Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
Quinta Domenica di Quaresima
Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra su di lei
Letture: Isaia 43,16‑21; Filippesi 3,8‑14; Giovanni 8,1‑11.
1 - L'adultera ‑ L'episodio dell'adultera contiene due lezioni molto importanti: a) Gesù è la misericordia di Dio in persona, pronto a perdonare chiunque dimostri di essere disposto a non peccare più; b) gli uomini devono smetterla di condannarsi a vicenda perché nessuno è impeccabile: tutti hanno peccato e possono peccare in avvenire: ‘Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra’ (Vangelo). E prima di tutto, per poter condannare il prossimo, è necessaria sia l’autorità legittima di giudicare in nome di Dio sia la capacità di conoscere le intenzioni di chi ha commesso un fatto. Tutte cose, queste, che sono di esclusiva competenza di Dio.
Terza Domenica di Quaresima
Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo
Letture: Esodo 3,1‑8a.13‑15; 1 Corinzi 10, 1-6.10‑12; Luca 13,1‑9.
1 ‑ Il roveto ardente ‑ La Quaresima ci porta come Mosè a un passo da Dio. Nella nostra coscienza o nel cuore, divenuto il nostro roveto ardente, siamo sempre a tu per tu con la santità divina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Anche noi ci sentiamo come Mosè veramente piccoli di fronte all'Io‑sono-Colui‑che‑sono; ma al tempo stesso siamo commossi e vinti di fronte a tanta benevolenza di Colui che si china su di noi: ‘Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è una terra santa’. Questa terra santa è proprio il nostro cuore, ove Dio si compiace di abitare per sempre come nel suo tempio santo. Prendiamo allora coscienza che l'amore di Dio è stato diffuso nei nostri cuori per trasformarci in qualcosa di divinamente santo. Esso, come il fuoco del roveto ardente, brucia senza estinguersi mai più. Il legno della croce non cesserà mai più di ardere!
Quarta Domenica di Quaresima
Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio
Letture: Giosuè 5,9a.10‑12; 2 Corinzi 5,17‑21; Luca 15,1‑3.11‑32.
1 ‑ Rallégrati Gerusalemme ‑ La liturgia odierna esulta di gioia perché l'umanità è stata liberata dalla ‘infamia di Egitto’, cioè dalla stessa condizione servile in cui si trovava il popolo ebraico prima della liberazione: senza patria e famiglia, senza padre e senza fratelli, senza dignità e libertà di popolo e di persona. Il peccato produce un effetto spirituale equivalente: ci rende schiavi delle passioni proprie e altrui. Ma il Signore ‘è vicino a chi lo cerca, lo libera da tutte le angosce’, quindi ci restituisce libertà, verità, gioia vera.
Seconda Domenica di Quaresima
Cristo ci trasfigurerà nel suo corpo glorioso
Letture: Genesi 15,5-12.17‑18; Filippesi 3,17‑4,1; Luca 9,28b‑36.
1 ‑ Il contesto - L’evento della Trasfigurazione è un intermezzo pasquale, collocato sapientemente fra due annunci della passione e morte di Gesù: non è quindi in funzione di un trionfalismo terreno o di una schiacciante esibizione di divinità, ma annuncio della salvezza attraverso l'umiliazione suprema di Gesù: la sua passione di croce, morte e risurrezione. La vera gloria di Cristo è il sacrificio della sua vita infinita perché l'uomo si salvi e risorga definitivamente dal male. Naturalmente Gesù vuole anche iniziare tre dei suoi discepoli - Pietro, Giacomo, Giovanni - a capire che in quell’uomo c’è Dio, luce infinita trinitaria.
Prima Domenica di Quaresima
Padre, non ti chiedo di toglierli dal mondo, ma di custodirli dal Maligno (Gv 17, l5)
Letture: Deuteronomio 26,4‑10; Romani 10,8‑13; Luca 4,1‑13.
1 ‑ Quaresima ‑ I quaranta giorni della Quaresima simboleggiano la vita terrena, che è anche un periodo globale di prova e di preparazione per ascendere alla vita eterna; invece i cinquanta giorni della Pasqua devono essere vissuti pregustando già la beatitudine della vita eterna. La Chiesa nelle prossime settimane ci conduce a riflettere seriamente sul mistero della vita, e ce ne suggerisce gli aspetti più importanti: tentazione e libertà, esteriorità e interiorità, peccato e conversione, morte e risurrezione.
Ottava Domenica fra l'anno
Ogni albero si riconosce dai suoi frutti
Letture: Siracide 27,5-8; 1Corinzi 15,54-58; Luca 6,39-45.
