VI – LA VITA MORALE (ETICA)

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 13 November 2015

La legge

1 - La legge più che aiutare comanda, diagnostica il male ma non lo guarisce; anzi, il male che essa non guarisce, lo acuisce perché si cerchi più attentamente e con sollecitudine la medicina della grazia (Gr.Cr. p.o. 1,8,9)

2 - La legge smaschera i trasgressori, la grazia libera dalla colpa; la legge minaccia, la grazia attira, la legge tende a punire, la grazia assicura il perdono (Disc.Nu 31,3)

3 - La legge impera, la fede impetra (Na.Gr. 16,17)

4 - Distinguiamo quattro stadi in cui può trovarsi l’uomo: prima della legge, sotto la legge, sotto la grazia, nella pace. Nel primo non si lotta contro il peccato e lo si approva, nel secondo si lotta e si soccombe, nel terzo si lotta e si vince, nel quarto non si lotta e si è vittoriosi (Esp.Rom. 12)

5 - La legge ci rende ascoltatori della giustizia, la grazia fa obbedire alla legge. Però la legge acuisce i desideri del peccato proibendo, ed è per questo che dà la morte, se la grazia soccorrendo non dà la vita (C. d. let.Pel. 3,2,2)

La virtù

1 - La virtù è l’ordinata, cioè l’onesta razionalità (Lib.arb. 2,18,50) – La virtù è l’ordine dell’amore (Città 15,22)   

2 - La virtù distacca dal mondo sensibile, purifica l’anima e la sottomette a Dio (Ve.Re. 4,6)

3 - La virtù si riferisce all’amore, la sapienza alla disciplina (Co.Ch.Catto. 1,16,27)

4 - La virtù rende l’anima perfetta (Co.Ch.Catt. 1,6,9) – Essa è amore sommo di Dio: nient’altro (Co.Ch.Catt. 1,15,25)

5 - Le virtù devono essere distinte dai vizi, non per i loro compiti, ma per il fine. Il compito è quel che si deve fare, il fine è quello per cui lo si deve fare (C.Iul. 4,3,21)

6 - Le virtù sono negli uomini per il servizio di Dio e da lui sono donate agli uomini. Tutto ciò che di bene viene fatto dagli uomini, se non lo si fa per il fine indicato dalla vera sapienza, è peccato per la stessa mancanza di rettitudine nel fine (C.Iul. 4,3,21)

7 - La virtù è quadripartita in considerazione della varietà delle disposizioni che lo stesso amore assume. Sono le famose virtù cardinali, che non esito a definire così: la temperanza è l’amore integro che si dà a ciò che si ama; la fortezza è l’amore che tollera tutto agevolmente per ciò che si ama; la giustizia è l’amore che serve esclusivamente ciò che si ama e, a causa di ciò, domina con rettitudine; la prudenza è l’amore che distingue con sagacia ciò che è utile da ciò che è nocivo. Ma questo amore non è di uttti, bensì di Dio, bene sommo e somma sapienza e somma armonia (Co.Ch.Catt. 1,15,25)

8 - Chi possiede una virtù, le possiede tutte; chi è privo di una virtù, non ne possiede alcuna (Lett. 167,2,4)

9 - La prudenza non può essere infingarda né ingiusta né intemperante. Lo stesso si deve dire della giustizia, della fortezza e della temperanza (Lett. 167,2,5)

10 – Anche la minima virtù, che consideriamo nostra, ci viene concessa dalla divina bontà (Città 10,22)

11 – Nella virtù sta il bene supremo dell’uomo (Città 5,20)

12 – Chi crede e spera in Dio, amato con vero sentimento religioso, si preoccupa piuttosto dei difetti, che non piacciono tanto a lui quanto alla verità. Quindi attribuisce le sue virtù soltanto alla misericordia di Dio; ringrazia per quelle che ha raggiunto, prega per quelle che deve ancora raggiungere (Città 5,20)

Le virtù naturali o cardinali

Prudenza

1 - La prudenza si esplica nel desiderare il bene ed evitare il male. La prudenza della carne desidera smodatamente i beni temporali e teme i mali temporali (Esp. Rom. 41)

2 – La prudenza della carne è morte; la prudenza dello spirito è vita e pace (Disc. 155,10)

3 - Alcuni, fra cui Tullio (Cicerone), trattando delle virtù, hanno distinto nella prudenza questi tre aspetti: la memoria, l’intelligenza, la preveggenza, attribuendo alla prima il passato, alla seconda il presente, alla terza il futuro. Quest’ultima è infallibile solo in coloro che hanno in anticipo la conoscenza del futuro, cosa che non è privilegio degli uomini, a meno che non la ricevano dall’alto, come i profeti (Trin. 14,11,14)  

4 - Chiamo sapienti, non gli uomini avveduti e pieni di ingegno, ma quelli che possiedono, per quanto è possibile all’uomo, una conoscenza ben salda e provata, e provata dello stesso uomo e di Dio, con un tenore di vita e di costumi in armonia con essa. Tutti gli altri, quali che siano le loro competenze o incompetenze e quale che sia il tenore di vita che tengono, li ascriverei al numero degli stolti (Ut. cr. 12,27)

5 – Alla prudenza appartiene il discernimento delle cose da desiderare e da evitare. Se essa manca, nulla di ciò si può realizzare. Spetta ad essa anche stare in guardia e vigilare diligentemente affinché non siamo ingannati dall’insinuarsi sottile di un cattivo consiglio. Per questo il Signore grida spesso: Vegliate! (Co.Ch.Catt. 1,24,45)

6 – La prudenza è tale quando è forte, giusta, temperante (Lett. 167,2,5)

7 – Tutte le cose che si fanno non hanno alcun valore, se si compiono senza riferimento al fine ultimo (Comm.Vg.Gv. 45,2)

8 -  Tutto ciò che noi cerchiamo in vista di un altro bene, non costituisce il fine; tutto ciò che si cerca per se stesso e senza uno scopo di utilità, quello è il fine: Se tu poni qui il tuo fine, anche tu sei finito; e non sei finito perché hai raggiunto la perfezione, ma perché sei giunto alla tua distruzione (Comm. I Gv. 10,5)

9 – Esiste una misteriosa unità, cui dobbiamo tendere quando ci affatichiamo nella molteplicità delle cose di questo mondo. A questa mèta noi tendiamo mentre siamo ancora pellegrini, non ancora arrivati nella stabile dimora, mentre siamo ancora in cammino verso la patria, spinti tuttora dal desiderio e non ancora nel gaudio definitivo. Dobbiamo però tendervi alacremente e incessantemente per giungervi finalmente un bel giorno (Disc. 103,1,1)

10 – Il fine è il riposo della volontà (Trin. 11,6,10).

Le quattro domande fondamentali

Da dove vengo

1 - O Dio, dal quale allontanarsi è cadere, verso cui voltarsi è risorgere, nel quale rimanere è avere sicurezza; o Dio, dal quale uscire è morire, al quale avviarsi è tornare a vivere, nel quale abitare è vivere; o Dio, che ci volgi verso te; o Dio, che ci spogli di ciò che non è e ci rivesti di ciò che è;; o Dio, che ci purifichi e ci prepari ai premi divini, vienimi incontro benevolo (Sol. 1,1,3)

2 - Dio è per noi nel predestinarci; Dio è per noi nel chiamarci; Dio è per noi nel giustificarci; Dio è per noi nel glorificarci. Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? (Disc. 158,1)

3 - Quando Dio sarà tutto in tutti, egli sarà per noi al posto di tutto (Disc. 334,3)

Chi sono

1 - Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell’uomo interiore e, se troverai che la tua natura è mutevole, trascendi anche te stesso, cioè la tua anima razionale. Tendi pertanto là dove si accende il lume stesso della ragione (Ve.Re. 39,72)

2 – Signore Dio mio, dimmi per la tua misericordi: cosa sei per me e cosa sono per te? Di’ all’anima mia: la salvezza tua io sono. Rincorrendo questa voce io ti raggiungerò, e tu non celarmi il tuo volto. Che io muoia per non morire, per vederlo (Conf. 1,5,5)

3 – Non mi interessa ciò che siete stati finora; siate ciò che finora non siete stati (Esp. Sal. 149,9)

Dove mi trovo

1 - Fissiamo la nostra attenzione sulle opere, non sul suono delle parole. Molti sono nella Chiesa solo in apparenza; nessuno vi è fuori, se non realmente (C. I Gv. 6,13)

