Al caminetto con la Parola di Dio

Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.

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Sedicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 18 July 2015

verdeErano come pecore senza pastore    

Letture: Geremia 23, 1‑6;  Efesini 2, 13‑18;  Marco 6, 30‑34.                      

1 ‑ Geremia  ‑ Il profeta-martire denuncia a tutto il mondo la causa della rovina del suo popolo: ‘Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Radunerò io, il Signore, il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli. Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare’. Perché i cattivi pastori fanno perire e disperdono le pecore? Molto semplice: non vogliono avere responsabilità alcuna sugli altri e pensano ai propri interessi. Questo fatto è successo e succede purtroppo anche oggi nella società civile e nella Chiesa. Ma Dio promette di mandare ‘un germoglio giusto’, un re‑pastore che eserciterà  il diritto e la giustizia su tutta la terra. Chiara allusione a Cristo, unico buon Pastore, che guiderà i popoli alla salvezza della vita eterna. Anche oggi l’ammonimento divino è quanto mai attuale e riguarda indistintamente tutti e ciascuno.

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Quindicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 11 July 2015

verdeLi mandò a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi    

Letture: Amos 7, 12‑15; Efesini 1, 3‑14; Marco 6, 7-13.                      

1 ‑ Un certo Amos ‑ La storia di Israele si può sintetizzare così: Dio che salva il suo popolo. Egli ama servirsi di uomini assolutamente normali, chiamati da Lui al ministero di profeti, sacerdoti, re o semplici fedeli. Uno dei tanti è appunto il profeta Amos, di professione guardiano di buoi, che si presenta così: ‘Non ero profeta, né figlio di profeta; ero un pastore e raccoglitore di sicomori (fichi selvatici); il Signore mi prese mentre conducevo il bestiame e mi disse: Va’, profetizza al popolo di Israele’. Come dire: chi fa tutto è sempre il Signore. Nelle mani di Dio la debolezza diventa forza, l’ignoranza sapienza. Lo spiega anche molto bene Paolo: ‘ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini’ (Lettera Corinzi). Il profeta è ben conscio che deve solo essere uno strumento docile nelle mani di Dio.

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Quattordicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 30 June 2015

verdeUn profeta non è disprezzato che nella sua patria    

Letture. Ezechiele 2, 2‑5; 2 Corinzi 12, 7‑10; Marco 6, 1‑6.                      

1 ‑ Una genìa di ribelli ‑ Il profeta Ezechiele è inviato al popolo di Israele, che sta pagando duramente la sua infedeltà alla legge di Dio con l'esilio di Babilonia, perché si ravveda finalmente e torni alla fedeltà verso il suo Signore. Anche Dio sembra scettico sulla possibilità di farsi ascoltare e ubbidire dal suo popolo: ‘Ascoltino o non ascoltino ‑ perché sono una genìa di ribelli ‑ sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro’. Per questo il profeta Ezechiele è deportato: per essere in mezzo a loro come testimone di misericordia, di conversione, di salvezza rinnovata. Anche oggi la Chiesa è ‘deportata’ in mezzo all’umanità per rendere possibile a tutti lasalvezza.

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Tredicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 26 June 2015

verdeNon temere, continua solo ad aver fede!    

Letture: Sapienza 1, 13-15. 2, 23-24;  2 Corinzi 8, 13-15; Marco 5, 21-43.                      

1 - Vita e morte – Inizia una riflessione profonda su questo tema fondamentale per ogni uomo di ogni tempo. Essa è guidata dall’ultimo libro sapienziale del Vecchio Testamento: la Sapienza. Essa loda subito il Dio della vita: ‘Egli ha creato tutto per l’esistenza, le creature del mondo sono sane, in esse non c’è veleno di morte’. Ogni essere, in quanto tale, è un bene di Dio; il male non può che essere frutto delle volontà umane, quindi è privazione del bene. L’uomo è stato creato per l’immortalità, ad immagine dell’immortale giustizia di Dio. Perché allora la morte? Risponde la Sapienza: ‘La morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono’. La morte è il frutto finale di una scelta sbagliata dell’uomo e dell’angelo.

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Dodicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 19 June 2015

verdeChi è costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?    

Letture: Giobbe 38, 1.8-11; 2 Corinzi 5, 14‑17; Marco 4, 35‑41.                      

1 ‑ Il mare ‑ Esso è una stupenda creatura di Dio, segno di potenza vivificante, di sconfinata grandezza, di abissale profondità. Proprio come è Dio! Contemplando questa meraviglia della creazione, il nostro sguardo si affaccia sull'infinito di Dio, sull’inesorabile trascorrere e rifluire del tempo, sul fiume delle miserie umane che vengono medicate e restituite a vita nuova, sul pianto e sulle tragedie dell'uomo... La lettura di Giobbe sembra alludere a tutto ciò, quando ricorda che Dio ha fissato un preciso limite al mare della creazione e del male: ‘Fin qui giungerai e non oltre, e qui si infrangerà l'orgoglio delle tue onde’. Questo mare del mondo è simbolo di tutto il male, che cerca di travolgere il bene; ma esso si infrange contro la sapiente e misericordiosa Provvidenza divina, che si serve anche del male per realizzare un bene maggiore.

