III - LA TRINITA’

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 21 March 2014

La Vita delle tre Persone divine

1 -Era, Era, Era in principio (Disc. 135,3,4)

2 - La Trinità è Trinità in modo da essere l’unico Dio, così come Dio è unico in modo da essere Trinità (Gn. lett. o.i. 16,61)

3 - Le persone divine, pur essendo tre e singolarmente ciascuna di loro è Dio, non sono tre dèi. L’intera Trinità è un solo Dio (C. disc. Ar. 15,9)

4 - ‘Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo’. Nel nome, non nei nomi, perché i tre sono una cosa sola, una natura sola, un solo Dio (C. Mass. 2,22,3)

5 - Siamo di fronte a qualcosa di ineffabile, che non si può spiegare a parole. E il numero c’è e non c’è. Sì, il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo sono tre; ma che cosa sono questi tre? Dio non rifugge dal numero, ma non si lega al numero…Se vuoi sapere che cosa sono i tre, il numero non serve più. Quando cominci a pensare, cominci a contare; ma quando hai contato, non sei in grado di tirare le somme. Il numero serve soltanto a indicare i loro rapporti reciproci, non ciò che sono in sé (C. Vg.Gv. 39,4)

6 - Il Figlio deriva dal Padre per nascita; lo Spirito Santo deriva dal Padre e dal Figlio per processione… Autore della processione è il Padre in quanto, generando il Figlio, gli ha concesso che anche da Lui procedesse lo Spirito Santo (C. Mass. 2,14,1)

7 - Ma nessuno è in grado di spiegare la differenza fra il nascere e il procedere parlando di questa eccellentissima natura divina. Non tutto ciò che procede, nasce, sebbene proceda tutto ciò che nasce; ma non sono in grado di distinguere tra quella generazione e questa processione (C. Mass. 2,14,1)

8 - Sono inseparabili le opere della Trinità. Solo del Padre non si legge che sia stato mandato, poiché non ha autore da cui egli sia stato generato o da cui proceda. Perciò questo lo si afferma, non per la diversità della natura, che nella Trinità non sussiste, ma solo per la sua stessa autorità non si dice che è stato mandato. Non è infatti lo splendore o il calore che manda il fuoco, ma è viceversa: il fuoco manda sia lo splendore che il calore (C. disc. Ar. 4,4)

9 - Il Padre opera mediante le ragioni del Verbo e l’incubazione dello Spirito Santo (Gen. lett. 1,18,36)

10 - La Trinità è l’unico Dio, per opera del quale siamo stati creati, per la somiglianza del quale siamo formati all’unità e per la pace del quale aderiamo all’unità. Egli è il principio al quale ritorniamo, la forma che seguiamo e la grazia per cui siamo riconciliati (Ve.Re. 55,113)

11 - Da Lui, grazie a Lui, per Lui sono tutte le cose: da lui, come da colui che a nessuno deve ciò che è; grazie a lui, come per indicare un mediatore; per lui, come per richiamare colui che li contiene, cioè li congiunge unendoli insieme (Fe. Simb. 9,19)

12 - Nel Padre c’è l’unità, nel Figlio l’uguaglianza, nello Spirito Santo l’armonia dell’unità con l’uguaglianza. E queste tre cose sono un tutt’uno a causa del Padre, sono tutte uguali per il Figlio, comunicanti fra loro a causa dello Spirito Santo (Dottr. Cr. 1,5,5)

13 - Nella Trinità l’essenza o natura si considera semplice perché in essa essere-esistere-avere si identificano, salvo il fatto che le tre persone si dicono in senso relativo l’una dell’altra. Infatti il Padre ha certamente il Figlio, ma Lui non è il Figlio, e viceversa. Dunque, in base agli attributi che si dicono in senso assoluto e non relativo, in Dio si identificano essere e avere. In senso assoluto, ad esempio, si dice vivo perché certo ha la vita, ma Egli è la sua stessa vita (Città 11,10,1)