2 - Quando compi il male. ti sembra di essere buono, poiché non vuoi vedere te stesso. Rimproveri gli altri, ma a te stesso non pensi. Tu trascuri il tempo della misericordia: verrà il tempo del giudizio (Disc. 17,5)

3 - Sii ciò che non sei ancora e smetti di essere ciò che sei (C.Fel. 2,12)

Dove vado

1  - Tutto ciò che cerchiamo in vista di un altro bene, non costituisce il fine; tutto ciò che si cerca per se stesso e senza uno scopo di utilità, quello è il fine (C. I Gv. 10,5)

2 - Il fine del tuo anelito, del tuo ideale, del tuo sforzo, del tuo tendere è Colui al quale tende la tua vita (Esp.Sal. 56,2)

3 - Per quanto tempo durerà il tuo ‘domani, domani’? Sii attento all’ultimo di questi domani; e dato che ignori quale esso sarà, ti basti il fatto che fino ad oggi sei vissuto da peccatore. Non ti succeda di considerare Dio tanto misericordioso da non considerarlo giusto e verace (Esp. Sal. 102,16)

Giustizia

1 – La giustizia si fonda sulla legge di Dio (Disc. 83,5,6)

2 - All’uomo che ama Dio la giustizia prescriverà questa regola di vita: che serva con la massima disponibilità Dio: il bene sommo, la somma saggezza, la somma pace. Quanto al resto, governi quelle realtà che sono soggette e ardisca assoggettare le altre (Co.Ch.Catt. 1,24,44)

3 - Giudica come vedi. Ciò che non vedi, lascialo al giudizio di Dio. Quando poi giudichi, ama la persona, odia il vizio (Disc. 49,5)

4 – Hai il giudizio quando distingui il bene dal male; hai la giustizia quando segui il bene ed eviti il male. Distinguendo eserciti il giudizio, praticando eserciti la giustizia. Prima devi avere il giudizio, poi la giustizia. Ma tu, con le sole tue forze, non acquisirai né l’uno né l’altra (Esp. Sal. 98,7)

5 - Tutti devono convincersi che la loro anima è stata inondata da Dio con una luce intelligibile, affinché possano eseguire opere di giustizia e antepongano questa luce di sapienza a tutte le cose che sogliono amarsi nel mondo (Esp. Sal. 93,2)

6 – Esistono sei classi di uomini per quanto concerne la pratica della giustizia: rendere bene per male, non rendere male per male, rendere bene per bene, rendere male per male, non rendere bene per bene, rendere male per bene. Le prime due sono dei buoni e la prima è in assoluto la migliore; le ultime due sono proprie dei cattivi e la seconda di esse è la peggiore. Le due intermedie appartengono ai mediocri, ma la prima di esse li avvicina ai buoni, la seconda ai cattivi (Esp. Sal. 108,4)

7 – Il genere dei giusti si sforza di raggiungere il sublime per mezzo dell’umiltà: il genere degli ingiusti sprofonda nell’infimo per mezzo dell’orgoglio. Quello si abbassa per sorgere, questo si eleva per cadere. Da ciò deriva che un genere sopporta, l’altro è sopportato. L’intenzione dei giusti è di guadagnare anche i malvagi alla vita eterna, mentre l’intento degli empi è di restituire male per bene, privando i buoni – se ci riescono – anche della vita temporale (Esp. Sal. 36, d.2,1)

8 – L’uomo malvagio, se le cose gli sono avverse, non sa che cosa fare: non può uscire fuori, non può entrare dentro perché la coscienza non gli dà consolazione. Per chiunque è malvagio, il male è con lui: è necessario che si torturi con il suo medesimo tormento. Egli stesso è la sua pena, perché la sua coscienza lo tormenta. Fuggirà dal suo nemico ove potrà, ma da se stesso dove fuggirà? (Esp. Sal. 36,d.2,10)

9 – La giustizia è un bene che, non solo nessuno possiede male, ma nessuno può possederla se non l’ama. Il denaro invece è posseduto male dai cattivi, mentre i buoni, tanto meno l’amano, tanto meglio lo possiedono. Ma intanto è tollerata l’ingiustizia dei cattivi possessori; anzi, tra loro si stabiliscono certi ‘diritti’ che si chiamano civili, perché quanti usano malamente il denaro, siano meno nocivi degli altri (Lett. 153,4,26)

10 – Per l’uomo è esigenza di giustizia non amare, in se stesso, altro che i doni di Dio, odiando ciò che è proprio dell’uomo; non approvare i propri peccati e nel peccato non prendersela con altri, ma soltanto con se stesso (Esp. In Rom. 9)

11 – La nostra giustizia è Lui: Dio! (Paz. 20,17)

I Dieci comandamenti

I due precetti dell’amore

1 - ‘Amerai Dio con tutto il cuore. Amerai il prossimo come te stesso’. Un’unica carità, ma due comandamenti; un unico Spirito, ma donato due volte. La carità che ama il prossimo non è diversa da quella che ama Dio (Disc. 265,8,9)

2 - I comandamenti: doni celesti di Dio, celeste dottrina proveniente dalla fonte della sua verità. Anche tu canta al Signore sul salterio a dieci corde: in esso è la perfezione. Vi trovi infatti l’amore di Dio in tre precetti, l’amore del prossimo in sette (Esp. Sal. 32,II, d.1,6)

3 - Tre corde del decalogo si riferiscono al primo comandamento, perché Dio è Trinità; le altre sette si riferiscono al secondo comandamento, cioè come si deve vivere in mezzo agli uomini (Disc. 9,7)

4 - I comandamenti sono sempre necessari per governare la vita in modo utile. Al di là della formulazione, preoccupiamoci di cogliere la luce delle stesse realtà che sono significate (C. d. Let. Pel. 3,4,10)

5 - Quale ingiusto non è capace di parlare della giustizia, dandone la definizione? Ebbene, la verità stessa ha scolpito nei nostri cuori, con la mano stessa del Creatore, questo principio: ‘Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te’ (Esp. Sal. 57,1)

6 - Nessuno ama il prossimo se non ama Dio, e se non si preoccupa del bene del prossimo, che ama come se stesso, affinché anch’esso ami quel Dio, non amando il quale, egli non ama né se stesso né il prossimo. Ecco perché, se uno trasgredisce un solo comandamento, si rende colpevole di tutti, poiché agisce contro la carità, da cui dipende tutta la legge (Lett. 167,5,16)

7 - L’amore proviene da Dio e l’amore è Dio. Chi ama, si disseta alla fonte di Dio (C. I Gv. 7,6)

8 - L’amore è la dilatazione del cuore, che è la pienezza della legge (Esp.Sal. 118,11,1)

9 - Dio devo amarlo con tutto me stesso, il prossimo come me stesso (Disc. 34,8)

10 - Amiamo tanto più noi stessi, quanto più amiamo Dio. Con una sola e identica carità amiamo Dio e il prossimo: Dio per se stesso, noi e il prossimo per Dio (Trin. 8,8,12)

11 - Tieni strette queste due radici di amore e tutto l’albero è nelle tue mani (Disc.Nu. 11,3)

12 - La misura di amare Dio è di amarlo senza misura (Disc.Nu. 11,9)

13 - Amare se stessi è voler fare la propria volontà (Disc. 96,2,2)

14 - Chi non ama, è freddo, intirizzito. Si ami, ma quella bellezza che cerca gli occhi del cuore. Si ami, ma quella bellezza che incendia gli animi nella lode della giustizia (Esp. Sal. 32,II,d.1,6)

15 - Ama se stesso secondo lo spirito chi ama Dio a partire da tutto ciò che in lui vive (Ve.Re. 12,24)

16 - Amiamo Dio disinteressatamente, facciamo il bene e sopportiamo il male. E speriamo in Lui affinché, quando ci sarà dato in premio, di lui solo possiamo saziarci (Di.Nu. 16,18)

17 - L’amore di Dio, separato dall’amore del prossimo, diventa individualismo; l’amore del prossimo, separato dall’amore di Dio, degenera in naturalismo; l’amore di sé, disgiunto dall’amore di Dio e del prossimo, è solo egoismo (Lett. 243,4)

18 - Una buona azione è tanto più dilettevole, quanto più si ama Dio, immutabile bontà e autore di tutti i beni (Cast. Per. Pec. 2,17,27)

19 - Si può sapere e credere qualcosa senza tuttavia amarla, ma è impossibile amare ciò che non si sa né si crede (Sp. e lett. 36,64)

a) Amare Dio
Io sono il Signore Dio tuo

1 - Signore, poiché tu sei Dio e mi hai creato, tu mi salvi; Tu, che mi hai dato l’essere, dammi di essere sano (C.Vg.Gv. 34,3)