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Undicesima Domenica fra l'anno

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 12 June 2015

verdeIl Regno di Dio è il più piccolo dei semi, ma diventa l’albero più grande    

Letture: Ezechiele 17, 22-24; 2 Corinzi 5, 6-10; Marco 4, 26-34.                      

1 ‑ Due parabole ‑ Un uomo getta il seme nel solco, la madre terra produce il miracolo; pochi giorni dopo, ecco lo stelo e poi la spiga... Il granellino di senapa è il più piccolo di tutti i semi, ma diventa tanto grande che gli uccelli possono ripararsi alla sua ombra... Due mini‑parabole per cogliere due caratteristiche del Regno di Dio nel suo sorgere e nel suo perfezionarsi: Sembra che l’uomo faccia tutto; in realtà è Dio che produce il seme e lo fa fruttificare, anche senza intervento umano o contro ogni avversità. Questo nel campo della natura. Invece nel campo della grazia il scme di Dio è lo Spirito dell'amore: non più che una cellula di vita divina nel cuore di ogni uomo, che nel tempo diventa un unico grande albero, cioè la Chiesa, la famiglia universale.

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Solennità del Corpo e Sangue di Cristo

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 5 June 2015

gialloPrendete, questo è il mio corpo e il mio sangue!    

Letture: Esodo 24, 3-8; Ebrei 9, 11-15; Marco 14, 12-16; 22-26.                      

1 - Sacrificio di ringraziamento - L’Eucarestia è il sacramento della riconoscenza illimitata dell’uomo al suo Signore, soprattutto  per l’opera della salvezza: ‘Cristo, venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso un Tenda più grande e più perfetta, non costruita da mani di uomo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci una redenzione eterna’ (Lettera agli Ebrei). L’Eucaristia è la somma di tutti i beni messianici, presenti e futuri, di cui ringraziamo perennemente Dio.

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Solennità della Santissima Trinità

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 29 May 2015

gialloGloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo    

Letture: Deuteronomio 4, 32-34;39-40; Romani 8, 14-17; Matteo 28, 16-20.                      

1 - Gloria! - In questo giorno celebriamo tutti i doni di Dio che hanno origine e fondamento nella SS. Trinità: la vita dal Padre, la redenzione dal Figlio, la consumazione nella perfezione infinita di Dio dallo Spirito Santo. Diciamo quindi grazie soprattutto per la incessante e crescente rivelazione-comunicazione di vita, di verità, di amore e di unità: ‘Dal giorno in cui Dio creò l’uomo sulla terra vi fu mai cosa più grande di questa? Che cioè un popolo abbia udito la voce di Dio parlare nel fuoco’ (Deuteronomio)? Questa epifania della Trinità inizia fin dalla creazione e si sviluppa in Abramo, Mosè e i profeti, fino a raggiunge il suo culmine con l’incarnazione del Verbo di Dio fatto uomo e con la discesa dello Spirito Santo nella santa Chiesa. Un crescendo che non finirà mai più.

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Solennità di Pentecoste

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 22 May 2015

rossoFurono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare    

Letture: Atti 2, 1-11; Galati 5, 16-25; Giovanni 15, 26-27; 16, 12-15.                      

1 - La nuova creazione - Nel giorno di Pentecoste, festa dei doni della terra e del cielo, Gesù mantiene la promessa: invia lo Spirito Santo, Amore del Padre e del Figlio, pienezza di vita divina donata ai credenti. La Pentecoste è il primo giorno di una nuova creazione: gli uomini sono chiamati a vivere fin d’ora la stessa vita di Dio. Ora, l’amore di Dio è la sua stessa natura, quindi è anche la vita dello spirito umano: ‘Se togli loro lo spirito, muoiono e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra’ (Salmo 103).

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Ascensione del Signore

Posted by Padre Eugenio Cavallari on 15 May 2015

gialloEssi partirono e predicarono dappertutto; il Signore era con loro    

Letture: Atti 1,1-11; Efesini 1,17-23; Marco 16,15-20.                      

1 - L’Ascensione - La vita sulla terra si conclude con l’ascensione al cielo. Questo vale per Gesù e vale per noi. La nostra patria è il cielo e Gesù ci precede nella Casa del Padre comune: “Vado a prepararvi un posto”. Come dire: “Vi porto com me e continuerò ad essere sempre con voi”. In Gesù noi siamo di diritto e di fatto, nella speranza e nella comunione dei Santi, con la Trinità.

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