di chi freme si annuncia la speranza di chi risorge (Comm.Vg.Gv. 49,19)

Beati i miti

1 - Miti sono coloro che non acconsentono alla malvagità e non resistono al male, ma vincono il male col bene. Erediteranno la terra da cui non possono essere espulsi (Disc.mo. 1,2,4)

2 - Il mite non contesta le massime divine proferite contro i suoi peccati e le parole di Dio che ancora non comprende (Disc. mo. 1,18,55)

3 – Tu possederai la terra se sarai mite, ma ne sarai posseduto se tu sarai disumano…Essere mite vuol dire non resistere al tuo Dio, in modo che nel bene che tu compi sia lui a piacerti, non tu stesso; nel male che soffri giustamente non sia lui a dispiacerti, ma rtu a te stesso. Non è cosa di poco conto piacere a lui dispiacendo a te stesso, mentre dispiacerai a lui se piacerai a te stesso (Disc. 53, 2,2)

4 – I miti sono coloro che non si oppongono alla volontà di Dio Quando le cose vanno bene, lodano Dio; quando vanno male, non bestemmiano Dio; con le opere buone danno gloria a Dio, dei propri peccarti accusano se stessi (Disc. 53A,7)

5 - I miti sono coloro che, in tutto ciò che fanno di bene, non piace ad essi se non Dio; mentre per tutto ciò che soffrono di male non gli dispiace Dio (Disc. 81,3)

6 - Fratelli miei, in questo consiste ogni rimedio per voi: ‘Imparate da me che sono mite ed umile di cuore’. A che giova se uno compie miracoli, ma è superbo e non è mite ed umile di cuore? (Disc. 142,11)

7 – Fratelli, ammiriamo la straordinaria mitezza e mansuetudine del Signore. Egli ci ha apportato la verità come dottore, la mansuetudine come liberatore, la giustizia come giudice. Quando parlava, trionfava la verità; quando non reagiva agli attacchi dei nemici, risaltava la mansuetudine (Comm.Vg.Gv. 33,4)

8 – ‘Dolce e retto è il Signore’ (Sal. 24,8). Se lo ami perché è dolce, devi temerlo perché è retto. Il Signore è mansueto, longanime e misericordioso; ma è anche giusto e verace (Comm.Vg.Gv. 33,7)

9 – Miei carissimi, l’autentica mitezza cristiana e cattolica va contrapposta ai litigiosi e scismatici. Qui si tratta di curare un’infermità, quindi bisogna procedere nella cura con precauzione, con delicatezza. Nessuno attacchi briga con loro. Nessuno voglia con la polemica difendere neanche la propria stessa fede. Non deve scattare neppure la scintilla di una lite o di una ingiuria: tollera, sopporta, passa oltre. Osserva il tratto gentile dei medici quando curano un malato (Disc. 357,4)

Beati gli affamati e assetati di giustizia

1 – Hanno fame e sete e sono beati? Quando mai la miseria è beata? Non sono beati perché hanno fame e sete, ma perché saranno saziati. La felicità sarà nella sazietà, non già nella fame. Ma la fame deve precedere la sazietà affinché la nausea non ci allontani dal prendere cibo (Disc. 61,6,7)

2 - Essi amano il bene vero e inammissibile, quindi saranno saziati con il cibo della volontà di Dio e la bevanda della vita eterna (Disc.mo. 1,2,6)

3 - Aver fame e sete di giustizia è cosa della terra. In cielo invece ci sarà la sazietà ove nessuno peccherà (53A,9) – Ci sazieremo in modo insaziabile (Disc. 362,28,29)

4 - Lassù tutti sono saziati con il cibo della giustizia e la bevanda della sapienza, tutti vestiti di immortalità, tutti viventi nella loro patria eterna. La salute di tutti è la stessa eternità: eterna la salute, eterna la concordia. Nessuno muove lite, nessuno cerca un giudice, nessuno un arbitrato di riconciliazione, nessuno una sentenza di rivendicazione, nessuna infermità, nessuna morte (Disc. 305A,8)

5 - ‘Ci sazieremo dell’abbondanza della tua casa’ (Sal. 35,9). Giungeranno alla sazietà anche i sobri. Tanto berranno da giungere all’ebbrezza. Infatti per quella ebbrezza dimenticano tutti i mali trascorsi. O santa ebbrezza! Vorrei che avessimo tutti un’esperienza così esaltante! (Disc. 335D,1)

6 - Quando sarà trascorso il tempo della speranza e arrivato il gaudio della realtà, Dio li inebrierà dell’abbondanza della sua casa e li disseterà al torrente delle sue delizie. Come? Ascolta: ‘Poiché in te è la sorgente della vita’ (Sal. 35,10). Inebriarsi della vita è vivere senza fine. Una tale ebbrezza non si può smaltire, nessuno la esaurisce e torna ad aver sete. Vi sono uomini di tal fatta che, nel proprio letto all’ombra delle ali di Dio, lottano e vincono, vincono e sono coronati (Disc. 335D,3)

7 - Abbia sete la terra! E faccia sentire le parole della sua sete. Infatti è scritto: ‘L’anima mia è per te come terra senz’acqua’ (Sal. 142,6). Dica dunque la nostra terra, diciamo noi stessi, desiderando la pioggia di Dio: ‘Dio abbia pietà di noi e ci benedica’ (Esp.Sal. 66,1)

8 - C’è una sete interiore e un seno interiore, poiché c’è l’uomo interiore. Quest’uomo interiore è invisibile, mentre quello esteriore è visibile. Ma l’uomo interiore è meglio dell’uomo esteriore. E ciò che non si vede, si ama di più. In te, come nell’amico, ami di più l’anima che non il corpo (C.Vg.Gv. 32,2)

