Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
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Quarta Domenica di Pasqua
Io sono la porta delle pecore; se uno entra attraverso me sarà salvo:entrerà, uscirà, troverà pascolo
Letture: Atti 2, 14a.36‑41; 1Pietro 2,20b‑25; Giovanni 10,1‑10.
1 - Pasqua dello Spirito - Quando Gesù muore sulla croce e risorge da morte effonde due volte lo Spirito Santo, poiché dona al mondo tutto il suo amore divino e umano. In particolare, nella sera di Pasqua, Egli dona agli apostoli il potere di rimettere i peccati. Ecco perché Pietro, dopo la Pentecoste, predica così a tutti: ‘Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati; dopo riceverete il dono dello Spirito Santo’. In tal modo la salvezza è offerta a tutti gli uomini attraverso il ministero degli apostoli e dei loro successori: ‘Per voi è la promessa - è ancora Pietro che parla ‑ e per tutti i vostri figli e per quelli che sono lontani’. Lo Spirito Santo è un duplice dono di misericordia e di vita nuova.
Terza Domenica di Pasqua
Lo riconobbero nell'atto di spezzare il pane
Letture: Atti 2,14.22‑33; 1Pietro 1,17‑21; Luca 24,13‑35.
1 - Emmaus ‑ La mattina di Pasqua, due discepoli ritornano a casa sconsolati: Gesù, in cui avevano riposto ogni speranza, è morto da tre giorni. Con lui, pensano, è morta definitivamente la speranza in un vero liberatore dell’uomo da ogni forma di schiavitù. Ma, lungo la via del ritorno a casa dopo le feste pasquali, un viandante sconosciuto si avvicina, e senza presentarsi chiede di che cosa stanno parlando. E così, per oltre dieci chilometri, si stabilisce fra lui e loro una fitta conversazione su quanto è accaduto a Gerusalemme nei giorni scorsi, non solo, ma anche sulla figura del Messia, come la Scrittura lo aveva annunciato da tempo. Giungono così a Emmaus e invitano lo sconosciuto a sostare in casa di uno di loro: ‘Resta con noi perché si fa sera’! Siedono a tavola. Ad un tratto: ‘Egli prese il pane, lo spezzò, disse la benedizione e lo diede loro’. In quel momento i loro occhi si aprirono e lo riconobbero: sì, è proprio Lui, Gesù in persona!
Seconda Domenica di Pasqua
Tommaso, perché mi hai veduto hai creduto? Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno
Letture: Atti 2, 42-47; 1 Pietro 1, 3-9; Giovanni 20, 19-31.
1 ‑ Toccare con mano ‑ L'apostolo Tommaso, che vuole toccare con mano le ferite di Gesù risorto, assurge a simbolo di coloro che non credono finché non ne hanno le prove tangibili ed evidenti. Molti, escludendo ogni tipo di fede, dicono anche oggi: ‘Dio non esiste, perché non lo vedo, non lo sento, si disinteressa della sofferenza e dell'ingiustizia nel mondo, ci lascia a soffrire’ e ancora: ‘Cristo non è risorto perché non lo vedo nella mia vita; molte volte chi dice di credere in lui è peggiore degli altri e non sa perché crede’. L’elenco potrebbe continuare. A questo punto, sembra più giusto imitare l'atteggiamento di Tommaso, che cerca altre prove.
Domenica di Pasqua
Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù
Letture: Atti 10,34.37‑43; Colossesi 3,1‑4; Giovanni 20,1‑9.
1 - Il sepolcro vuoto ‑ Simon Pietro e Giovanni, informati dalla Maddalena, corrono al sepolcro la mattina di Pasqua e vi entrano per primi: lo trovano vuoto, ma notano la sindone e le bende, usate per la sepoltura di Gesù, poste con cura ai lati del letto tombale. Per Giovanni questo è ‘il segno’ chiaro, lasciato da Gesù come documento della sua risurrezione: ‘egli vide e credette’! Anche oggi il segno non cambia: il sepolcro vuoto di Gesù è la prova che Egli è risorto ed è vivente in mezzo a noi. Tutto il creato è scosso da un nuovo fremito di vita divina: la morte è definitivamente vinta.
Domenica delle Palme
Cristo si è fatto obbediente fino alla morte di croce
Letture: Isaia 50,4‑7; Filippesi 2,6‑11; Matteo 26,14-27,66
1 - La settimana santa - In essa seguiamo Gesù al termine della sua vita terrena: l'umile trionfo di Gerusalemme, i tre giorni di intensa preparazione con la preghiera e il riepilogo di tutta la predicazione, l'ordinazione sacerdotale degli apostoli e l’ultima cena, l'arresto nell'orto degli ulivi, il duplice processo, la condanna capitale, la flagellazione e le umiliazioni, il viaggio al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura. I sacramenti della Riconciliazione e della Eucarestia sono la ‘memoria’ viva della nostra Pasqua con Gesù.