2 - Dio mi ama, Dio ti ama! (Esp.Sal. 34,1,2)

3 - Dio vuole che tu diventi come Lui; tu invece vorresti farti un Dio simile a te. Accetta Dio com’è, non come vuoi che sia (Disc. 9.9)

4 - Chi ha i miei comandamenti e li osserva, ecco chi mi ama: li custodisce nella memoria e li attua nella vita, li tiene presenti nelle sue parole e li esprime nei costumi. Chi li ha, è perché li ascolta, e li osserva praticandoli (C.Vg. Gv. 75,5)

5 - ‘Senza di me non potete fare nulla’. Sì, o Signore, nulla senza di te, ma tutto in te. Perché tu puoi tutto senza di noi, noi invece nulla senza di te (Esp. Sal. 30,II,4)

6 - O Signore, come sai consolare, sostenere, atterrire! (Esp. Sal. 99,8)  

7 - Signore, sii tu la mia eredità; io ti amo, io ti amo con tutto il mio essere, la mia anima, la mia mente. Che cosa conterà per me tutto ciò che mi avrai dato senza di te? (Disc. 334,3)

8 - E tu, Signore, Dio d’Israele, Dio degli eserciti: va’ a visitare tutte le genti. Tu, che sei ritenuto solo Dio d’Israele e Dio di una sola nazione, perché questa ti adora mentre tutte le genti adorano gli idoli, tu, Dio d’Israele, va’ a visitare tutte le genti! Possiedi tutte le genti. Siano invitati alle nozze buoni e malvagi; la sala del banchetto sia piena di convitati! (Esp. Sal. 58,d.1,11)

1 - Non avrai altro Dio all’infuori di me

1 - L’idolo è un nulla; gli adoratori di idoli sacrificano al demonio, non a Dio (C.Avv.Le. e Pr. 1,19,38) – Ciascuno si conforma a ciò che ama (Co.Ch.Cat. 1,21,39)

2 - Non avete mai notato come i cani leccano le pietre unte di grasso? Così sono tutti gli adoratori di idoli (Disc. 121,3)

3 - Questa è l’aberrazione fondamentale dell’empietà pagana: nella valutazione di questi miseri vale più la somiglianza della statua con la forma di un essere vivente, che non l’evidenza che essa sia senza vita, e quindi meriti disprezzo da parte di chi ha la vita (Esp. Sal. 113,d.2,6)

4 - Che razza di uomo sei, se trascuri Colui che ti ha fatto e adori l’idolo fatto da te? (Esp. Sal. 149,13) - Ogni difensore degli idoli è simile a chi li adora (Disc.Nu. 24,10)

5 - Non gli uomini erano difesi dalla statua, ma la statua dagli uomini. Perché allora era venerata per custodire la patria e i cittadini, se non riuscì a custodire i propri custodi? (Città 1,21)

6 - Gli dèi stessi d’altronde lasciavano attribuire volentieri quei delitti a loro attribuiti, mentre avrebbero dovuto punire i loro adoratori solo perché assistevano con pazienza a quegli spettacoli teatrali, ove apparivano più delitti che divinità (Lett. 138,4,18)

7 - Per quale ragione, prima di tutto, i loro dèi non vollero preoccuparsi affinché gli uomini non  avessero pessimi costumi? E non hanno aiutato con leggi i propri adoratori a vivere moralmente? (Città 2,4)

8 - Dio, non solo predisse ma prescrisse anche di abbattere i simulacri innalzati agli innumerevoli e falsi dèi. In effetti non c’è nulla che renda tanto asociali a causa della loro corruzione, quanto l’imitazione di quelle divinità, quali sono descritte ed esaltate nella letteratura pagana (Lett. 91,3)

9 - Siano coperti di vergogna coloro che seguitano ad adorare le pietre. Erano delle pietre morte le loro, mentre noi abbiamo scoperto la pietra viva: Cristo. Egli vive da sempre presso il Padre; e se un giorno volle morire fu per rivivere (Esp. Sal. 96,11)

2 - Non nominare il nome di Dio invano

1 - Dio è utilmente tanto amato quanto temuto (C.Av.Le.Pr. 1,16,27)

2 - Questa è la benedizione: gloriarsi in Dio ed essere abitati da lui (Esp. Sal. 5,17)

3 - Quando Dio ci benedice, noi cresciamo; quando noi benediciamo il Signore, siamo ancora noi a crescere. Dio non cresce per la nostra benedizione, non decresce per la nostra maledizione. Chi maledice il Signore danneggia se stesso; chi benedice il Signore accresce se stesso (Esp. Sal. 66,1)

4 - Coloro che bestemmiano il santo nome di Dio sono come la coda dello scorpione (Disc. 105,8,11)

5 - La bestemmia è peccato più grave dello spergiuro, poiché nello spergiuro si prende Dio a testimone di una cosa falsa, nella bestemmi invece si attribuiscono a Dio nomi falsi (Menz. 19,39)

6 - La bestemmia più iniqua è attribuire a Dio il male e a te il bene (Disc. 16B,2)

7 - Coloro che vivono male non lodano Dio; anche se predicano bene con la lingua, lo bestemmiano con la vita (Esp. Sal. 47,10)

3 - Ricordati di santificare le feste

1 - Nel vero culto di Dio ‘fare la giustizia’ è combattere la battaglia interna contro il male interno della concupiscenza; invece fare la giustizia perfettamente è non avere più assolutamente nessun avversario da combattere. Chi combatte ancora, talvolta rimane battuto, anche se non abbattuto; chi invece non ha più avversari gode di una pace piena (Nat. gr. 62,72)

2 - Ogni celebrazione liturgica è una festa nuziale: la festa delle nozze della Chiesa con Cristo. Coloro che assistono alle liturgie, se vi partecipano bene, diventano la sposa, mentre nella celebrazione del matrimonio chi assiste è diverso da chi si sposa (C. 1 Gv. 2,2)

3 - Attraverso le assemblee liturgiche ci si rende adatti, con l’aiuto del Signore che eleva le nostre anime, a conseguire la penetrazione intima della divinità di Cristo, che è in noi, attraverso la sua umanità (Esp. Sal. 117,22)

4 - L’inno è un canto che ha per tema. L’inno include tre cose: il canto, la lode e la lode di Dio (Esp. Sal. 148,17)

5 - Accordiamo la nostra vita a lla lode di Dio: ‘Ai retti si addice La lode’ (Disc. 15A,1)

b) Amare se stessi e il prossimo:

1 - La regola dell’amore consiste nel volere che i beni, donati a noi, vengano anche agli altri (Ve.Re. 46,87)

2 - L’osservanza dell’amore del prossimo comincia da se stessi (Disc. 278,8,8)

3 - Perché l’uomo sapesse amare se stesso, gli fu stabilito un fine al quale dirigere tutte le sue azioni per essere felice. E questo fine è unirsi a Dio. Dunque a chi sa amare se stesso, quando gli si comanda di amare il prossimo come se stesso, gli si comanda solo, per quanto gli è possibile, di spronare il prossimo ad amare Dio. Questo è il vero culto di Dio, la vera religione, la retta pietà: questo il servizio dovuto solo a Dio (Città 10,3,2)

4 - Ottemperando ai comandamenti ci si eleva all’amore di Dio, in cui risiede la totale perfezione. Infatti l’amore verso il prossimo è un sicuro gradino che conduce all’amore di Dio (C. Ad. 6)

5 - Non attuare l’amore verso il prossimo è grave peccato e costituisce la radice di tutti gli altri peccati (C. I Gv. 5,2)

6 - Quando l’amore impuro infiamma il cuore, lo sollecita ad amare le cose della terra. Invece l’amore puro infiamma e solleva il cuore verso le cose eterne del cielo (Esp.Sal. 121,1)

7 - Se le ascensioni avvengono nel cuore, il cielo dovrà trovarsi nell’ambito della giustizia (Esp. Sal. 122,4)

8 - Sali amando Dio, precipiti amando il mondo (Esp. Sal. 126,1)

9 - Umiliamoci in questo mondo e ascenderemo (Esp. Sal. 126,6)

10 - Non dobbiamo progredire solo cambiando da vecchi a nuovi, ma accrescendo la nostra stessa novità (Esp. Sal. 131,1)

11 - Ciascuno è esattamente ciò che ama. Ami la terra? Sarai terra. Ami Dio? Dovrei concludere: Sarai Dio! (C. I Gv. 2,14)

12 - E’ meglio amare con severità che ingannare con soavità (Lett. 93,2,4)