9 - In questo arido deserto della vita e della condizione mortale inaridiremmo molto prima di sentire la sete, se non ci irrorasse dall’alto qualche soavissima brezza di giustizia (Qu.Simpl. 1,2,16)

10 - Avevo sete e mi avete dato l’aceto: desideravo la loro fede e ho trovato il loro vecchio uomo (Esp.Sal. 68,d.2,6)

11 - Se siamo cristiani e crediamo, dobbiamo bere Cristo. E ciascuno in se stesso deve rendersi conto se beve, e se vie ciò che beve, poiché la fonte non ci abbandona, se non siamo noi al abbandonarla (C.Vg.Gv. 32,4)

Beati i misericordiosi

1 - Essi, soccorrendo gli infelici, riceveranno in contraccambio di essere liberati dalla infelicità (Disc.mo. 1,2,7)

2 - Tu sei un mendicante alla porta di Dio; ma c’è anche un altro mendicante alla tua porta. Quel che tu farai a lui, Dio lo farà a te (Disc. 53A,10)

3 - Il misericordioso non si oppone al malvagio per cercare di correggerlo, se con l’opposizione lo rendesse peggiore (Disc. mo. 1,18,55)

4 - Devi usare misericordia verso tutti. Userai con il giusto solo la misericordia richiesta dalla necessità corporale (Esp.Sal. 102,12)

5 – Si stanchi l’elemosina nella tua mano fino a che non trovi il giusto al quale offrirla. Siate diligenti, prudenti e temperanti in questo settore, considerando come vostri tesori le vostre stesse opere (Esp. Sal. 102,12)

6 - Usa misericordia all’iniquo, ma non come iniquo. Se dai al peccatore, in lui tu onori il vizio, non la natura umana (Esp.Sal. 102,13)

7 – Fratelli, praticate la misericordia. Non esiste altro vincolo di carità, non esiste altro vincolo atto a condurci da questa vita alla patria beata. Estendete la vostra carità fino ai vostri nemici e state sicuri. Il Signore userà misericordia con te, se tu avrai misericordia con gli altri (Esp.Sal. 102,14)

8 – E’ sincerità e verità ricordarsi, anche se si è progrediti, di ciò che si è stati, ed essere misericordiosi verso quelli che cadono, poiché anche noi siamo starti risollevati dalla caduta per la misericordia di Cristo: egli, pur essendo senza peccato, si è umiliato per i peccatori (C.Let. Parm. 3,2,5)

Beati i puri di cuore

1 - Come la luce del giorno non si può vedere se non con occhio puro, così neppure Dio si vede se il cuore non è puro (Disc.mo. 1,2,8)

2 - Dio dà il premio in relazione al cuore ove egli vede. Certo, non c’è nulla più grande di Dio. Ma tu non temere le tue strettezze: accoglilo ed egli ti dilaterà. Così vedrai Dio (Disc. 53A,11

3 – Non entri nello scrigno del cuore la tignola del mal pensare (Disc. 177,10,11)

4 – Purifica il cuore unicamente il solo e schietto anelito alla vita eterna in un unico e puro amore della sapienza (Disc.mo. 2,3,11)

5 – Chi ha mani innocenti salirà, chi ha cuore puro starà: l’innocenza delle mani è durante il lavoro, la purezza del cuore è nella ricompensa (Per.giu. 15,36)

6 – Il nostro cuore diviene immacolato con la rigenerazione che ci viene donata, con gli aiuti che ci sostengono nella lotta e con la preghiera che eleviamo a Dio  E’ la grazia di Dio, che opera per mezzo di Gesù e dello Spirito Santo, che ci fa nutrire desideri opposti a quelli della carne (Esp.Sal. 118,d.19,7)

7 – Si dice retto il cuore di un uomo quando vuole ciò che Dio vuole (Esp.Sal. 100,6)

8 – Se uno avverte il peso della carne, si sforzi, mediante la continenza, di purificare il cuore per elevarlo poi a Dio (C.Vg.Gv. 1,7)

9 – Se voi avete un cuore solo, voi abitate insieme (Esp. Sal. 100,11)

10 – Grande conquista è avere un cuore saldo, non lasciarsi turbare di fronte ai godimenti di chi ama le cose visibili, finché non abbia visto le realtà che Dio ha preparato per chi lo ama. Il giusto le vedrà non dal basso, come i suoi nemici, ma dall’alto (Esp.Sal. 111,7)

Beati gli operatori di pace

1 - Nella pace c’è la perfezione perché in essa nulla è in contrasto, quindi gli operatori di pace sono figli di Dio perché simili a Lui. La pace è la vita del saggio al culmine della perfezione (Disc.mo. 1,2,9)

2 - Se vuoi mettere pace, comincia da te stesso ad essere pacifico. Devi mettere in pace te stesso interiormente, ove forse sei in lotta quotidiana con te stesso. Lo spirito sia soggetto a Colui che gli è superiore e sarà vittorioso della parte inferiore di sé (Disc. 53A,12)

3 – Cercate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno potrà vedere Dio (Disc. 53,15,16)

4 – A coloro che hanno la pace nella carità, il Signore darà la pace nell’immortalità (Disc.Nu. 16,8)

5 – Carissimi, dobbiamo contrapporre sempre l’autentica mitezza cristiana e cattolica. Nessuno attacchi briga. Nessuno voglia con la polemica difendere la sua stessa fede. Dalla disputa può scattare una scintilla di lite. Anche se senti un’ingiuria, tollera, sopporta, passa oltre. La risposta, puntuale, sia di uno che cura a uno che è curato (Disc. 357,4)

6 – Ciò che è avvenuto fra Romolo e Remo, fra Caino e Abele dimostra che possono avvenire scissioni fra la città terrena, fra la città terrena e la città celeste. Si oppongono dunque fra sé cattivi e cattivi, cattivi e buoni; ma non è possibile che si oppongano fra loro buoni e buoni, se sono perfetti. Al più il desiderio spirituale può opporsi al desiderio carnale di un altro e viceversa (Città 15,5)