14 - Tutto ciò che si attribuisce alla eccelsa sublimità di Dio, si attribuisce in modo assoluto ed ha significato sostanziale; ciò che si attribuisce nel senso della relazione non concerne la sostanza, ma la relazione. Teniamo ben fermo anche che l’identità di sostanza è talmente potente, che tutto ciò che si attribuisce alle singole Persone in senso assoluto va inteso non al plurale collettivo, ma al singolare. Non vi sono tre dèi o tre grandi, ma il Padre è grande, grande è il Figlio e grande è lo Spirito Santo (Trin. 5,8,9)

15 - Ed ecco una certa immagine della Trinità (che si verifica nello spirito dell’uomo): lo spirito, la sua conoscenza, che è la sua prole ed il verbo generato da esso e, in terzo luogo, l’amore (che procede dalla volontà). Queste tre realtà fanno una sola cosa e una sola sostanza. Né è inferiore la prole allo spirito, fintanto che questo si conosce in maniera adeguata al suo essere; né è inferiore l’amore finché lo spirito si ama in misura adeguata alla conoscenza di sé e al suo essere (Trin. 9,12,18)

16 - Tu vedi la Trinità, se vedi la carità. Infatti quando amiamo la carità, la amiamo come amante di qualcosa, per il fatto stesso che la carità ama qualcosa. Non è carità infatti quella che non ama nulla e nessuno. Se ama se stessa, occorre che ami qualcosa per amarsi con carità. Ora, la carità che cosa ama se non ciò che amiamo con la carità? E questo è l’amore per il fratello: ‘Carissimi, amiamoci a vicenda perché l’amore viene da Dio; colui che ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non conosce Dio perché Dio è amore’ (I Gv. 4,7-8). Dunque, la ragione per cui non si vede Dio è che non si ama il fratello. Amandolo con carità spirituale, possediamo lo sguardo interiore con cui si può vedere Dio (Trin. 8,8,12)

17 - Dobbiamo amare Dio come una certa unità trina: Il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo sono nient’altro che l’essere stesso. Infatti Dio è in modo vero e sommo (Co.Ch.Catt. e Man.1,14,24)

18 - Le tre persone divine vengo a noi quando noi andiamo a loro: vengono a noi soccorrendoci, noi andiamo a loro obbedendo; vengono a noi illuminandoci, noi andiamo a loro contemplandoli; vengono riempiendoci della loro presenza, noi andiamo accogliendoli (C.Vg.Gv. 76,4)

19 - L’essenza di Dio non ha nulla di mutevole sia nell’eternità sia nella verità sia nella volontà. In Dio eterna è la verità e la carità; vera la carità e l’eternità; cara l’eternità e la verità (Trin. 4, Pr.)

20 - Quando amo, ecco tre cose: io, ciò che amo e l’amore stesso. Infatti non amo l’amore se non lo amo amante, perché non c’è amore dove nulla è amato. Invece quando si ama se stessi, colui che ama e ciò che è amato sono la stessa cosa. Ora, amare se stesso ed amare il proprio amore sono due cose diverse. L’amore infatti non si ama, se esso già non ama qualcosa, perché, dove non si ama nulla, non c’è amore (Trin. 9,2,2)

21 - Lo spirito, il suo amore ela sua conoscenza sono tre cose ed esse non ne fanno che una; e quando sono perfette, suono uguali (Trin. 9,4,4)

22 - La memoria, l’intelligenza e la volontà non sono tre vite, ma una vita sola. Ognuna delle tre, considerata in se stessa, è vita, spirito, essenza; ma come memoria, intelligenza e volontà si dicono in senso reltivo. E queste tre cose sono una cosa sola (Trin. 10,11,18)

23 - Abbraccia il Dio amore e abbraccia Dio con l’amore (Trin. 8.8.12)   

Il Padre, datore di Vita

1 -Il principio è una prerogativa di pertinenza della paternità. Voi, che siete padri, riconoscete Colui che è fin dal principio: padri si diventa riconoscendo colui che è fin dal principio (C. I Gv. 2,5)

2 – Sommamente uno è il Padre della Verità, Padre della sua Sapienza, che in quanto gli è simile in ogni sua parte, viene detta sua immagine e somiglianza, giacché deriva da Lui (Ve. Re. 43,81)