Quinta Domenica di Quaresima
Io sono la risurrezione e la vita
Letture: Ezechiele 37,12‑14; Romani 8,8‑11; Giovanni 11,1‑45.
1 - Lo Spirito della vita ‑ Il profeta Ezechiele annuncia al popolo ebraico, che ha perduto ogni speranza di salvezza, un messaggio di risurrezione: ‘Io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio Spirito e rivivrete’. Oggi il Signore ripete la stessa parola all'umanità, che è preda della morte nel corpo e nello spirito: ‘Rivivrete’! La morte è la vera e irriducibile nemica dell'uomo. Lo è nel suo corpo: l’uomo muore di fame, di sete, di malattie; lo è nel suo spirito: esso muore quando si estingue la fede, la speranza, l’amore, l’eternità.
Quarta Domenica di Quaresima
Io sono venuto nel mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi
Letture: 1Samuele 16,1b.4.6‑7,10-13a; Efesini 5,8‑14; Giovanni 9,1‑41.
1 - Aprire gli occhi ‑ Il miracolo del cieco fin dalla nascita è esemplare perché evidenzia due tipi di cecità: quella involontaria e incolpevole che è l’incapacità fisica di vedere la luce, quella volontaria e colpevole che è il rifiuto della luce e dell’evidenza della verità. I veri ciechi, secondo Gesù, non sono i non‑vedenti, ma coloro che credono di vedere e sapere tutto, in quanto pensano di essere infallibili e perfetti: ‘Se foste ciechi, non avreste alcun peccato, ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane’.
Terza Domenica di Quaresima
Chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete
Letture: Esodo 17,3‑7; Romani 5,1-2. 5‑8; Giovanni 4,5‑42.
1 ‑ La samaritana - Gesù incontra una donna samaritana, venuta al pozzo di Sicar per attingere acqua. Essa aveva avuto cinque mariti e ora conviveva con un uomo che non era il suo sposo. Gesù chiede da bere proprio a lei, dimostrando subito di essere venuto per salvare prima di tutto i peccatori incalliti, travolti dal male, e poi ad abolire ogni distinzione fra ebrei e il resto del mondo: ‘Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana’? Al termine del breve soggiorno di Gesù in Samaria, anche gli abitanti della città esclamano: ‘Noi adesso crediamo perché abbiamo udito e sappiamo che tu sei il salvatore del mondo’. Oggi vorremmo vedere anche noi questo spettacolo nella Samaria del mondo moderno: i laici, materialisti e atei, toccano con mano la misericordia e la bontà di Dio!
Seconda Domenica di Quaresima
Gesù ha vinto la morte, facendo risplendere la vita e l'immortalità con il Vangelo
Letture: Genesi 12,1-4a; 2 Timoteo 1,8b‑10; Matteo 17,1‑9.
1 - Il monte di Dio ‑ La quaresima propone ogni anno un itinerario nuovo di conversione a Cristo, vero Dio e vero uomo. Si tratta di salire con Gesù sulle tre montagne della vita: quella di Gerico (le tentazioni), quella della Trasfigurazione (il rinnovamento), quella del Calvario (il dono di sé). Il ‘monte di Dio’ è sinonimo della pienezza della vita divina, trascendendo il limite delle cose create. Cristo è il perfetto ‘trasfiguratore’ perché rende presente Dio nell'uomo e l'uomo in Dio. Questo lungo cammino dura per tutta la nostra vita e ha come epicentro la Pasqua di Gesù; esso si consumerà nel giorno finale della nostra vita e della storia umana: ‘È apparso il Salvatore nostro Gesù Cristo. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'immortalità per mezzo del Vangelo’ (S. Paolo).
Prima Domenica di Quaresima
Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio
Letture: Genesi 2, 7-9. 3,1‑7; Romani 5,12‑19; Matteo 4,1‑11.
1 - Quaresima - Essa è il periodo liturgico di quaranta giorni, che ci prepara a rivivere in modo nuovo il mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di Gesù. Dunque è un tempo di revisione profonda e positiva della nostra vita umana e cristiana nel segno della Croce, che si sviluppa attraverso: a) la preghiera personale e liturgica, b) la meditazione vissuta della Parola di Dio, c) il digiuno delle passioni e dei sensi interni ed esterni, d) l'esercizio delle opere di misericordia o di solidarietà verso il prossimo. In questo periodo imitiamo e condividiamo l'esperienza vissuta da Gesù per quaranta giorni sul monte di Gerico, prima di iniziare il suo ministero pubblico. Ci attendono nuove sorprese da questo ‘stare con Dio’, sospinti dalle ispirazioni dello Spirito Santo.

