Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
Quinta Domenica di Quaresima
Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna
Letture: Geremia 21, 31‑34; Ebrei 5, 7‑9; Giovanni 12, 20‑33.
1 ‑ L’Ora di Cristo ‑ A pochi giorni dalla passione e morte, Gesù sente giunta finalmente la ‘sua ora’: salvare il mondo dal peccato e aprire nuovamente agli uomini la porta della Vita divina. Gesù è venuto solo per questo: salvare il mondo dalla morte eterna. L’uomo-Gesù avverte il peso immane del momento supremo, in cui viene a coincidere la storia di tutti gli uomini con la sua vita personale: un unico destino. E prega così il Padre: ‘Ora l’anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest’ora? Ma per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome’ (Vangelo). L’ora di Cristo Salvatore unisce la morte di Cristo con l’ora della nostra salvezza. Anche noi, grazie a Gesù Crocifisso, siamo finalmente giunti a quest’ora!
Quarta Domenica di Quaresima
Chi fa il male, odia la luce; chi opera la verità viene alla luce
Letture: 2 Cronache 36, 14-16. 19‑23; Efesini 2, 4‑10; Giovanni 3, 14‑21.
1 ‑ Luce e tenebre – ‘La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere; ma chi opera la verità viene alla luce perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio’ (Vangelo). Questo testo illumina tutta la storia umana, da Adamo a qualsiasi uomo di tutti i tempi. Da una parte c’è la luce di Dio, la Verità infinita: non solo illumina ogni uomo che viene nel mondo, ma è venuta nel mondo duemila anni fa nella persona divina di Gesù, figlio dell’uomo. Dall’altra parte c’è l’accoglienza che gli uomini le hanno riservato ieri e oggi: chi l’ha accolta è venuto alla luce, ma molti non la accolgono perché preferiscono le tenebre del male alla luce del bene. Ora, il bene è ‘operare la verità’, non solo affermarla in modo teorico. Il male invece è il non operare il bene perché si odia la luce. Il vero peccato non è mancare per fragilità o ignoranza, ma opporre un netto e pregiudiziale rifiuto a tutto ciò che è luce di verità, di amore, di bene.
Terza Domenica di Quaresima
Non fate della casa del Padre mio un luogo di mercato!
Letture: Esodo 20, 1-17; I Corinzi 1, 22‑25; Giovanni 2, 13‑25.
1 - La prima Pasqua - Gesù scaccia dal recinto del tempio di Gerusalemme i venditori di animali e i cambiavalute perché hanno trasformato la casa di preghiera in un luogo di mercato. È uno dei tanti gesti messianici, che indica quanto Gesù sta per realizzare con la passione, morte e risurrezione: ‘Distruggete pure questo tempio (il mio corpo) e io in tre giorni lo farò risorgere’. Il tempio di Gerusalemme infatti diventa figura del corpo di Gesù, come il cuore dell’uomo è il tempio privilegiato della SS. Trinità, come la Chiesa di Cristo è il suo Corpo mistico. Poniamoci una domanda: Non siamo, per caso, anche noi i venditori che fanno mercato delle cose di Dio, in quanto facciamo i nostri interessi nella Chiesa?
Seconda Domenica di Quaresima
Dio non ha risparmiato per noi neppure il proprio Figlio.
Letture: Genesi 22, 1-2.9a.10-13.15.18; Romani 8, 31b-34; Marco 9,2-10.
1 ‑ Abramo e Isacco - A questo padre Dio chiede un giorno la prova suprema dell’amore sacrificandogli l’unico figlio: ‘Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò’. Dio non ci dona certamente un figlio per togliercelo. Invece per sé ha scelto questo criterio di amore supremo: per salvarci, ci ha donato proprio il suo unico Figlio sulla croce. Abramo diventa immagine di questo Padre perché ama talmente Dio che non ‘gli rifiuta nulla’. Questa in effetti è l’unica ed estrema giustificazione, che accomuna Abramo a Dio: chi ama è pronto a sacrificare se stesso fino in fondo per la persona amata. Un giorno anche Gesù ribadirà questa verità: ‘Chi ama il padre o la madre o la sposa o i figli più di me, non è degno di me’.
Prima Domenica di Quaresima
Convertitevi e credete al Vangelo.
Letture: Genesi 9, 8‑15; I Pietro 3, 18‑22; Marco 1, 12‑15.
1 - Quaresima - L’evangelista Marco riassume molto bene il significato spirituale della Quaresima, tempo di preghiera e di ascolto, di revisione e di purificazione, di perdono e rinnovamento: ‘Lo Spirito sospinse nel deserto Gesù ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano’. Saliamo anche noi con Gesù al monte del cuore per incontrare Dio, noi stessi, gli altri. Lo Spirito sospinge anche noi, stimolandoci a mettere sotto pressione tutte le migliori energie spirituali. Non ci farà mancare le tentazioni del demonio perché servono ai suoi disegni di salvezza; non ci farà mancare soprattutto le sue grandi tentazioni, cioè straordinarie opportunità di bene per il prossimo futuro.