3 - Dio è nostro Padre, la Chiesa è nostra Madre: dunque noi siamo fratelli (Disc. 56,10,14)

4 - Ciascuno di noi ha il proprio padre sulla terra, ma tutti insieme abbiamo in cielo un solo Padre: ‘Padre nostro, che sei nei cieli’. E’ proprio Lui che invochi come Padre. E quest’unico Padre ha voluto avere per sé un’unica Sposa. Dunque, noi che adoriamo un unico Padre, perché non riconosciamo un’unica madre? Se sostieni di essere nato da un’altra madre, vuol dire che essa ti ha generato da un altro grembo (Disc. Ces. 5)

5 - Quanto amasti noi, Padre buono, che non risparmiasti il tuo unico Figlio, consegnandolo agli empi per noi! Quanto amasti noi, per i quali, egli, non giudicando una usurpazione la sua uguaglianza con te, si fece suddito fino a morire in croce…Sacerdote e sacrificio per noi al tuo cospetto (Conf. 10,43,69)

6 - Consideriamo, carissimi, di chi abbiamo cominciato ad essere figli, e viviamo nel modo che si addice a coloro che hanno un tale Padre. Vedete che il nostro Creatore si è degnato di essere nostro Padre (Disc. 57,2,2)

7 - Padre nostro: così lo prega il condottiero e il mendicante, lo schiavo e il padrone. Essi dicono insieme: Padre nostro. Comprendono dunque di essere fratelli, dal momento che hanno un solo padre. Non disdegni pertanto il padrone di avere come fratello il proprio servo, dato che lo ha voluto avere per fratello Cristo Signore (Disc.. 58,2,2)

8 - Le domande dell’orazione domenicale, ossia il Padre nostro, assommano a sette. Tre riguardano la vita eterna: sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra; quattro riguardano la vita presente: dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, non ci indurre in tentazione, liberaci dal male. Questa preghiera non solo vi incoraggia a chiedere, ma anche a imparare ciò che dovete desiderare (Disc. 59,5,8)

9 - Pensa chi è Colui al quale diciamo: ‘Padre nostro che sei nei cieli’. Non è un amico o un vicino. E’ uno che ci fa obbligo di andare d’accordo, e poiché siamo uniti con un’unica voce davanti al Padre, perché non dobbiamo essere uniti in una stessa pace? (Disc. 357,4)

Il Figlio, Verbo del Padre e luce di Verità

1 - Il Verbo, Figlio di Dio, è sì un altro distinto dal Padre, ma non un’altra cosa: è un’altra persona, ma non una natura diversa. Egli è assolutamente tutto ciò che è il Padre, tranne che Egli è il Figlio e non il Padre (An. e or. 2,5,9)

2 - Sappiamo che il Figlio di Dio, in quanto Figlio, non è da se stesso, ma è generato dal Padre. Sappiamo invece che il Padre non è generato: non è da alcuno, non ha ricevuto la vita da alcuno. Il Figlio ha ricevuto la vita dal Padre, ma non come se fosse stato un periodo senza vita, per riceverla poi in seguito. Infatti, il Padre gli ha dato la vita, generando la vita: generandolo Vita, gli ha dato la vita. Il Padre ha la vita in se stesso, il Figlio ha in sé una vita uguale alla vita del; tuttavia il Figlio non ha ricevuto da se stesso la vita, perché non è nato da se stesso, ma dal Padre.. Egli ricevette la vita dal Padre, poiché è nato vita dal Padre (Conf. Mass. 13)

3 - Esiste tra il Padre e il Figlio solo questa differenza: il Padre ha in se stesso la vita senza riceverla da nessuno, mentre il Figlio ha in se stesso la vita che il Padre gli ha dato (C. Vg. Gv. 19,11)

4 - Il Padre dunque è principio che non deriva da un principio; il Figlio è principio che deriva dal principio. Entrambi insieme non sono due princìpi, ma un unico principio, così come il Padre è Dio e il Figlio è Dio, ma entrambi insieme non sono due dèi, bensì un unico Dio (Conf. Mass. 2,17,4)