7 – Cerca la pace e perseguila. Dove? Questa pace ha attraversato il genere umano. E dove è andata? Chiediti prima: Chi è la pace? La pace è Cristo. Egli è la nostra pace perché ha fatto di due un popolo solo. C’era la guerra, ma da quel legno scendeva la pace (Disc. 25,7)

8 – Il nostro bene è la pace: non quella che regna fra gli uomini: infida, instabile, mutevole, incerta, e nemmeno quella pace che l’uomo gode interiormente in se stesso finché non ha domato le sue passioni. Questa pace conseguiranno coloro che in terra sono stati pacifici (Esp.Sal. 127,16)

9 – Abbiate a cuore la pace in casa, nel lavoro, con la moglie, con i figli, con i servi. con gli amici e con i nemici (Esp.Sal. 147,15)

10 – Che cosa si propone la pace? Non giudica ciò che è incerto, non afferma con ostinazione ciò che non conosce; nei riguardi altrui è più incline a pensar bene che non ad avanzare sospetti temerari. Non si dispiace molto quando sbaglia attribuendo il bene anche a chi è cattivo; si dispiace come di un danno grave quando per caso le succede di attribuire il male a chi è buono (Esp.Sal. 147,16)

Beati i perseguitati a causa della giustizia

1 - Qualunque tipo di persecuzione susciti dall’esterno il principe di questo mondo, accresce la gloria che è secondo Dio e non demolisce nulla in quell’edificio, saldamente strutturato all’interno (Disc.mo. 1,3,10)

2 - Anche il brigante è perseguitato per causa dei suoi misfatti e sconta la pena dovuta. Ciò che fa di uno un martire, non è la pena ma la causa; prima scelga la causa, poi tranquillo sopporti la pena (Disc. 53A,13)

3 – Non credere che sia meno crudele chi perseguita il cuore anziché il corpo (C.Gaud. 1,21,25) – Guardati dal persecutore dell’anima (C.Vg.Gv. 11,12)

4 – ‘Mettimi alla prova, Signore e saggiami: brucia i miei reni e il mio cuore’. Brucia i miei pensieri, brucia i miei piaceri in modo che non pensi alcun male e non provi  piacere in nulla di male. Brucia le mie viscere con la tua parola, brucia il mio cuore con il calore del tuo Spirito (Esp.Sal. 25,7)

5 – Si dà il caso che chi perseguita è giusto e chi è perseguitato è ingiusto. E’ comunque certo che i cattivi hanno sempre perseguitato i buoni e i buoni i cattivi: gli uni nuocendo con l’ingiustizia, gli altri giovando con le sanzioni disciplinari; gli uni agendo disumanamente, gli altri moderatamente; gli uni servendo la cupidigia, gli altri servendo l’amore. Voglio dire: il carnefice non bada al modo con cui strazia, il medico bada al modo con cui taglia. Questo infatti cerca di ottenere la sanità, l’altro la cancrena (Lett. 93,2,8)

6 - In tempo di persecuzione è premiato il combattimento, in tempo di pace è premiata la perseveranza (Disc. 303,2)

7 - L’uomo perseguita volendo uccidere il corpo, il demonio perseguita volendo accalappiare l’anima. Ci sono comunque altri nemici che ci perseguitano; preghiamo Dio che ci liberi e non permetta di venire sedotti né per la stanchezza causataci dalle tribolazioni mondane né per l’attrattiva di false lusinghe (Esp.Sal. 141,14)

8 – Grande occasione di purificazione per i buoni è l’abbondanza dei cattivi. Sotto la mano di un Artista così grande, anche un solo granello d’oro in mezzo a tanta paglia non può andare perduto. Sii buono, tollera il cattivo (Disc. 15,4)

9 – Il fuoco delle persecuzioni divora i persecutori, non i perseguitati (Esp.Sal. 96,6)

Beati i perseguitati a causa di Cristo

1 - ‘Se il mondo vi odia, sappiate che prima ha odiato me’(Gv. 15,18). Ecco: il mondo odia. Chi è odiato dal mondo se non questo mondo? Quale mondo? Persecutore è il mondo condannato; viene perseguitato il mondo riconciliato. Il mondo condannato è coloro che sono fuori della Chiesa; il mondo riconciliato è la Chiesa (Disc. 96,7,8)

2 - La Chiesa perseguita spinta dall’amore, quelli perseguitano spinti dal furore: questa per farli ravvedere, quelli per precipitare nell’errore. L’amore della Chiesa si affanna per liberarli da quella perversione, affinché nessuno vada incontro alla morte (Lett. 185,2,11)

3 - Quando la Chiesa è perseguitata, in essa sono tre categorie di persone: quelli che approvano, quelli che fuggono, quelli che affrontano la sofferenza (An.Gb. 24)

4 - Quante persecuzioni non ha subìte la Chiesa! Quante volte i sudditi di Satana si son detti: Sopprimete i cristiani, sbarazzatevi dei cristiani, sicché non ne rimanga più neppure uno! Abbattete la Chiesa fin dalle fondamenta. Eppure, proprio mentre dicevano questo, i persecutori fallivano l’impresa e i martiri venivano coronati! (Esp.Sal. 136,19)

5 – Gesù volle offrire ai discepoli l’esempio di come si possa vivere accettando la debolezza umana; e mostrare loro che i suoi fedeli possono, senza commettere peccato, sottrarsi ai loro persecutori: si deve cercare di sfuggire al furore degli iniqui, anziché provocarli maggiormente col mettersi nelle loro mani (C.Vg.Gv. 49,28)