13 - Amate e non vogliate amare: il vostro amore si volga a qualcosa di buono e si distolga da ciò che ne è ostacolo (Disc. 311,4,4)                                                                     

14 - Non amate i vizi dei vostri amici, se amate gli amici stessi (Disc. 49,6)

15 - Amiamo, amiamo gratuitamente. Ama l’amico di amore sincero colui che ama Dio nell’amico: o in quanto Dio è nell’amico o perché Dio sia nell’amico (Disc. 336,2)

16 - Mediante le opere buone sia gratuito l’amore verso Dio, sia benefico l’amore verso il prossimo (Disc. 91,7,9)

17 - Rapite all’amore di Dio quanti più potete: esortando, spingendo, pregando, discutendo, ragionando, con mitezza, con delicatezza. Rapiteli all’amore affinché, se magnificano il Signore, lo magnifichino insieme (Esp.Sal. 33,d.2,7)

4 - Onora il padre e la madre

1 - E’ da cani non rispettare i propri genitori (Disc. 8,7)

2 - L’umano pudore ha qualche cosa nei confronti dei genitori, che neanche la perversità riesce a togliere (Città 2,4)

3 - Malgrado ogni difficoltà, fratelli carissimi, in mezzo a una sì grande molteplicità di costumi e detestabile corruzione, governate le vostre case, dirigete i vostri figli, reggete le vostre famiglie. Come a noi incombe l’obbligo di parlarvi in chiesa così a voi incombe il dovere di comportarvi in modo tale da offrire buone ragioni a coloro che vi sono sottomessi. Dio ama la disciplina. E’ infatti perversa e falsa innocenza lasciare abbandonate le briglie ai propri peccati: il figlio approfitta volentieri della dolcezza del padre e ambedue sentiranno la severità di Dio (Esp. Sal. 50,24)

4 - L’educazione forma l’animo mediante l’esercizio della libertà (Ve.Re. 17,33)

5 - Dio è Dio, l’uomo è uomo. Ama, ubbidisci, onora i genitori, ma se Dio ti chiama ad una missione più importante, in cui l’affetto per i genitori potrebbe essere di impedimento, conserva l’ordine, non sopprimere la carità (Disc. 72A,4)

5 - Non uccidere

1 - Se non è lecito uccidere il prossimo, a più forte ragione non è lecito uccidere se stesso. Chi uccide se stesso uccide sempre un uomo (Città 1,20)

2 - La vita migliore (eterna) non accoglie dopo la morte i responsabili della propria morte (Città 1,26)  

6 - Non commettere atti impuri

1 – ‘La prudenza della carne è contro Dio’. Essa nuoce a colui nel quale si trova, perché il vizio nuoce alla natura nella quale è presente. E’ venuto per questo il Salvatore del genere umano come medico onnipotente poiché non trovò alcuno sano (Disc. 155,10,10)

2 - C’è forse un tempo o un luogo in cui sia ingiusto amare Dio con tutto il cuore, l’anima, la mente, e amare il prossimo come se stessi? Pertanto si devono detestare e punire sempre e ovunque i vizi contrari alla natura, per esempio i vizi dei sodomiti, che, se anche tutti i popoli li praticassero, la legge divina li coinvolgerebbe nella stessa condanna per il loro misfatto, in quanto Dio non ha creato l’uomo per un tale uso di se stessi. Infatti è una violazione del vincolo che deve sussistere tra noi e Dio la contaminazione della stessa natura umana, di cui egli è l’autore, per una passione perversa (Conf. 3,8,15)

3 – Unica giusta società umana è quella che serve a te; ma beati quanti comprendono che da te viene l’ordine, perché ogni atto dei tuoi servitori o realizza quanto richiede il presente o preannuncia quale sarà il futuro (Conf. 3,9,17)

4  - Rendetevi conto che amare un uomo al posto di Cristo è un adulterio. Siate casti, amate lo sposo, che vi ha comprato a caro prezzo (C.Vg.Gv. 13,10)

7 - Non rubare

1 - Se è stolto chi conserva i propri averi, come si deve chiamare chi ruba gli averi altrui? Se è sordido l’uomo che ripone le sue sostanze, chi ruba è un ulceroso (Disc. 178,2,2)

2 - Se possiedi, dà del tuo; se non hai altro da dare che il tuo, è meglio non dare nulla piuttosto che spogliare gli altri per dare in beneficenza (Disc. 178,4,4)

3 - Lontana da voi, fratelli e figli, l’abitudine al furto (Disc. 178,5,6)

8 - Non dire falsa testimonianza

1 - La falsa testimonianza è una menzogna, anche quando la si dice per elogiare falsamente qualcuno (Menz. 12,2)

2 - La menzogna è già riprovevole quando nuoce alla vita temporale, ma tanto più lo è quando danneggia la vita eterna. Tale è ogni menzogna che verte sulla dottrina religiosa (Menz. 13,21)

3 - Le menzogne possono procurare una cattiva fama, ma non possono uccidere la coscienza (Disc. 343,2)

4 - Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo (Es. 20,16). Tuttavia, se alcuno testimonia il falso contro se stesso, non si può reputare immune da questo reato, perché chi ama ha ricevuto in se stesso la misura dell’amore del prossimo (Città 1,20)

5 - E’ più colpevole chi per odio consegna un innocente all’autorità per farlo mettere a morte, che non l’autorità stessa che uccide per paura di un’altra autorità superiore (C.Vg.Gv. 116,5)

6 - I diritti dell’autorità militare e dello stesso esercito non obbligano a uccidere il nemico vinto (Città 1,24)

7 - Quale delitto commetterebbe un innocente togliendosi la vita, se non si deve uccidere per nessun motivo neppure un delinquente (Lett. 155,1,2)

8 - La giustizia dei farisei comporta il non uccidere, quella del Vangelo anche di non adirarsi senza motivo (Disc.s.mo. 1,9,21)

9 - Lo stesso Signor nostro Gesù Cristo fu crocifisso per affermazioni di falsi testimoni. Ma costoro prevalsero per una breve ora (Disc. 343,2)

9 - Non desiderare la moglie del prossimo

1 - Una cosa è non desiderare, altra non seguire i desideri perversi (Disc. 154,6,8)

2 - Alzati, cerca, sospira, anela con ardore, bussa alla porta chiusa. Se non sentiamo alcun desiderio, anelito o sospiro, ci accadrà di gettare via delle perle a chi capita e di trovare perle di nessun valore. Una vita degna consente di capire; un certo modo di vivere conduce ad un corrispondente ideale di vita. Una cosa è la vita terrena, un’altra cosa è la vita celeste: la vita delle bestie è bene diversa dalla vita degli angeli (C.Vg.Gv. 18,7)

3 - Allénati per accogliere Dio! Desidera a lungo il bene che dovrai possedere per sempre (Esp. Sal. 83,3)

10 - Non desiderare le cose del prossimo

1 - Se siamo avari, volgiamoci concretamente all’amore di Dio; se siamo facoltosi, desideriamo direttamente lui. Soltanto Lui ci potrà saziare (Disc. 177,9)

2 - Le cose valgono in quanto le usiamo per necessità, non perché siamo vincolati ad amarle: siano come la locanda per chi è in viaggio, non come una proprietà di chi le possiede. Ristòrati e passa oltre: sei in viaggio! (Disc. 177,2)

3 - Tenetevi lontani dal desiderare gli averi altrui (Disc. 178,5,6)

4 - Dio ordina nella sua legge che si debba restituire ciò che si è ritrovato, in quanto è di proprietà altrui. E se si ignora il proprietario? L’ignoranza in materia non è una scusante, a meno che uno non sia dominato dall’avarizia (Disc. 178,6,7)

5 - Chi si rifiuta di riconoscere all’altro il diritto, se potesse sarebbe capace di rubarlo. Il timore garantisce quanto non porti via; non fai del bene, ma temi il male (Disc. 178,8,9)            

Fortezza

1 – La fortezza è una disposizione spirituale, con cui si disprezzano i disagi e la perdita di cose indipendenti dal nostro volere (Lib. arb. 1,13,27)

2 - L’amore, che deve essere infiammato per Dio con tutto l’ardore della santità, è chiamato fortezza in quanto abbandona le cose della terra. Ma, di tutto ciò che si possiede in questa vita, il corpo, è la catena più pesante a causa dell’antico peccato. Di esso nulla è più noto per parlarne, nulla più segreto per comprenderlo. Esso turba l’anima con il terrore della  fatica e del dolore e, per non essere annientato, turba l’anima con il terrore della morte. Essa, in effetti, lo ama per la forza dell’abitudine, senza comprendere che, se lo ama in modo intelligente, lo sottometterà al suo dominio senza alcuna molestia. Quando con questo amore l’anima si sarà convertita interamente a Dio,, non solo non disprezzerà la morte, ma addirittura la desidererà (Co.Ch.Catt. 1,22,40)