5 - Il Padre, che è sorgente, ha generato il Figlio, che è sorgente. Sì, la sorgente ha generato la sorgente; ma la sorgente che genera e la sorgente che è generata sono una sola sorgente; come Dio che genera e Dio che è generato sono un solo Dio, cioè il Figlio generato dal Padre. Il Padre e il Figlio sono una cosa sola perché una sola è la sostanza e Dio è uno solo perché indivisibile è la divinità (Disc. 217,1)

6 - Ciò che dice il Figlio, lo dice il Padre poiché, quando parla, il Padre pronuncia il suo Verbo, che è suo Figlio. Parlando, per così dire, nel suo modo eterno di essere, Dio Padre pronuncia il Verbo a lui coeterno (Gen. lett. 1,5,11)

7 - Poiché il Figlio è il grande Verbo, la grande Parola del Padre, tra il Padre e il Figlio intercorrono forse parole minori? Rimuovi tutto ciò che è corporeo, tieni conto della semplicità divina, se vuoi essere semplice(C. Vg. Gv. 23,8)

8 - Per il fatto stesso che il Figlio è immagine del Padre, è sua potenza e sua sapienza. Inoltre è immagine piena e perfetta, cioè non creata da lui dal nulla, ma da Lui generata. Poiché non ha nulla di meno di Colui, di cui è immagine, il Figlio Unigenito è l’immagine somma del Padre, cioè è così simile da non esserci in essa nulla di diverso (C. disc. Ar. 26,22)

9 - Per questo il Figlio conosce tutto ciò che conosce il Padre, ma per lui il conoscere viene dal Padre, come l’essere. Infatti in Dio conoscere ed essere sono la stessa cosa. Pertanto è come ‘dicendo’ se stesso che il Padre ha generato il Verbo, in tutto uguale a sé. E’ qui che si verifica in modo supremo il ‘Sì,sì; no,no’. Il Figlio non può far nulla da sé, se non ciò che ha veduto fare dal Padre. E’ segno di potenza il non poter fare questo, né è infermità questa ma fermezza, perché la verità non possa essere falsa. Dunque, il padre conosce tutto in se stesso, tutto nel Figlio; in se stesso come se stesso, nel suo Figlio come il suo Verbo, che procede da tutto ciò che è lui (Trin. 15,14,23)

10 - ‘Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e Dio vostro’. Padre mio perché sono il suo Unigenito; Padre vostro perché voi siete stati adottati; Dio mio perché mi sono fatto uomo, Dio vostro perché voi siete sempre uomini. E ancora: ‘Dal grembo di mia madre tu sei il mio Dio’. Prima del grembo di mia madre tu sei il Padre mio, dal grembo di mia madre tu sei ilo mio Dio (Disc. 229 L,2)

11 - Non sarebbe stato opportuno che il genitore fosse mandato da colui che era stato generato; era invece opportuno che il figlio fosse mandato dal genitore. Ma questa non è disuguaglianza di sostanza, bensì ordine di natura: non in quanto uno sia anteriore all’altro, ma in quanto l’uno deriva dall’altro matura. (Conf. Mass. 2,14,8)

12 - I testi sacri parlano di un Figlio unigenito e primogenito: unigenito perché non ha fratelli, primogenito perché li ha. La fede cattolica, che distingue fra Creatore e creatura, comprende benissimo questi due termini: Egli è unigenito secondo la divinità, è primogenito per una fraterna società con gli uomini, non della stessa sostanza, ma per adozione di grazia (C. Sec. 5)

13 - In effetti, da Mosè ai profeti e agli apostoli, era sempre Dio che rendeva testimonianza a suo Figlio. Ma ora Dio rende testimonianza al Figlio in un altro modo: è per mezzo delo stesso Figlio che Dio rivela il Figlio, anzi, per mezzo del Figlio rivela se stesso. Se l’uomo riuscirà ad arrivare a lui, non avrà più bisogno di lucerne e, scavando davvero in profondità, avrà finalmente costruito l’edificio sulla roccia viva (C. Vg. Gv. 23,4)