6 – Quando Paolo sfuggì ai persecutori, certo che gli importava delle pecore, ma le affidava pregando al pastore assiso in cielo, mentre fuggendo si conservava a loro vantaggio: ‘Rimanere nella carne è più necessario per voi’ (Fil. 1,24) (C.Vg.Gv. 46,7)

7 - Tutti coloro che vogliono vivere secondo la fede e uniti a Cristo, saranno perseguitati (Tm. 3,12). Paolo dice: tutti; quindi non esclude nessuno. Se vuoi sperimentare la verità dell’assunto di Paolo, comincia a vivere fedele a Dio e unito a Cristo. Vedrai che è vero quanto dice. Se non perseguitano i sovrani della terra, è forse cessata la persecuzione del diavolo? (Disc. 94A,2)

8 – In un primo tempo si dovettero subire le violenze dei persecutori; ora ci è rimasta da tollerare la malvagità di coloro che occultamente tramano il male. La rabbia dei persecutori non viene meno, solo che hanno rivolto la loro violenza a trame interiori (Esp.Sal. 69,4).

b)  Ultime Realtà (Novissimi)

Morte

1 – Sei nato, è certo che morirai; e nella stessa certezza della morte, è incerto il giorno della morte. Tutte le cose sono incerte: solo la morte è certa, ma anche la sua ora è incerta. Nei riguardi della morte, temuta perché in alcun modo non può essere evitata, vanamente si turba ogni uomo che vive (Esp. Sal. 38,19)

2 –  Grande misericordia è averti lasciato nell’incertezza sulla durata della vita per darti la possibilità di convertirti. Se invece avesse indicato a tutti il giorno della loro morte, dando una tale sicurezza avrebbe provocato un aumento di peccati. In materia di peccato infatti si deve temere sia la speranza che la disperazione (Esp. Sal. 144,11)

3 - A proposito dell’ultimo giorno di questo mondo, Cristo afferma che nessuno conosce la data della sua fine, ma soltanto il Padre. Quindi cerchiamo di vigilare vivendo bene perché il nostro ultimo giorno non ci trovi impreparati (Disc. 97,1)

4 - Il nostro desiderio non può fermarsi sulla via, ma deve protendersi verso la meta finale finché non vi giunga. Quel giorno è il giorno senza fine. Sono un tutt’uno quei giorni: per questo saziano. Esistono tutti insieme, perché tutti sono un giorno solo che sta fermo e non passa. Questa è l’eternità (Esp. Sal. 89,15)

5 - Il pescatore non ha ancora tirato l’amo, ma il pesce l’ha già in bocca. La vita, che a te sembra lunga, è breve: tutte le cose di quaggiù passano rapidamente. Vuoi essere paziente? Guarda all’eternità di Dio. Congiungi il tuo cuore all’eternità di Dio e sarai eterno insieme con lui (Esp. Sal. 91,8)

6 - Se si ama la ricchezza, venga custodita là dove non può perire; se si ama l’onore, lo si riponga dove non è onorato se non chi lo merita; se si ama la salute, si aspiri a conseguirla dove per essa non si teme più quando si è ottenuta; se si ama la vita, la si acquisti là dove non è troncata da nessuna morte (Lett. 127,5)

7 - Il corpo muore quando l’anima lo abbandona. Ci sono ancora le membra, ma l’inquilino se ne è andato via (Disc. 65,4,5)

8 - La morte ha fatto morire la vita, affinché dalla Vita venisse eliminata la morte (Disc. 279,3)

9 – Cristo si è dato alla morte uccidendo la morte. Con la sua morte ha ucciso lui la morte, non è stato ucciso dalla morte e, uccisa la morte, ci ha liberati dalla morte. La morte è viva se noi moriamo, ma se noi viviamo, è essa che muore (Disc. 359,2)

10 - Ogni uomo separato da Dio è un’anima morta. Tu, mentre piangi su un corpo dal quale è andata via l’anima, non piangi per un’anima dalla quale si è allontanato Dio? (Disc. 65,6,7)

11 - Una cosa è la morte dell’anima e un’altra la morte del corpo. L’anima non può morire perché la sua coscienza non può mai estinguersi; può invece morire se perde Dio.(Disc. 273,1)

12 - Sebbene nelle Scritture si trovino diverse morti, tuttavia le principali sono due: la morte prima e la morte seconda: quella che introdusse il primo uomo (Adamo) peccando, quella che introdurrà il secondo uomo (Cristo) giudicando (C.Iul.o.i. 6,31)

13 - Nella carne del peccato la morte è pagata per debito di disobbedienza, invece nella carne somigliante a quella del peccato la morte è stata accolta per volontà di obbedienza (Pe.Me.Re. 2,29,40)

14 - Cristo è venuto a sciogliere il vincolo antico, che ci legava alla morte, con la novità della sua morte (Disc. 350,1) – La morte era in noi la pena dei peccati, invece nel Signore essa fu un servizio di misericordia (C.Vg.Gv. 3,13)

15 - L’essere vince il nulla e così la morte sarà riassorbita nella sua vittoria (Ve.Re. 12,25) - La vita regna senza fine nella vita eterna, la morte ha regnato solo temporaneamente e a termine (Pe.Me.Re. 1,13,17)

16 - Condurre una buona battaglia in questa vita – come si fa adesso mentre si resiste alla invadenza della morte – è tutt’altra cosa dall’essere senza avversari. A questo ci prepariamo: quando sarà stato annientato l’ultimo nemico, che è la morte (Cont. 3,6)

17 - Il non voler morire non è per i credenti un atteggiamento che giova a progredire, ma un segno che si è progredito poco (17 Qu.Mt. 16,5)

18 - Non temere la coppa amara della morte; la morte è indubbiamente amara, ma attraverso tale amarezza si passa ad una grande soavità. Essa cura le profondità della tua anima, non in quanto tu muori, ma se tu muori per la verità; è un farmaco, non un veleno: risana il tuo essere interiore, bevi tranquillo. Cristo non ha esitato a bere per te, perché tu non creda che ti si dà a bere del veleno (Disc. 299E,2)