1 - La vita è un setaccio - Oggi la lettura del Siracide ci consegna un condensato delizioso di sapienza. Ecco in sintesi: ogni azione è per l’uomo un banco di prova nel bene e nel male sia per il suo modo di pensare che di agire. Come la fornace prova il vaso del ceramista, così i fatti della giornata provano la qualità morale della persona o i suoi difetti, cioè l’intimo del cuore. Ma soprattutto rivelano ‘come’ è stato coltivato l’albero, cioè come è stata educata la personalità dell’individuo. Verrebbe quasi da dire che la virtù coincide con la semplice buona educazione. Non occorre essere stinchi di santi per non rubare o non bestemmiare o danneggiare gli altri, è sufficiente essere persone ben educate all’autocontrollo di sé.
Settima Domenica fra l'anno
Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano
Letture: 1 Samuele 26,2.7-9.12-13.22-23; 1Corinzi 15,45-49; Luca 6,27-38.
1 - Saul e Davide - Le guerre peggiori sono quelle che si scatenano fra gli amici. Così è finito anche il rapporto bellissimo fra il re Saul e il suo vice Davide per la gelosia del re verso le qualità superiori del suo collaboratore. La sorte, un bel giorno, sembra offrire a Davide la possibilità di eliminare definitivamente l’avversario, che lo perseguita a morte. Ma Davide non vuole macchiarsi di un delitto di sangue davanti a Dio: si limita a disarmare Saul perché, prima di tutto, è il ‘consacrato del Signore’. Per il resto confida pienamente nell’aiuto di Dio, che rende a ciascuno secondo la sua giustizia e fedeltà. Questo gesto libera la coscienza di Davide e disarma a sua volta Saul perché non ha più alcuna giustificazione a perseguire Davide. Anche noi dobbiamo amarci senza riserve imitando così l’amore infinito di Dio, che perdona e risana gli uomini dal peccato.
Sesta Domenica fra l'anno
Benedetto l'uomo che confida nel Signore ed Egli è la sua fiducia
Letture: Geremia 17,5-8; 1 Corinzi 15, 15-20; Luca 6, 17.20-26.
1 - Il problema della felicità - Fino a qualche anno fa il problema della giustizia sembrava il più importante; oggi si parla piuttosto di felicità. Essere felici: che cosa vuol dire? Stare bene... essere sistemati… arrivare al successo… fare ciò che piace… non avere fastidi? L’uomo in questo campo non accetta sconti o limitazioni: vuole essere veramente felice e per sempre. Ma come si concilia allora la felicità con il limite delle forze umane, con la realtà negativa del dolore, delle prove della vita, del male, della morte? Risposta ardua, che solo la vera religione può dare. Per questo Agostino afferma che vera religione è solo quella che è in grado di dare una risposta concreta ed esaustiva a tutti i problemi della natura umana: vita-morte, bene-male, finito-infinito. La nostra fede cristiana ha precisamente questo compito.
Quinta Domenica fra l'anno
Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini
Letture: Isaia 6,1-2a.3-8; 1 Corinzi 15,1-11; Luca 5,1-11.
1 - Eccomi, manda me! - Nella vita di ciascun uomo giunge, prima o poi, il momento di incontrare Dio in modo tale da sentirsi coinvolto per sempre e totalmente nel suo progetto. E' il famoso discorso della 'vocazione'. E se uno lotta contro questo invito, si può trovare disarcionato, a terra, come l’apostolo Paolo o come Agostino. Dice il Signore-Trinità ad Isaia: ‘Chi manderò o chi andrà per noi’? Egli invia ciascun uomo nel momento stesso in cui lo chiama alla vita. La vita stessa è una missione da compiere secondo il progetto di Dio, che ciascuno è chiamato liberamente a condividere!
Quarta Domenica fra l'anno
Ti benedico, Padre, perché ai piccoli hai rivelato i misteri dei Cieli
Letture: Geremia 1, 4-5. 17-19; 1 Corinzi 12, 31-13, 13; Luca 4, 21-30.
1 - Nessuno è profeta in patria - L'accoglienza, riservata dai concittadini di Nazareth a Gesù, è stata un rifiuto sdegnoso perché lui non ha compiuto fra loro i miracoli operati a Cafarnao. La risposta di Gesù ci fa riflettere: ‘Nessuno è profeta in patria’. Come dire: si preferisce sempre un estraneo a un famigliare. Eppure, chi è più ‘consanguineo’ all’uomo di Dio? ‘Tu - esclama Agostino - sei più intimo del mio intimo stesso e più alto della mia parte più alta’ (Confessioni 3, 6, 11). Purtroppo il bene scatena anche la gelosia del male!