14 - Il Figlio conosce il Padre per se stesso, noi lo conosciamo per mezzo suo (C. Vg. Gv. 47,3)

Lo Spirito Santo, fuoco di Amore

1 -Nella Trinità solo il Figlio si chiama verbo di Dio, Dono di Dio si chiama solo lo Spirito Santo e Dio Padre è il solo da cui il Figlio è generato e da cui procede primieramente lo Spirito Santo. Infatti lo Spirito Santo procede anche dal Figlio, ma anche questo glielo ha dato il padre generandolo. In tal modo lo Spirito Santo è il loro dono comune ed è lo Spirito di entrambi (Trin. 15,17,29)

2 - Lo Spirito Santo è il Dono di Dio, in quanto è dato a coloro che per mezzo di lui amano Dio (Trin. 15,19,35)

3 - Quando si dice che il Padre e Gesù Cristo sono il solo vero Dio, lo si dice in modo tale che lo Spirito Santo non sia escluso in alcun modo dalla realtà della divinità (C. Mass. 2,15,4)

4 - Lo Spirito Santo è la carità vicendevole del Padre e del Figlio: Dio è carità. Come si può nominare il Padre e il Figlio, prescindendo dalla carità del Padre e del Figlio? (C. Vg. Gv. 9,8)

5 - Lo Spirito Santo procede dal Padre, ma come dono non come nato, perciò non si chiama figlio perché né è nato come l’Unigenito, né è stato fatto come noi. Ciò che è nato, dice relazione col Figlio, e non nostro figlio; invece ciò che è stato dato, dice relazione a Colui che ha dato e a coloro ai quali lo ha dato, quindi anche noi (Trin. 5,14,15)

6 - Lo Spirito Santo è carità: Egli si attribuisce in proprio ciò che è comune al Padre e al Figlio (Trin. 15,19,37)

7 - Lo Spirito Santo è la stessa comunione consustanziale  ed eterna di carità del Padre e del Figlio.. Ora, se in Dio la carità è meno grande della sapienza, la sapienza non è amata, mentre la sapienza è uguale al Padre. Ne consegue che anche lo Spirito Santo è uguale, ed è uguale sotto ogni aspetto per la somma semplicità di quellasostanza divina (Trin. 6,5,7)

8 - Lo Spirito Santo non abita in nessuno senza il Padre e il Figlio, come nemmeno il Figlio senza il Padre e lo Spirito Santo. Infatti è inseparabile sia l’abitare che l’operare delle tre Persone; ma esse per lo più si manifestano singolarmente, non nella propria natura, ma per mezzo di una creatura che le rappresenta (Disc. 71,20,33)

9 - Che grande Dio è colui che dona Dio! (Trin. 15,26,46)

10 - Che grande bene è mai quello, senza il quale dei beni così grandi non possono condurre nessuno alla vita eterna? (Trin. 15,18,32)

11 - Lo Spirito Santo è eternamente dono, ma temporalmente donato (Trin. 5,16,17)

12 - Amore libero ed indigente (Gen. lett. 1,7,13)

13 - Lo Spirito Santo: assertore di libertà e guida alla libertà (Esp. Gal. 54)

14 - Ricevi sulla terra lo Spirito Santo e ami il fratello; ricevilo dal cielo e ami Dio (Disc. 265,8,9)

15 - Il Signore ha dato a noi lo Spirito Santo come pegno, nel quale sentiamo la sua dolcezza e desideriamo la stessa fonte della vita, dove con sobria estasi (ebrietas) saremo inondati e irrigati. Tale ebbrezza non sconvolge la mente, ma tuttavia la rapisce in alto, e dà la dimenticanza di tutte le cose terrene (C. Cr. 9,10)

16 - Lo Spirito Santo è la carità diffusa nei nostri cuori: non quella con cui Dio stesso ama noi, ma quella con la quale Dio si fa amare da noi (Sp. lett. 32,56)