19 - Come vorrei desiderare di morire se fossi giunto a desiderare di morire! Chi possiede una fede retta e sa il fine che deve raggiungere, fa progressi per allontanarsi volentieri da questa vita. Poiché non è la stessa cosa conoscere il fine da raggiungere e anche amarlo, desiderando di trovarsi già a quel punto. Se questo sentimento si sarà effettivamente insinuato nell’anima, è inevitabile che egli muoia volentieri (cupio dissolvi) (8 Qu.V.T. 3)

Risurrezione dei corpi

1 - Cristo fu messo a morte per i nostri delitti e risuscitò per la nostra giustificazione: Lui è il capo della Chiesa, lui è il pane proveniente da quella terra di eternità. E il suo corpo è la sposa, la Chiesa: i due infatti saranno un solo corpo. Egli non volle risuscitare con le sue membra, ma prima delle membra per dare una speranza ad esse, attendendo fiduciose che in loro si sarebbe realizzato ciò che le aveva precedute nel capo (Disc. 45,5)

2 – ‘(I farisei alle guardie) Dichiarate: I suoi discepoli sono venuti e lo hanno rubato mentre noi dormivamo’ (Mt. 28,13). Testimoni che dormono, comprati, corrotti, che rinnegano la loro vita, che inventano furti altrui! Se eravate svegli e vigilavate, perché non li avete arrestati? Se dormivate, come mai avete veduto? (Disc. 299E,4)

3 - ‘D’ora in poi non vi chiamerò più servi ma amici’. E a questi amici che cosa darà? Ciò che mostrò in se stesso dopo essere risorto. Essi saranno coronati e passeranno alla gloria celeste, resi uguali agli angeli di Dio. Non ci sarà più né corruzione né stimolo cattivo di concupiscenza. La carne mortale sarà così trasformata in corpo angelico. Chi te l’ha promessa la possiede ed è pronto a darla (Disc. 45,10)

4 – ‘Come il Padre risuscita i morti e li fa vivere, così anche il Figlio fa vivere chi vuole’. La risurrezione delle anime si compie in virtù della sostanza eterna e immutabile del Padre e del Figlio; la risurrezione dei corpi si compie invece in forza dell’economia temporale dell’umanità del Figlio (C.Vg.Gv. 23,13)

5 – Dio risuscita le anime per mezzo di Cristo, Figlio di Dio; risuscita i corpi per  Cristo, Figlio dell’uomo: ‘A Lui ha dato il potere’(Gv. 5,27) (C.Vg.Gv. 19,15)

6 – Dove l’anima sarà saziata? Dove è il sommo bene, la verità totale, l’abbondanza piena: Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati. ‘E io lo risuscitò nell’ultimo giorno’: gli do ciò che ama, gli rendo ciò che spera; vedrà ciò che senza vedere ha creduto, mangerà ciò di cui adesso ha fame e sarà saziato con ciò di cui adesso ha sete. Dove? Nella risurrezione dei morti (C.Vg.Gv. 26,6)

7 – Come intendere le due risurrezioni? Quanto alla prima, se veramente abbiamo creduto, siamo già risuscitati per la vita eterna: ‘Viene l’ora, ed è adesso, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio; quelli che l’avranno udita, vivranno (Gv. 5,15). Che significa ‘udranno’ se non ‘obbediranno’? Se si ode e non si crede, non si ubbidisce; se non si ubbidisce, non si vive. La Chiesa proclama che Cristo, il Figlio di Dio per cui furono fatte tutte le cose, in base al piano di salvezza assume la carne nascendo dalla Vergine, cresce soffre muore risorge e ascende al cielo secondo la carne, promettendo la risurrezione della carne, ma prima quella dell’anima. Chi ode e obbedisce, vivrà; chi ode e disprezza e non crede, non vivrà (C.Vg.Gv. 19,10)

8 – Che cosa è più mirabile fra le meraviglie di Dio della risurrezione dai morti? Tutti gli infedeli e i peccatori sono morti. Vivono nel corpo, ma nel cuore sono morti. Colui che risuscita chi è morto nel corpo, gli rende luce ed aria, ma non si rende per lui luce ed aria. Il risorto torna a vedere come vedeva prima. Non così viene risuscitata l’anima. Quando Dio risuscita l’anima, la recupera per se stesso. Se Dio si allontana dall’anima, questa muore; quindi, se non seguitasse ad essere presente, questa morrebbe. Ecco dunque la sua grazia: averci risuscitati e rimanere con noi: O Dio, se tu sei con me, io vivo, poiché tu sei la vita della mia anima, mentre questa morrebbe se fosse abbandonata da te. Ebbene, in me è presente la mia vita, cioè il mio Dio (Esp. Sal. 70,d,2,3) 

9 – Chi potrà rendere a parole la gloria di questo corpo nella risurrezione? Nessuno ne ha mai fatto esperienza avendone il possesso. Oggi portiamo un corpo che è un peso perché bisognoso, infermo, mortale, soggetto a corruzione. Nella risurrezione  questo peso diventerà un onore, questo carico diventerà un ristoro (Disc. 247,4,4)

10 – Al termine del discorso di Paolo agli ateniesi, avendo quelli ascoltato della risurrezione dai morti, verità di fede fondamentale per i cristiani, si divisero in tre correnti: derisori, irresoluti, credenti. Chi deride, cade; chi crede, sta in piedi; chi è irresoluto, sta nell’incertezza. Finirà con i derisori o i credenti? (Disc. 150,1,2)                 