Sesta Domenica fra l'anno
Se vuoi, puoi guarirmi – Lo voglio, guarisci
Letture: Levitico 13, 1‑2.44‑46; I Corinzi 10, 31-11,1; Marco 1, 40-45.
1 ‑ La lebbra ‑ Terribile malattia anche oggi, la lebbra, che nell'antichità era considerata il peggiore dei morbi per gli effetti devastanti sull’organismo, in quanto incurabile e contagioso. Non rimaneva al povero disgraziato che accettare la sua sorte e l'inevitabile segregazione dal consorzio umano. Per questo la lebbra è la tragica ed emblematica immagine del peccato, che devasta totalmente lo spirito dell'uomo e lo separa sia dall’amore di Dio che dei fratelli.
Quinta Domenica fra l'anno
Guarì molti che erano afflitti da varie malattie
Letture: Giobbe 7, 1‑5.6‑7; Corinzi 9, 16‑19.22‑23; Marco 1, 28‑39.
1 ‑ Giobbe ‑ La figura di quest’uomo assurge a crudo simbolo della condizione umana, preda impotente di tutte le devastazioni fisiche e morali. Giobbe è sì 1'uomo malato nel corpo e nello spirito, ma che geme profondamente e sospira un Salvatore. Gesù è il vero Giobbe, che ha assunto in sé tutte le miserie e sofferenze umane per redimerle, liberandone l’uomo. La filosofia di quest’uomo è autodistruttiva: tipica di coloro che non contano più né su Dio né sugli uomini: la vita è duro lavoro, regala solo mesi d’illusione e notti di dolore, non dà il tempo necessario per veder compiuti i progetti, non promette un solo giorno di felicità... Ma il vero Giobbe rispunta da quell’immondezzaio su cui giace: non accetta, non si rassegna, si sente onesto, fa appello a Dio: ‘Ricordati, Signore, che un soffio è 1a mia vita! La vita umana in tal modo si trasforma da un esile respiro ad un ‘soffio di Spirito Santo’.
Quarta Domenica fra l'anno
Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono
Letture: Deuteronomio l8, 15‑20; I Corinzi 7, 32‑35; Marco 1, 21‑28.
1 ‑ Cafarnao ‑ È la cittadina di Pietro, sul lago di Tiberiade. Qui Gesù compie il primo miracolo sull'uomo: libera un indemoniato dal potere del maligno. In tal modo egli rivela l’obiettivo centrale della sua missione: liberare l'uomo dal potere di Satana, che impersona tutto lo spirito del male, e dal peccato originale. L’uomo, redento da Gesù sulla croce, non sarà mai più preda del Demonio: ‘Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio’. I demoni sono evidentemente molti a parlare, ma è come se fossero un tutt’uno sotto la guida di Satana. E Gesù intìma a lui due cose: ‘Taci! Esci da quell'uomo’! Ecco Dio in azione: Egli infatti è l’unico in grado di bloccare e distruggere l’azione di Satana nella mente e nel cuore dell’uomo, liberandolo da ogni soggezione alle forze del male.
Terza Domenica fra l'anno
Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini
Letture: Giona 3,1‑5.10; I Corinzi 7,29‑31; Marco 1,14‑20.
1 ‑ Punti di partenza ‑ Il Vangelo contiene le prime parole della predicazione di Gesù: ‘I1 tempo ormai è compiuto ‑ I1 Regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo’; inoltre registra il primo gesto significativo sull'uomo: ‘Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini’. L'insieme della Parola di Dio assume il carattere perentorio di un appello urgente, che Gesù rivolge ad ogni singolo uomo: convertirsi per credere a Gesù e seguirlo per amarlo e collaborare con lui alla salvezza del mondo. Anche oggi, data la situazione del mondo, esso risuona nella coscienza di ciascuno: ‘decidetevi subito a seguirmi’!
Seconda Domenica fra l'anno
I vostri corpi sono membra di Cristo: non appartenete a voi stessi
Letture: Samuele 3, 3‑10.19; I Corinzi 6, 13-20; Giovanni 1, 35‑42.
1 ‑ Samuele ‑ Questo giovane, cui toccherà il compito di inaugurare il nuovo Regno di Giuda e Israele, viene chiamato tre volte dal Signore mentre dorme negli edifici che circondano l’Arca. E per tre volte risponde: ‘Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta’. Della sua vita è detto semplicemente che ‘non lasciò andare a vuoto una sola delle parole di Dio’. Egli è davvero figura di Gesù, Parola plenaria del Padre, che entra nel mondo dicendo: ‘Ecco, io vengo per fare, o Padre, la tua volontà’. Il Fiat è sì un’unica parola, ma che riassume tutte le altre scelte possibili. Questo vale per Gesù, vale per Maria, vale per la Chiesa. Vale dunque anche per ciascuno di noi. Nel nostro Fiat ascoltiamo e accettiamo tutto il progetto di vita, che il Signore ci ha assegnato come nostra salvezza.

