Questa rubrica raccoglie alcune riflessioni sulla Parola di Dio festiva, preparate comunitariamente ogni settimana. Il sussidio vuole rispondere a una duplice esigenza, avvertita ormai da tutti: a) giungere all'ascolto della Parola di Dio della messa festiva avendola già meditata in modo serio e approfondito; b) adeguare sempre meglio l'omelia o la catechesi alla sensibilità e alle situazioni concrete dei fedeli. Il cammino compiuto da ormai quarant’anni ha dimostrato che tale metodo anche se non è l'unico o l'ottimo migliora la qualità e i contenuti dell'omelia. Così esso diventa un prezioso servizio che i laici offrono al sacerdote e il sacerdote offre alla comunità dei fedeli. Dopo questa esperienza in gruppo, si è sentita l'esigenza di offrire anche una "traccia" scritta perché la riflessione continui durante la settimana in famiglia. Ora il testo è disponibile attraverso internet: il nuovo ‘caminetto’, ove la famiglia può riunirsi attorno al fuoco dello Spirito Santo. Accogliamo l’invito della Chiesa preparando un cuore ben disposto all'ascolto vivo e vissuto della Parola di Dio.
Quarta Domenica di Avvento
Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio, che sarà ‘Dio‑con‑noi’
Letture: Isaia 7,10‑14; Romani 1,1‑7; Matteo 1,18‑24.
1 ‑ Il segno di Dio ‑ Il profeta Isaia presenta Maria come il centro di tutte le opere della salvezza, di tutti i gesti o segni che annunciano il Salvatore: ‘Il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele: Dio‑con‑noi’. Maria per questo ruolo di vergine-madre è la creatura che per vocazione divina è divenuta ‘termine fisso d'eterno consiglio’ (Dante). Lo è da sempre e lo sarà sempre più. Da questo momento Dio è l’Emmanuele: tutto con noi e per noi!
Terza Domenica di Avvento
Dite agli smarriti di cuore: Ecco, viene il vostro Dio a salvarvi
Letture: Isaia 35,1‑ 6.8.10; Giacomo 5, 7‑10; Matteo 11,2‑11.
1 - Cresce la gioia ‑ Le voci di Isaia, del Battista, di Paolo e di Giacomo si accordano sul tema dell'imminenza dell'arrivo di Cristo: ‘Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino’! La profezia ormai lascia il posto alla realtà. Non possiamo rimandare ad altri tempi la venuta del Salvatore: Egli è già in mezzo a noi e opera per salvare tutti. Anche oggi però molti, smarriti di cuore, si chiedono e chiedono alla storia: ‘Sei tu colui che deve venire o dobbiamo attenderne un altro’? Cristo, evidentemente, non convince ancora attraverso la sua Chiesa e le vicende attuali.
Immacolata Concezione
Esulto e gioisco nel Signore perché mi ha rivestito delle vesti di salvezza
Letture: Genesi 3,9-15.20; Romani 15, 4-9; Luca 1,26-38.
1 - Un po’ di storia – Pio IX ha proclamato il dogma dell’Immacolata l’8 dicembre 1854 nella Basilica di S. Pietro, dopo una lunga maturazione della tradizione cristiana per circa nove secoli. Non tutti furono d’accordo; in Germania ci fu anche un piccolo scisma fra i ‘vetero-cattolici’. Ma ci pensò la Madonna stessa a chiarire la questione. Apparendo quattro anni dopo (11 febbraio 1858) nella grotta di Lourdes, a Bernadette che le chiedeva come si chiamasse, rispose: ‘Io sono l’Immacolata Concezione’. La nostra Genova, città di Maria fin dal 25 marzo 1637, ha voluto innalzare il primo tempio all’Immacolata, con la Basilica di Via Assarotti, dopo la proclamazione del dogma da parte di Pio IX.
Prima Domenica di Avvento
Anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà
Letture: Isaia 2,1‑5; Romani 13,11‑14; Matteo 24,37‑44.