Giudizio

1 - Questa è la fede rettissima e saluberrima: le anime sono giudicate appena escono dai corpi, prima di andare a un secondo giudizio, quando i corpi saranno già restituiti alle anime, per ricevere il tormento della condanna o essere glorificate nella stessa carne con cui vissero qui in terra (A. e or. 2,4,8)

2 - Nessuno nel giudicare accetta la persona altrui, se non accetta la propria (Disc. 178,1,1) – Dovendoti presentare dinanzi al Giudice, sii tu stesso il tuo giudice. Poni te dinanzi a te, e dì con sicurezza: Riconosco la mia colpa e il mio peccato mi sta sempre davanti (Disc.Nu. 8,4.5)

3 - Occorre distinguere le persone dei giudici – Dio e l’uomo - secondo la diversità delle cause. Così non incolperai Dio, benché punisca nei figli i peccati dei padri, né spingerai l’uomo a giudicare nello stesso modo (C.Iul.o.i. 3,34)

4 - Il giusto è come un naufrago che scampa: nudo sì, ma ricco (Disc. 343,9) – Nulla di ciò che è giusto dispiace al giusto (Ve.Re. 22,43) – In tanto egli è giusto, in quanto è salvo (Sp.lett. 29,51)

5 - Non è negata all’uomo la capacità di una perfetta giustizia perché, con l’aiuto del Medico onnipotente, neppure gli è detto che è impossibile la perfetta guarigione da tutti i vizi (C.Iul. 2,10,33)

6 - Quando si tratta della giustizia di Dio, soltanto Lui risponde della giustizia (Disc. 397,2,2)

7 - Per conoscere è sufficiente constatare che una cosa è così o non è così; per giudicare aggiungiamo qualche cosa con cui ammettiamo che potrebbe essere anche diversamente (Ve.Re. 31,58)

8 - Prima di giudicare il fratello, giudica te stesso. Ritorna in te stesso, bada a te, esaminati, ascoltati. Lì voglio trovarti giudice giusto, dove non cerchi testimoni (Disc. 13,7) – Se ascolti il tuo prossimo come ascolti te stesso, perseguirai i peccati risparmiando il peccatore (Disc. 13,8)

9 - Alla fine Cristo verrà come giudice per riprendersi le cose che ha date (An.Gi. 37) – ‘Dio, il nostro Dio, verrà manifestamente e non tacerà’. Questo testo predice l’arrivo di Cristo Dio per giudicare i vivi e i morti. Quando venne per essere giudicato, venne di nascosto; ma quando verrà per giudicare, allora verrà in modo palese (Disc. 17,1)

10 - A destra saranno i giusti, a sinistra gli iniqui.: tutti ugualmente vedranno l’uomo, il Figlio dell’uomo: colui che fu trafitto, crocifisso, umiliato, nato dalla Vergine; ma il Verbo, Dio presso Dio, apparirà nella sua forma di Dio solo ai figli di Dio: vedranno e possederanno la vita eterna (C.Vg.Gv. 21,14)

11 - Alcuni uomini (gli Apostoli), saranno giudici insieme al Signore, altri invece saranno giudicati, ma saranno posti a destra: ‘Siederete sopra dodici troni per giudicare le dodici tribù di Israele’ (Esp. Sal. 49,8)

12 – Non temere il cattivo avvocato! Colui che un giorno sarà tuo giudice è adesso tuo avvocato. Ci sarà lui e ci sarai tu con la tua causa. L’arringa della tua causa è l’attestato della tua coscienza. Se hai timore del giudice venturo, rettifica adesso lo stato della tua coscienza (Esp. Sal. 147,1)

13 – Dio non disdegna di essere testimone per il fatto che è giudice; non riceve una promozione diventando giudice, poiché, essendo adesso testimone, diventerà anche giudice. Allora ti giudicherà, adesso ti vede (C.Vg.Gv. 36,11)

14 - Fratelli miei, adoperatevi perché sorga in voi il desiderio del giorno del giudizio. Non si dà prova di perfetta carità, se non quando si comincia a desiderare il giorno del giudizio. Ma lo desidera questo giorno chi si sente animato da fiducia al suo pensiero; e questo avviene in coloro la cui coscienza non è agitata dal timore, perché è confermata dalla perfetta e sincera carità (C. I Gv. 9,2)

15 – Tutti moriamo e risorgiamo, ma ciascuno con il suo giudizio particolare. Come in questo mondo differiscono i generi di detenzione, così differiscono per i morti, come pure differiscono le retribuzioni per i risorti (C.Vg.Gv. 49,9)

Purgatorio

1 - Per ogni uomo il supplizio nasce dal suo peccato e la sua iniquità si tramuta in pena. Non pensiamo che la tranquillità e la luce di Dio suscitino in sé il castigo che punisce i peccati, ma piuttosto che ordinino i peccati stessi in modo tale che ciò che è stato di delizia peccaminosa, divenga strumento per la punizione (Esp.Sal. 7,16)

2 - Alcuni subiscono pene temporanee solo in questa vita, alcuni dopo morte, altri prima e dopo, ma sempre prima dell’ultimo giudizio molto severo. Ora, non tutti quelli che subiscono pene temporanee vanno alle pene eterne dopo il giudizio finale. Ad alcuni la colpa, non condonata nel tempo, è condonata fuori del tempo, affinché non siano puniti con l’eterna condanna del mondo futuro (Città 21,13)

3 – ‘L’opera di ciascuno sarà resa palese, la farà conoscere quel giorno poiché si manifesterà nel fuoco. E il fuoco proverà la qualità dell’opera di ciascuno’ (I Cor. 3,13). E’ il giorno dell’afflizione, è il fuoco della prova. Infatti ciascuno perde con un fuoco bruciante ciò che ha ottenuto soltanto con un amore allettante. In tal modo è stato rintracciato il fuoco che non condanna alcuno, ma arricchisce l’uno, punisce l’altro, mette alla prova e l’uno e l’altro (Città 21,26,2)