3 – La volontà, per essere buona, deve essere purgata dai vizi; se l’uomo è vinto da essi, la sconfitta la trascina a volere il male. Perciò c’è da augurarsi che le sia data fin d’ora una forza potente per vincere i vizi, non gli uomini. Questa forza li porta ad essere vincitori apparentemente, non realmente (Trin. 13,13,17)

4 – Non si cerchi dunque la causa efficiente della volontà cattiva. Essa non è causa che produce ma distrugge, perché anch’essa non è un fare, ma un disfare (Città 12,7)

5 – La fortezza cristiana comporta non solo la pratica del bene, ma anche la pazienza di fronte al male (Disc. 46,13)

6 – Non attribuite a voi la fortezza. Dice il Signore: Se si tratta della vostra fortezza e non della mia, allora è durezza, non fortezza (E.S. 103,d.4,14)

7 – La robustezza è come l’ossatura interiore dell’anima, che le impedisce di andare in frantumi. Si accaniscano pure contro di essa tutti i tormenti, le tribolazioni, le avversità del mondo. Ciò che nel nostro intimo Dio ha reso stabile, non può spezzarsi: non cede (E.S. 138,20)

8 – Ai cristiani era rinfacciata la colpa di essere cristiani. Tale accusa in realtà era una gloria, e gli spiriti forti la ricevevano volentieri, senza arrossire minimamente del nome del Signore. Una santa sfrontatezza aveva avvolto la loro faccia, avendo acquisito la franchezza e il coraggio di Paolo, che diceva: ‘Non arrossisco del Vangelo, perché esso è la forza di Dio per la salvezza di ogni credente’ (E.S. 68, d.2,4)

9 – La fortezza non può essere né imprudente, né intemperante, né ingiusta (Lett. 167,2,5)

10 – L’ambizione fa forti i pagani, la carità divina rende forti i cristiani (C.Iul. o.i. 1,83)

11- La fortezza cristiana contrasta l’oltraggio, cioè l’offesa che il nemico scaglia contro di me, la confusione, cioè quel sentimento che provoca i rimorsi della coscienza, la vergogna, che fa arrossire l’uomo smaliziato anche dinanzi ad un’accusa falsa (E.S. 68,d.2,4)

12 – La fortezza sta nell’umiltà, perché ogni superbia è fragile . Dunque non temete i superbi (E.S. 92,3)

Le sette virtù capitali

1 - Le virtù potrei mai nominarle tutte? Esse sono l’esercito di un generale che ha il suo comando dentro la tua mente. Il Signore si serve di questo esercito come dei suoi ministri. Chi comanda dentro, lo sa solo chi comanda e chi interiormente riceve il coman9do (C.I Gv. 8,1)

2 - Chi possiede una virtù, le possiede tutte; chi è privo di una virtù, non ne possiede alcuna (Lett. 167,2,4)

Umiltà

1 - Nelle realtà visibili per raggiungere zone elevate dobbiamo senza dubbio portarci in alto; Dio invece, che è la somma altezza, si raggiunge abbassandoci per mezzo dell’umiltà, non innalzandoci (Disc. 351,1)

2 - Avviatevi alle altezze con il piede dell’umiltà (Verg. 52,53)

3 - Chi si umilia si avvicina all’Eccelso (Disc. 136A,2) – Sii umile e il Signore si avvicinerà a te; insuperbisciti ed egli ti abbandona (Disc. 279,6)

4 - Figli degli uomini, discendete per ascendere a Dio, poiché cadeste nell’ascendere contro Dio (Conf. 4,12,19)

5 - L’umiltà parla della verità e la verità dell’umiltà; cioè: l’umiltà della verità di Dio e la verità dell’umiltà dell’uomo (Disc. 183,3,4)

6 - Cristo: che lezione di umiltà! (Verg. 32,32) – Proprio per insegnare questa umiltà, necessaria alla salvezza, Gesù Cristo umiliò se stesso. Ad essa si oppone una, chiamiamola così, ignorantissima scienza, per cui ci si accontenta di un bagaglio culturale che è ben lontano dalla vera erudizione e dottrina (Lett. 118,4,23)

7 - Non c’è quasi pagina della Scrittura, in cui non si dica che Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili (Dottr.cr. 3,23,33)

8 - Non avevo ancora tanta umiltà da possedere il mio Dio, l’umile Gesù, né conoscevo ancora la lezione della sua debolezza. Il tuo Verbo eleva fino a sé coloro che piegano il capo (Conf. 7,18,24)

9 - Fratelli, meditate sull’umiltà di Cristo. Ve ne parli lui dentro di voi. I mostri lui la grazia della sua umiltà. Aggrappatevi a questa solida verità (C.Vg.Gv. 3,15)

10 - Entrare dentro è desiderare le cose intime, uscire fuori significa gettarle fuori. Il superbo getta fuori le cose intime, l’umile cerca le cose intime (C.Vg.Gv. 25,15)

11 - Dimostrare con l’amore all’umiltà l’amore all’unità (Lett. 69,1)

12 - Ecco il vero povero: il pio umile, che non confida in se stesso; il povero vero, membro di quel Povero che per noi si è fatto povero pur essendo ricco (Disc. 14,9)

13 - Impara l’umiltà per non cadere, anzi, per risorgere definitivamente (C.L.Pet. 2,105,241) - La salvezza è frutto di umiltà (Disc. Nu. 22,4)

14 - E’ sacrificio l’umiltà del cuore (Esp. Sal. 130,4)

15 - Saremo cambiati in meglio, da uomini che siamo, a condizione che riconosciamo di non essere altro che uomini. L’umiltà ci eleva a questa altezza. Se invece ci illudiamo di essere qualcosa mentre siamo niente, non solo non riceveremo quello che ancora non siamo, ma perderemo anche ciò che siamo (C. Vg.Gv. 1,4)

16 - Se l’umiltà non precede, accompagna e segue tutte le nostre buone azioni, anteponendola per averla di mira, ponendola accanto per appoggiarci ad essa, sottoponendoci ad essa perché reprima il nostro orgoglio, questo ci strapperà di mano tutto il risultato e il merito (Lett. 118,3,22)

17 - L’umiltà è quaggiù la nostra perfezione (Esp. Sal. 130,14); essa praticamente è l’unica disciplina della vita cristiana (Disc. 351,3,4) - Essa è il sommo dell’ascesi cristiana in quanto con essa si tutela la carità, mentre la superbia ha il potere di demolirla (Esp. Gal. 15)

Generosità

1 - I doni divini provengono dall’insondabile giudizio di Dio: li possiamo ammirare, non siamo capaci di approfondirne la coscienza (Disc. 285,3)

2 - ‘La Sapienza manifesta la sua nobiltà (‘generositas’) in comunione di vita con Dio’ (Sap. 8,3). E la nobiltà abitualmente non significa forse qualcosa di diverso della sua origine? E la comunione di vita non proclama es asserisce l’uguaglianza di Figlio con lo stesso Padre? (Co.Ch.Catt. 1,16,28)

3 - ‘Il Padre fa sorgere il suo sole sui giusti e sugli ingiusti’. Il fatto si verifica per la grande bontà di Dio e ci viene imposto di imitarla, se vogliamo essere figli di Dio. Con grande liberalità dobbiamo anche noi dare ai nostri nemici quelle cose che non abbiamo creato, ma abbiamo ricevuto in dono (Disc. s. Mont. 1,23,79)

4 - Dio Padre è la sorgente della vita: accòstati, bevi e vivi; è luce: accòstati, accogli e vedi. Se non può fluire in te, resterai inaridito (Disc. 284,1)

5 - Dobbiamo fare il bene agli altri per la loro eterna salvezza e non per un temporaneo profitto. Questo è provvedere in base alla carità (Disc.s.mon. 2,12,43)

6 - Si deve dare solo ciò che non nuoce né a te né agli altri. E a colui che chiede si deve segnalare la virtù in sé. Così tu darai ad ognuno che chiede, sebbene non sempre darai quel che chiede (Disc.S. M. 1,20,67)

7 - La vostra generosità, sorretta da fervore, soccorra i poveri, più che arricchire gli avari. Nel tesoro celeste infatti vengono inviati non i doni fatti agli ingordi ma le elemosine elargite ai poveri (Dign.ved. 21,26)