17 - Il Signore assista la tua mente ed immetta nel tuo spirito con il suo Spirito tanta facilità di umiltà, tanta luce di verità, tanta dolcezza di carità, tanta pace di pietà che tu voglia vincitore del tuo animo nella verità, piuttosto che vincitore di qualsiasi tuo oppositore nella falsità (An. e or. 3,15,23)

18 - Lo Spirito Santo dobbiamo averlo nel cuore tutti i giorni…Cristo ha sposato la sua Chiesa e ha mandato a lei lo Spirito Santo. Egli è come l’anello nuziale; e chi le ha dato l’anello le darà anche l’immortalità e il riposo. Lui amiamo, in lui speriamo, in lui crediamo (Disc. Nu. 31,9)

19 - Ciò che l’anima è per il corpo umano, lo Spirito Santo lo è per il corpo di Cristo che è la Chiesa. Egli opera in tutta la Chiesa ciò che l’anima opera in tutte le membra di un unico corpo (Disc. 267,4)

20 - Chi ama lo Spirito Santo merita di averlo con maggiore abbondanza e, avendolo in tal modo riesce ad amare di più. Il dono maggiore dello Spirito Santo consiste anche in una coscienza più viva di esso (C.Vg.Gv. 74,2)

21 - Ti venga in soccorso lo Spirito Santo: non disdegnerà di fare il portinaio. Il Signore Gesù dice di lui: ‘Egli vi insegnerà la verità tutta intera (Gv. 16,13). Chi è la porta? Cristo. Chi è Cristo? La verità. Chi apre la porta, se non colui che insegna tutta la verità (C. Vg. Gv. 46,4)

22 - Lo Spirito Santo non parla da se stesso, ma ascolta colui dal quale procede. Ascoltare equivale per lui a conoscere e il conoscere si identifica con l’essere. Quindi deve la sua scienza a colui dal quale riceve l’essenza; e il suo ascoltare non è altro che la sua scienza (C. Vg. Gv. 99,4)

23 - Se volete vivere dello Spirito Santo, conservate la carità, amate la verità, desiderate l’unità e raggiungerete l’eternità. Amen. (Disc. 267,4)

24 - Se manca lo Spirito, la lettera della legge uccide, perché non libera, ma rende responsabile il peccatore. Quando ti si ordina di fare qualcosa secondo la legge, invoca lo Spirito che ti aiuti (Disc. 229M,2)

25 - Pecca contro lo Spirito Santo colui che o si dispera  o irride o disprezza l’annunzio della grazia per la quale vengono rimessi i peccati, o della pace per la quale siamo riconciliati con Dio, e così rifiuta di pentirsi del proprio peccato e persevera in essa fino alla fine (Esp. Rom. 14)

26 - Lo Spirito Santo, quando è placato e benevolo, concede pace ai  miti e umili di cuore; quando è contrario ed ostile, tormenta con l’inquietudine i violenti e i superbi (Lett. 55,16,29)

27 - Siccome lo Spirito Santo è Dio, noi amiamo Dio attraverso Dio (Disc. 34,3)

28 - Non si può nemmeno dire che è nella Chiesa e appartiene alla comunione dello Spirito chi si mescola alle pecore di Cristo solo fisicamente e ipocritamente. Poiché lo Spirito, maestro della dottrina ha in odio l’ipocrita (Disc. 71,19,32)

29 - Lo Spirito Santo santifica sempre più i mortali in cui abita, i quali progrediscono rinnovandosi di giorno in giorno, ne esaudisce le preghiere, li purifica nella confessione per prepararsi un tempo immacolato nell’eternità…Anche se all’ultimo giorno di vita essi si troveranno lontani dall’essere giunti allo stadio dell’intelligenza spirituale, il loro divino ospite colmerà tutte le lacune della loro intelligenza, dato che non si sono mai separati dall’unità del corpo di Cristo né dalla comunione del tempio di Dio…In certo qual modo essi camminano, cioè traspirano abbondante sudore nello sforzo di avanzare nella via della perfezione, implorando da Dio, mediante la pietà ispirata dalla fede, la perspicuità dell’intelligenza (Lett. 187, 8,28-29)