4 – Il fuoco saggerà l’una e l’altra opera in modo che, se l’opera di uno resisterà, cioè non sarà distrutta dal fuoco, ciò che ha costruito sul fondamento Cristo riceva la ricompensa, se invece l’opera di uno brucerà, subisca la punizione, ma certamente non è quello il fuoco eterno. In quel fuoco saranno gettati solo quelli di sinistra con finale e perenne condanna (Città 21,26,3)

5 – Può appartenere a questo tipo di espiazione anche la morte fisica, contratta per il peccato originale, sicché in corrispondenza alla costruzione di ciascuno si trascorra da lui il tempo che la segue. Anche le persecuzioni dei martiri, che qualsiasi cristiano può subire, saggiano come il fuoco ambedue le costruzioni: alcune le distruggono con gli stessi costruttori, se non trovano in esse Cristo come fondamento, le altre senza i costruttori se ve lo trovano. Costoro infatti, sia pure con la punizione, avranno la salvezza, ma le persecuzioni non distruggono le altre costruzioni perché le riscontrano tali da persistere nell’eternità (Città 21,26,4)

6 – Vi sarà alla fine del mondo, al tempo dell’Anticristo, una espiazione quale mai si ebbe. Vi saranno allora molte costruzioni di oro e di fieno, sull’ottimo fondamento che è Cristo Gesù in modo che il fuoco saggi le une e le altre: dalle prime adduca la beatitudine, dalle altre punizione, ma in virtù del fondamento non dia alla perdizione né gli uni né gli altri (Città 21,26,4) 

7 - Cristo discese agli inferi, ne soppresse i dolori in potere dei quali Egli non poteva soggiacere e dai quali sciolse e liberò le anime che egli volle; poi riprese il corpo lasciato sulla croce e deposto nel sepolcro (Lett. 164,5,14)

8 - ‘Il fuoco lo precederà e incendierà i suoi nemici all’intorno’. Non penso che qui si parli del fuoco dell’inferno. Qui si parla di un fuoco che ‘precede’ il Signore, prima che venga per il giudizio finale. Si può intendere così: questo fuoco opera nei redenti come mezzo di salvezza (Esp. Sal. 96,6)

9 – Il Salvatore ci ha voluto mostrare che, per quanto viviamo onestamente nella fragilità del pensiero e del volere di questa vita, non ci vengono a mancare i peccati e che dobbiamo pregare perché ci siano rimessi e dobbiamo perdonare quelli che peccano contro di noi affinché anche a noi si perdoni (Città 21,27,4)

10 – Se i peccarti più leggeri, dei quali neanche la vita dei giusti è immune, non rimettono se non con il nostro perdono delle offese, a più forte ragione coloro, che sono coinvolti in molte e gravi colpe, anche se ormai smettono di compierle, non ottengono il perdono, se saranno inesorabili nel rimettere agli szltri qualsiasi loro mancanza: il giudizio sarà senza misericordia per chi non avrà usato misericordia (Gc. 2,13) (Città 21,27,4)                                     

Inferno

1 - ‘Lo Spirito Santo confonderà il mondo quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato’ (Gv. 16,11). Il mondo degli increduli, sottomesso al diavolo, viene condannato da Lui giudice, viene soccorso da Lui salvatore. Il mondo è giudicato insieme al suo principe, di cui imita la superbia e l’empietà. Per non illudersi di trovare perdono, la dura superbia dei mortali tragga ammonimento dal supplizio degli angeli ribelli (C.Vg.Gv. 95,4)

2 - Un abisso incolmabile separa l’Inferno dal Paradiso. L’ineffabile felicità in Dio e nella propria anima non è un quartiere dell’inferno (Lett. 164,3,7)

3 - Esso è l’infimo regno, dove non è più possibile ricordare la verità, non essendo più possibile l’uso della ragione. Affrettiamoci a liberarci dalla seconda morte, dove non c’è nessuno che si ricordi di Dio e dell’inferno, dove nessuno rende onore a Dio (Ve.Re. 52,101)

4 - ‘Come la cera si liquefà di fronte al fuoco, così periscano i peccatori di fronte a Dio’. Se la loro ostinazione non si scioglie nelle lacrime della penitenza, dopo essersi vanificati in questo mondo, innalzandosi come fumo, cioè nella superbia, alla fine verrà per costoro l’estrema dannazione quando periranno in eterno, lungi dal volto di Dio, quando egli apparirà nella sua gloria come fuoco, a condanna degli empi e a illuminazione dei giusti (Esp. Sal. 67,3)

5 - ‘Come pecore gettate all’inferno, la morte è il loro pastore’. Per coloro che pensano solo al presente e non si preoccupano del futuro, pensando che solo questa sia la vita. Appartenendo al diavolo, da cui proviene la morte, essi hanno come pastore la morte. La morte è il pastore degli infedeli, la Vita è il pastore dei fedeli (Esp.Sal. 48,d.2,2)

6 – In quel giorno ogni albero che non produce frutti buoni, sarà tagliato e gettato nel fuoco. E il fuoco arderà dinanzi a lui (Esp. Sal. 49,7) – Bada che tu stesso non sii un inferno per te (Esp. Sal. 102,17)

7 - Il fuoco eterno non è eterno come Dio: pur essendo interminabile, non è però senza inizio, mentre Dio è anche senza inizio. Inoltre, pur essendo usato in modo perpetuo per i castighi dei peccatori, è pur sempre una creatura mutabile (Na.Be. 39)

8 - L’impenitenza consiste nell’abbandonare fino alla morte la fede, che opera per mezzo dell’amore (Cor.gr. 12,35)

9 - Fuggi, fratello, quei tormenti in cui né i torturatori desistono né i torturati muoiono; per questi ultimi è una morte senza fine non poter morire mai più nei tormenti (Cat.se. 25,47)