8 - Senza la generosità non potremo in vita compiere quelle opere con cui conquistare il cielo. Se siete avidi di ricevere le cose spirituali, cercate di essere generosi nel donare quelle materiali (Esp. Sal. 80,4)

9 - Ricolma la miseria di chi ha bisogno, così Dio ricolmerà il tuo intimo (Esp. Sal. 37,24)

Castità

1 - La continenza è amante del bene futuro e ad esso è orientata. Ambisce ciò che nobilita, fugge ciò che degrada, è avversaria e testimone del male presente (Cont. 3,6)

2 - E’ al cuore che bisogna imporre la continenza: là dove parla la coscienza anche di coloro che tacciono con la bocca (Cont. 1,2)

3 - L’amore ordinato, che è la castità del cuore, non fa porre i beni maggiori al di sotto dei beni minori. Ora, è bene minore tutto ciò che può essere violato nel corpo rispetto a ciò che può essere violato nell’anima (Menz. 20,41)

4 - Nella castità del cuore è importante conservare i requisiti dell’innocenza e della benevolenza per ciò che concerne l’amore del prossimo, e la pietà per quanto riguarda l’amore di Dio (Menz. 19,40)

5 - Non si deve ritenere vera castità - coniugale, vedovile, verginale – se non quella che è a servizio della vera fede (Noz. e conc. 1,4,5)

6 - La vera castità non può dimorare in un’anima separata da Dio (C.Iul. 4,8,50)

7 - Nella guerra tra concupiscenza e continenza, la castità è la vittoria della continenza, la lussuria quella della concupiscenza (C.Iul. 4,13,64)

8 – Resistere alla libidine mediante l’attrattiva della santità, l’amore per la castità, la vigoria dello spirito e l’armonia interiore prodotta dalla continenza (Cont. 14,31)

9 -  Si deve conservare la castità dell’anima perché resti nella verità (Menz. 7,10)

10 – Ogni specie di castità deriva dalla verità; e la verità è castità, non del corpo ma dell’anima. Del resto, la stessa castità del corpo risiede nell’anima (Cont. Menz. 19,38)

11 – Chiamo ‘pudore’ non l’unione , ma il buon uso di quel male della concupiscenza carnale. Questo buon uso fa sì che quel male non possa essere neppure chiamato impurità. Essa infatti è il cattivo uso di quello stesso male, così come è pudore verginale il non farne uso affatto (C.Iul. 4,8,49)

Mitezza

1 - Fratelli, ammiriamo la straordinaria mansuetudine del Signore. Egli ci ha apportato la verità come dottore, la mansuetudine come liberatore, la giustizia come giudice. Gesù, quando parlava, trionfava la verità, quando non reagiva agli attacchi dei suoi nemici, trionfava la mansuetudine (C.Vg.Gv. 33,4)

2 - Che cos’è il non rendere male per male se non aborrire dalla brama di vendetta e voler perdonare un torto ricevuto anziché vendicarsi e non desiderare altro che alimentare le offese? E che cos’è lo Stato se non il bene comune del popolo? Che cos’è una comunità di cittadini se non molte persone unite fra loro dal vincolo della concordia? (Lett. 138,2,9-10)

3 - Il mite è condiscendente con la Sacra Scrittura e l’ascolta con deferenza perché le attribuisce la massima autorità. Se qualcosa è oscuro o proferito contro i suoi peccati, non suscita controversie, ma prega per capire e convertirsi (Disc.s.mon. 1,11,32)

4 - I miti sono coloro, ai quali in tutto ciò che fanno di bene, non piace se non Dio, mentre per tutto ciò che soffrono di male non dispiace Dio (Disc. 81,3)

5 - Tu vuoi possedere la terra, ma bada di non esserne posseduto. La possederai se sarai mite; ne sarai posseduto se sarai disumano. Essere mite vuol dire non resistere al tuo Dio in modo che nel bene sia lui a piacerti e non tu stesso; nel male che soffri giustamente non sia lui a dispiacerti ma tu a te stesso (Disc. 53,2,2)

6 - Fratelli, in questo consiste ogni rimedio per noi: ‘Imparate da me che sono mite ed umile di cuore. A che giova se uno compie miracoli ma è superbo e non è mite ed umile di cuore? (Disc. 142,11)

Sobrietà

1 - ‘La sapienza insegna la sobrietà, la giustizia e la fortezza, delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita’ (Sap. 8,7). La sobrietà appartiene alla cognizione stessa del vero, cioè alla disciplina; la giustizia e la virtù all’agire e all’operare. L’efficacia nell’agire e la sobrietà dell’intendere sono doni che la Virtù e la Sapienza di Dio offrono a coloro che lo amano (Co.Ch.Catt. 1,16,27)

2 - Contro la legge della ragione nessuno può essere sobrio, contro le Scritture nessuno può essere cristiano, contro la Chiesa nessuno può essere costruttore di pace (Tr. 4,6,10)

3 - Per ammalarsi, l’uomo si avvale di se stesso fino all’intemperanza, per ristabilirsi invece, si avvale del medico fino alla salute. Quindi non può essere in sua facoltà recuperare la salute così come gli è stato possibile perderla (Disc. 278,1,2)

4 - Procedevo sempre più lontano da te, ove mi lasciavi andare, e mi agitavo, mi sperdevo, mi spandevo, smaniavo tra le mie fornicazioni, e tu tacevi (Conf. 2,2,2)

5 - Al genere umano, giacente nel gran letto del mondo, venne in soccorso quel nostro gran medico. Egli mandò prima i profeti che portarono la sua Parola, ed egli guarì alcuni per mezzo loro. Essi annunciarono un aggravamento del male in prossimità della fase finale, che avrebbe richiesto l’intervento del medico in persona. Egli è venuto, si è fatto uomo condividendo la nostra mortalità perché potessimo condividere la sua immortalità. Ma gli uomini sono ancora travagliati dalla malattia. Da qualunque parte sia giunto il medico, non sembra loro sia stata salutare la sua venuta. Questi i lamenti di chi è ancora immerso nella malattia delle vanità mondane, avendo rifiutato di ricevere dal medico la medicina della sobrietà (Disc. 346A,8; Di.Nu. 5,15)

Emulazione

1 - All’ingiusto diciamo: Ama anche tu ciò che ora invidi, poiché quello che ora ti rattrista lo sarai anche tu. La cosa è alla portata della tua volontà: sii dunque quel che con rammarico vedi essere l’altro. Ciò che tu non sei e l’altro è, non è roba che si debba comprare. Si acquista subito: ‘Pace in terra agli uomini di buona volontà’ (Esp. Sal. 139,8)

2 - ‘Non uniformatevi a questo secolo’ affinché la terra, irrorata dalla fonte della vita, produca l’anima vivente, un’anima che per la tua parola e i tuoi evangelisti si mantiene nell’imitazione degli imitatori del tuo Cristo, poiché l’uomo emula l’amico: ‘Siate come me – dice Paolo – poiché anch’io sono come voi’ (Conf. 13,21,31)

3 - Sii simile a Dio mediante la pietà e amalo col tuo pensiero. Osserva e ammira le creature, ricercandone il Creatore. Se gli sei dissimile, sarai respinto; se gli sei simile, gioirai (Esp. Sal. 99,6)

Entusiasmo

1 - ‘Sono venuto a portare il fuoco in questo mondo’ (Lc. 12,49). Il fuoco è la parola di Dio: Cristo stesso. Egli è veramente un fuoco divoratore: l’amore divino infatti consuma la vecchia vita e rinnova l’uomo; ed è perché Dio è un fuoco divoratore che noi l’amiamo, mentre è perché egli è geloso che ama noi. Non temete il fuoco che è Dio, ma temete piuttosto il fuoco che Dio ha preparato per gli eretici (C. Adim. 13,3)

2 - La fiamma del tuo amore bruci tutto intero il mio cuore, nulla in me resti per me stesso, ma bruci tutto in te e tutto in te arda; tutto sia preso dal tuo amore, come avvolto dalle fiamme sprigionatesi da te (Esp. Sal. 137,2)

3 - ‘Il fuoco lo precederà e incendierà i suoi nemici tutt’intorno’. Il fuoco dell’inferno seguirà la sua seconda venuta. Quest’altro fuoco va innanzi a lui ed è il fuoco che opera nei redenti come mezzo di salvezza (Esp. Sal. 96,6)

4 - Se davvero è fervente di Spirito, ogni ministro di Dio è come fuoco ardente. Comincia anche tu ad infervorarti di carità mediante la parola che ascolti ed osserva quel che ha operato in te il fuoco, che è ministro di Dio (Esp. Sal. 103,d.1,16)

5 - Non aver timore del fuoco di Cristo: esso consuma il fieno. Ogni carne è fieno, e ogni gloria dell’uomo è come il fiore del fieno. Tali cose Cristo brucia con quel fuoco (Esp. Sal. 59,2)

Temperanza

1 – La perfetta razionalità dell’uomo, ossia la virtù, si serve anche di ciò da cui si astiene in vista della temperanza (Qu.Di. 30)

2 – La temperanza induce ad usare dei cibi e degli altri piaceri nel giusto limite (Città 5,20

3 – La temperanza frena le passioni come ragione moderatrice del piacere (Sol. 1,10,17)

4 – L’uomo ha la potestà di ammalarsi anche nel corpo, ma non ha altrettanto potere di ristabilirsi in salute. Quindi, se trascura la sobrietà e vive nell’intemperanza con atti che pregiudicano il vigore fisico e minano la salute, in breve cade ammalato, ma non altrettanto può subito recuperare le forze (Disc. 278,1,1)

5 – Per ammalarsi, l’uomo si avvale di se stesso fino all’intemperanza; per ristabilirsi invece si serve del medico fino alla salute (Disc. 278,1,2)

6 – La temperanza è una virtù che disciplina e guarisce l’anima. Essa si divide in due parti: la repressione e l’istruzione. La repressione si ottiene con il timore, l’istruzione con l’amore. Ora, chi viene in aiuto né reprime né istruisce se non ama (Co.Ch.catt. 1,28,55-56)

7 – Regoliamo le cose ordinarie mediante la temperanza con cui ci si adegua alle cose umane (An.Gi. 39)

8 – Ci è proibito di essere curiosi, e in tale attività risiede il grande ufficio della temperanza (Co.Ch.Cat. 1,21,38)

9 - Contro la legge della ragione non si può fondare una ordinata vita intellettuale, morale e fisica (Contra rationem nemo sobrius) (Trin. 4,6,10)

10 – Io (Agostino) procedevo sempre più lontano da te, ove mi lasciavi andare, e mi agitavo, mi sperdevo, mi spandevo, smaniavo tra le mie fornicazioni, e tu tacevi (Conf. 2,2,2)

11 – Molti sono ancora malati di vana nostalgia e quindi si rifiutano di ricevere dal medico la pozione della sobrietà (Disc. Nu. 5,15)

12 – Riconosciti debole, riconosciti, uomo, riconosciti peccatore; riconosci che Cristo giustifica, riconosci che sei macchiato (Disc. 137,4,4)

13 – Siamo assediati dalle voci di amori contrari alla legge di Dio. Da ogni parte trattengono e seducono chi vuole volare, dappertutto le realtà sensibili ci costringono per così dire ad amarle. Ma cerchiamo di non farci costringere, di giudicarle per quello che sono, di non lasciarcene vincere…L’amore per le molte cose si vince con l’amore per l’unico bene (Disc. 65A,2)

14 – L’uomo temperante non ami nulla di quaggiù, niente reputi desiderabile per se stesso, ma ne usi in rapporto a quanto occorre alla necessità di questa vita e dei suoi uffici, con la moderazione di uno che se ne seve (Co.Ch.Cat. 1,21,39)

15 - Non sottovalutate quei peccati, ai quali avete già fatto l’abitudine. Ogni peccato, con l’abitudine, sembra niente e l’uomo non ci fa più caso. Anche noi, talvolta, siamo troppo remissivi con la colpa abituale: abbiamo paura che, con il castigo, chi ne è colpito diventi peggiore. Ma il Signore, di cui dobbiamo avere veramente timore, tacerà e perdonerà? (Disc. 17,3)

I vizi capitali

Superbia

1 - La superbia è il desiderio di una superiorità al contrario (Città 14,13,1) – Perversa imitazione dell’onnipotenza e dell’unità divina (Ve.Re. 45,84)

2 - Se la superbia è un’ombra della vera libertà e del vero regno, anche per mezzo di essa la Provvidenza ci ricorda di che cosa noi peccatori siamo segno e dove dobbiamo ritornare, una volta ripresa la giusta via (Ve.Re. 48,93)

3 - La superbia porta l’uomo a temere di più la disistima degli altri uomini anziché il giudizio di Dio (Verg. 34,35)

4 - La superbia è gettare via l’intimo del proprio cuore, l’intimo segreto della coscienza e desiderare di apparire ciò che non si è (Gen. c. Man. 2,5,6)

5 - Dio odia talmente la superbia da umiliarsi – Lui, l’Altissimo – fino all’estremo dell’umiliazione per combattere quest’unico vizio capitale (Verg. 40,41) - La superbia è la porta degli inferi (Disc. 346B,3)

6 - Con l’adipe della superbia, che lo fa stare in alto, l’uomo ha costretto Dio a tenerglisi nascosto (An. Gi. 15)

7 - Grande disgrazia è un uomo superbo, ma più grande misericordia è un Dio umile (Ca.se. 4,8)

8 - La superbia è la causa di tutti i vizi umani (Cast.Per.Pec 2,17,27) - Il primo tarlo roditore della ricchezza è la superbia (Disc. 85,3,3)

9 - Il vizio della superbia nasce quando uno confida troppo in se stesso e crede di essere da sé fonte della propria vita (Sp.lett. 7,11)

10 - Tutti i vizi si fanno valere solo in azioni cattive, la superbia invece è la sola da cui bisogna guardarsi anche nelle azioni buone (Na.gr. 27,31)

11 - Nessuno si vanti delle proprie forze, nessuno si insuperbisca per la propria libera volontà. Tu da solo sei capace di peccare; per agire bene hai bisogno di uno che ti aiuti (Disc. 265D,7)

12 - Nell’uomo superbia e finzione vanno necessariamente insieme, perché il superbo smania di apparire quel che non è (Esp.Sal. 121,8)

13 - L’anima superba, innamorata del suo potere, scivola dall’universale, che è comune a tutti, nel particolare che le è proprio per quella superbia che è forza di separazione, chiamata inizio del peccato (Trin. 12,9,14)

14 – Essere ingordo: considerarsi più di quello che si è (Di.Nu. 9,6)

Avarizia

1 - L’avarizia è il voler essere ricco (Disc. 85,6,6)

2 - L’avarizia, radice di tutti i mali, tende proprio ad impedire di servire in modo disinteressato Dio; in senso particolare è l’amore al denaro (Esp. Sal. 118,d.11,6)

3 - E’ avaro non solo chi accumula beni altrui, ma anche chi conserva con cupidigia i propri beni. Chi mette in serbo molte cose, quante ne può prendere per vivere, rifletta bene a chi rimarrà il resto, per evitare che, mentre conserva il necessario per vivere, ammassi ciò che potrebbe essere la causa della sua morte (Serm. 107,3,4)

4 - Si sa che l’uomo, più è altolocato, più è avaro; quanto più in auge per grandezze mondane, tanto più è attaccato alle proprie ricchezze (Esp. Sal. 146,16)

5 - I nostri progenitori (Adamo ed Eva) non sarebbero stati ingannati dal serpente né decaduti dal loro stato se non avessero ambìto di possedere più di quanto avevano ricevuto e di diventare superiori a quello che erano per creazione. Il serpente aveva loro promesso: Sarete come dèi. Dunque, per questo voler avere di più, persero anche quello che avevano ricevuto. Quanto a noi, ogni traccia di avarizia è debellata quando si serve Dio con disinteresse (Esp. Sal. 118, d.11,6)

6 – Volere qualcosa più grande di Dio è avidità; volere qualcosa di più del necessario è avidità. Orbene, che cosa c’è di più superbo di uno al quale Dio non basta? E’ questa superbia, che è anche avidità sfrenata, all’origine di ogni peccato (Di.Nu 26,33)

7 - Cristo ti ordina di vestire il povero e tu non lo fai, l’avarizia ti ordina di commettere una frode e questo subito lo fai (Esp. Sal. 96,15)

8 - Dio ti dice: Sii pure avaro! Sii avaro quanto ti è possibile! Ma per soddisfare la tua avarizia chiama in giudizio me, che per tuo amore ho ridotto in povertà mio Figlio, che era ricco. Non limitarti a prendere le cose che Dio ha fatte; va’ prenditi anche  colui che le fece! Ecco la sua ricchezza e la sua povertà: la ricchezza per cui tu fosti creato, la povertà per cui tu fosti riammesso in casa (Disc. 239,6,7)