10 - Fratelli, se siamo rimasti atterriti che ci possa capitare di soffrire, dopo questa vita, tali pene e tormenti fra le fiamme ardenti, quali soffriva il ricco superbo e privo di misericordia, emendiamoci ora finché c’è tempo, poiché allora non sarà più possibile soccorrere, perché non ci sarà più la possibilità di correggersi. La vita attuale è la vita della correzione, del soccorso e dell’aiuto (Disc. 113B,4)

Paradiso

1 – La visione del tempo presente si attua mediante la fede, la visione futura sarà visione facciale: se crediamo vediamo, se amiamo vediamo. Chi? Dio. Se l’uomo ha la carità abiterà con lui come nel cielo (Esp. Sal. 149,4)

2 - Vedremo, loderemo, vivremo eternamente. Non ci sarà alcun genere di indigenza, non si cercherà compensazione di sorta. Tutti sono saziati con il cibo della giustizia e la bevanda della sapienza, tutti vestiti di immortalità, tutti viventi nella loro patria eterna. La salute di tutti è la stessa eternità: eterna la salute, eterna la concordia (Disc. 305A,8)

3 - Tutta la nostra attività nella vita celeste consisterà dell’Amen e nell’Alleluia. Diremo queste parole con lo slancio interiore dell’amore. E’ indicibile il come le diremo, ma saziandocene in modo insaziabile. Sazietà in quanto non avvertiremo alcuna mancanza, insaziabile in quanto non cesserà mai più di dare diletto. Il vostro Amen equivarrà ad un sì di verità totale, il vostro Alleluja sarà lodare Dio per sempre in un dolce e casto abbraccio (Disc. 362,28,29)

4 - Tutta la gioia sarà l’Alleluja, cioè la lode di Dio senza stancarci mai, senza noia alcuna. Di quale forza sarà dotata la nostra mente e di quale stabilità il nostro corpo, divenuto immortale, per non venire mai meno alla contemplazione amorosa e beata di Dio nell’eternità! (Disc. 252,9)

5 - L’Alleluia, che diciamo adesso nella vita terrena, assomiglia al canto del viandante, il quale sospira il riposo in patria dopo la fatica del lungo viaggio (Disc. 255,1)

6 - E’ impossibile pensare o descrivere quale grande dignità sia l’essere unito a Dio in maniera da vivere per lui, da attingere sapienza da lui, da beatificarsi di lui e da godere un bene sì grande nell’immunità dalla morte, dall’errore, dalla sofferenza (Città 12,1,3)

7 - Che cosa appetisce maggiormente la natura umana quanto la somma beatitudine? Lo stesso libero arbitrio è così insito in noi per natura come lo è la volontà di essere beati. Non è solo il libero arbitrio di voler agire bene, ma quello di voler essere beati per sempre (C. Iul. o.i. 6,26)

8 - Seguire Dio è il desiderio della beatitudine, possederlo è la beatitudine stessa. Saremo circonfusi e immersi nella luce della sua verità e santità (Co.Ch.Cat. 1,11,18)

9 - Non è beato se non colui che nello stesso tempo ha tutto ciò che vuole e non vuole nulla di male (Trin. 13,5,8)

10 - Nella beatitudine celeste si verificherà ciò che ora è del tutto impossibile: l’uomo vivrà come vuole. Tutto ciò che si amerà, ci sarà; non si desidererà nulla di ciò che non ci sarà. Tutto ciò che ci sarà, sarà bene; Dio sarà il bene supremo e sarà alla portata di tutti perché ne fruiscano. E, cosa che riempie di beatitudine, si avrà la certezza che sarà sempre così (Trin. 13,7,10)

11 - Lassù vedremo la verità senza alcuna fatica e ne fruiremo con piena chiarezza e certezza. Non cercheremo più nulla con lo spirito che si serve del raziocinio, ma con lo spirito che si apre alla contemplazione vedremo il mistero della Trinità. In quella luce non ci sarà più problema alcuno (Trin. 15,25,45)

12 - Adesso è celata a noi la gloria di Dio e la gloria di Cristo. E’ anche celata la gloria riservata a noi in paradiso. Ora è la speranza che canta tale lode con quell’amore, che la canterà pienamente anche lassù. L’amore che canta sulla terra è ancora un amore famelico, quello che la canterà lassù è un amore sazio e fruitivo (Disc. 255,5,5)

13 – Certuni hanno pensato che cesseranno di esistere almeno le virtù della prudenza, fortezza e temperanza: la loro opinione non è senza fondamento. Ma la giustizia è immortale e, anziché scomparire, sarà allora che raggiungerà in noi la sua perfezione. Forse anche le altre tre virtù sussisteranno nella vita beata la prudenza senza rischio di errore, la fortezza senza la prova di mali da sopportare, la temperanza senza resistenza proveniente dalle passioni. Così la prudenza consisterà nel non preferire né uguagliare alcun bene a Dio, la fortezza nel restargli irremovibilmente uniti, la temperanza nel non abbandonarsi ad alcun compiacimento colpevole. Per questo gli atti di queste virtù, necessari alla vita presente e correlati con la fede, saranno annoverati tra le cose passate. Ora formano una trinità, quando li teniamo presenti nella memoria, li contempliamo con l’intelligenza e li amiamo con la volontà. Essi ne formeranno un’altra quando i vestigi che lasceranno, passando nella memoria, ci ricorderanno che essi non esistono, ma sono esistiti, perché ci sarà ancora una trinità, quando quel vestigio, per quanto tenue, sarà ritenuto allo stato di ricordo, riconosciuto come vero, e la volontà, come terzo elemento, unirà questi altri due (Trin. 14,9,12)   

14 - La vita eterna ti annoveri fra i suoi innamorati! (Lett. 127,2)

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