Lussuria

1 - La libidine è l’appetito dell’anima per il quale ai beni eterni si preferiscono i beni temporali, di qualsiasi genere siano (Menz. 7,10)

2 - La libidine ecciti le membra solo quando vogliamo e non sarà più una malattia. Essa è il morbo del desiderio o della concupiscenza, un desiderio morboso della passione (Noz.conc. 2,33,55)

3 - Non ogni malattia è detta peccato. La libidine invece è pena del peccato, senza la quale non può esistere la natura umana non ancora sanata in ogni sua parte (C.Iul. 4,10,56)

4 - La libidine non ama l’uomo, ma senz’altro lo stimola ad amare ciò che non deve amare (C.Iul. o.i. 3,85)

5 - Chi oppone resistenza non è vittima della libidine. La sua arma è l’attrattiva sensibile; la tua arma sia l’opposizione tenace. Se tu perseveri, quella comincia ad essere meno aggressiva (Disc. 335J,3)

6 - Se conti su di te, sei solo ad agire. Se invece non fai alcun conto delle tue risorse personali, ti abbandoni del tutto a Dio. Chi attribuisce ogni progresso ottenuto, fa posto allo Spirito Santo (Disc. 335J,4)

7 - Dove non c’è più il mio io, là sono io in una forma più sublime e fortunata (Cont. 13,29)  

Ira

1 – L’ira è il desiderio turbolento di togliere di mezzo le cose che impediscono la facilità dell’azione. Per questo nello scrivere o nel giocare ci adiriamo con la penna o con i dadi (Lett. 9,4) - L’ira è il desiderio sfrenato di vendetta (Disc. 58,7,8)

2 - Non vogliamo essere vinti dagli uomini, ma non riusciamo a vincere l’ira (Ve.Re. 45,85) - La collera dell’uomo può essere tenuta a distanza da un uomo più forte (An.Gi. 9)

3 – L’odio si insinua di nascosto nel cuore, poiché a nessuno sembra ingiusta la propria collera. Se poi mette radici nel cuore, la collera diventa odio, e mentre si mescola il piacere di un risentimento, sia pur giustificato, la trattiene più a lungo nel vaso del cuore, finché tutto diventa acido e guasta il recipiente. Molto meglio quindi non lasciarsi trasportare neppure a giusto titolo da sdegno contro alcuno, anziché lasciarsi andare senza accorgersene (Lett. 38,2)

4 - L’odio è un’ira inveterata che con l’invecchiare ha acquisito tanta resistenza che giustamente si considera un trave (Disc.s.mon. 2,19,63)

5 – La pagliuzza nell’occhio è la collera, la trave nell’occhio è l’odio. Alimentando l’ira con i cattivi sospetti, la si fa diventare una trave (Disc. 82,1,1)

6 - L’ira e la divisione sono frutto dell’ostinazione diabolica, l’umiltà è frutto della docilità cristiana (C.l.Parm. 1,4,8)

7 - Fratelli miei, temo l’ira di Dio: Dio non teme le folle (Disc. 302,20)

8 – L’ira di Dio è quel movimento che sorge nell’anima che conosce la legge di Dio, quando vede tale legge violata dal peccatore e in forza di questa reazione nelle anime dei giusti, molte cose vengono punite. Peraltro, l’ira di Dio può anche essere correttamente intesa come la stessa obnubilazione dell’anima, che si impadronisce di coloro che trasgrediscono la legge di Dio (Esp. Sal. 2,4)

9 - La punizione di Dio per i peccati, che non può essere che giusta, ha preso il nome di collera (Ench. 10,33)

10 -  ‘Se vi adirate, non peccate’. Queste parole si possono intendere in due modi: se vi adirate con un sentimento dell’animo, almeno non consentite ad esso con la ragione e lo spirito; fate penitenza, cioè adiratevi con voi stessi per i peccati trascorsi e cessate di peccare per l’avvenire (Esp. Sal. 4,6)

Gola

1 – Noi restauriamo i danni che ogni giornata infligge al corpo, con cibo e bevanda, finché tu distruggerai e cibo e ventre, estinguendo il mio bisogno con una meravigliosa sazietà e rivestendo questo corpo incorruttibile di un’incorruttibilità sempiterna (Conf. 10,31,43)

2 – Tu mi hai insegnato ad accostarmi agli alimenti per prenderli come medicamenti. Senonché, nel passare dalla molestia del bisogno all’appagamento della sazietà, mi attende insidioso il laccio della concupiscenza. Così, sotto il velo della salute si occultano i traffici del piacere (Conf. 10,31,44)

3 – Tu, Padre buono, liberami da ogni tentazione. Io non temo l’impurità delle vivande, temo l’impurità del desiderio (Conf. 10,31,46)

4 – Assediato da queste tentazioni, lotto ogni giorno contro la concupiscenza del cibo e della bevanda. Qui non è possibile decidere di troncare tutto e non tornarvi più in avvenire, come potei fare con i piaceri venerei. Devo invece tenere sulla mia gola un morso, allentandolo o stringendolo moderatamente. Ma chi, Signore, non viene trascinato qualche volta oltre il fine del necessario? (Conf. 10,31,47)

Invidia

1 - L’invidia è la più grande infelicità (Città 9,14) – L’invidia consiste nell’odio della felicità altrui (Esp. Sal. 104,17)

2 - Non si creda che l’invidia e la gelosia siano la stessa cosa. La gelosia è una certa tristezza interiore, che si prova quando uno ottiene una cosa che anche altri bramavano. L’invidia è quella tristezza interiore, che proviamo quando uno raggiunge un risultato immeritato, anche se da noi non desiderata (Esp. Gal. 52)

3 - La superbia è la causa dell’invidia (Gen.lett. 11,14,18) – La superbia è l’amore della propria eccellenza, l’invidia è l’odio della felicità altrui (Gen. lett. 11,14,18)

4 - L’invidia, opera del diavolo, si sviluppa da lui e rimane in lui (C.Iul. 1,8,41)

5 - La gelosia di Dio è un atto di giustizia, molto sereno e schiettissimo, per cui non consente a nessuna anima corrotta di essere beata e in certo qual modo gravata da false credenze ed empie passioni (C.Adim. 11)

6 - Il diavolo, avendo perso il regno dei cieli, non volle che l’uomo lo raggiungesse, e non lo vuole neppure adesso, anzi, fa di tutto per impedirgli di giungere alla patria da cui lui fu cacciato. Quanto a noi, preghiamo contro colui che non può ravvedersi e a favore di chi può ravvedersi (Esp. Sal. 139,8)

7 - Bandisci dal tuo cuore l’invidia, e sarà tuo ciò che è mio; se io mi libero da ogni sentimento di invidia, è mio ciò che è tuo. L’invidia divide, la salute unisce. Se ami, avrai tutto; senza la carità nulla ti giova, qualsiasi cosa tu abbia (C.Vg.Gv. 32,8)

Accidia

1 - La pigrizia è madre dell’ignoranza (Dottr.cr. 1)

2 – ‘Io dormo ma il mio cuore veglia’ (Ct. 5,2). Mi riposo nell’ascoltare; il mio tempo libero non è destinato a coltivare la pigrizia, ma a raggiungere la sapienza. Mi tengo libero da ogni preoccupazione per contemplarti come mio Signore (C.Vg.Gv. 57,3)

3 – Il padrone della vigna ha promesso sì un compenso uguale per tutti, ma la questione importante è proprio quella dell’ora in cui si deve andare a lavorare. Perché ritardi a seguire chi ti chiama? Bada di non togliere a te stesso, a causa del tuo differire, ciò che ti darà in base alla sua promessa (Disc. 87,6,8)

4 – Se ciò si riferisce ai bambini, appartenenti alla prima ora, ai ragazzi, appartenenti alle nove del mattino, ai giovani, che sono nell’ardore del mezzogiorno, quanto più giustamente si dice degli anziani, quelli dell’ultima ora. Ecco, è già l’ultima ora e ancora stai fermo e sei restio ad andare? (Disc. 87,6,8)

5 – Fratelli miei, noi siamo tutti cristiani e vogliamo incamminarci verso la patria. Anche se non vogliamo, dobbiamo camminare. In questo mondo a nessuno è consentito fermarsi: il rapido susseguirsi dei tempi sospinge in avanti in maniera ineluttabile quanti approdano nella vita presente. Non c’è spazio per darsi alla pigrizia: devi camminare se non vuoi essere trascinato per forza (Di.Nu. 5,5)