1 - Avvento del Signore ‑ Sarebbe troppo poco ridurre il Natale ad una commemorazione storica della nascita di Cristo in Betlemme oppure pensare all'arrivo ultimo di Cristo quando finirà la mia vita o la vita del mondo. C’è un arrivo di Dio, un suo Natale nel presente: oggi stesso, tutti i giorni! Le tre letture bibliche vanno lette tenendo presente questa domanda: come sta arrivando oggi il Signore? Anche Paolo ci sollecita su questo aspetto: ‘Fratelli, è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché la salvezza è più vicina ora di quando diventammo credenti’. Iniziamo questo nuovo anno di grazia liturgica con rinnovato fervore, attenti a compiere bene le singole azioni e a intuire le sorprese di Dio che non mancheranno, dando continuità alla nostra vita spirituale.
Festa di Cristo Re
Dio ci ha trasferiti nel Regno del Figlio suo
Letture: 2 Samuele 5,1‑3; Colossesi 1,12‑20; Luca 23,35‑43.
1 – Il Regno di Dio ‑ Questa espressione biblica condensa tutto il mistero della creazione e della redenzione. Cristo è Re perché costituisce il centro di quest’opera di Dio: sempre a fianco del Padre quando l’universo è stato creato e l’uomo è stato redento. Re perché Dio, Re perché Uomo, Re perché Salvatore, Re perché ‘piacque a Dio di fare abitare in Lui ogni pienezza e per mezzo di Lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli’ (S. Paolo).
Trentatreesima Domenica fra l'anno
Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime
Letture: Malachia 4,1‑2; 2 Tessalonicesi 3,7‑12; Luca 21,5‑19.
1 ‑ Il giorno della mietitura ‑ La prima lettura descrive il giudizio di Dio che matura e si manifesta nel corso dei tempi, fino alla definizione ultima, definitiva ed eterna: ‘Ecco, sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e gli ingiusti saranno come paglia; quel giorno venendo li incendierà in modo da non lasciar loro né radice né germoglio. Per voi, invece, cultori del mio nome, sorgerà il sole di giustizia’ (Malachia). Quattro punti di riferimento nel giudizio di condanna ci devono far riflettere: i superbi e i disonesti saranno condannati al fuoco eterno, che distruggerà nella loro vita ogni radice e germoglio di bene. Avranno l’anima, ma non funzionerà più per realizzare il bene!
Trentaduesima Domenica fra l'anno
Il Signore diriga i vostri cuori nell'amore di Dio e nella pazienza di Cristo
Letture: 2 Maccabei 7,1‑2.9‑14; 2 Tessalonicesi 2,16‑3,5; Luca 20,27-38.
1 ‑ I sette fratelli ‑ Il racconto biblico del martirio dei Maccabei contiene la più bella e ricca testimonianza di fede e di speranza ‘cristiane’ nella risurrezione finale del corpo, nel giudizio di Dio, nella vita eterna: ‘È bello morire a causa degli uomini, per attendere da Dio l'adempimento delle speranze di essere da lui risuscitati di nuovo, ma per te la risurrezione non sarà per la vita’! Questa convinzione ci illumina e sostiene, non solo di fronte all’eventualità di tradire la nostra fede cristiana e gli impegni morali che ne derivano, ma ci guida anche come un filo conduttore in tutte le azioni delle nostre giornate.
Trentunesima Domenica fra l'anno
Il Figlio dell'uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto
Letture: Sapienza 11,23-12; 2 Tessalonicesi 1,11-2,2; Luca 19,1‑10.
1 ‑ Un inno di gloria ‑ Il libro della Sapienza introduce in modo dolcissimo il tema di Dio che crea e sostiene le sue creature perché è ‘amante della vita’. E l’uomo, non più che polvere sulla bilancia divina o stilla di rugiada nell’universo, è proprio il centro delle attenzioni e delle tenerezze divine, perché Dio ha compassione di tutti ed è pronto a perdonare sempre, affinché tutti rinneghino la malvagità e credano al suo amore. Si può veramente dire con S. Ireneo, Padre della Chiesa, che ‘la gloria dell'uomo è la bontà di Dio e la gloria di Dio è l'uomo vivente’.
Trentesima Domenica fra l'anno
Chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato
Letture: Siracide 35,12‑14.16‑18; 2 Timoteo 4,6‑8.16‑18; Luca 18,9-14.
1 ‑ La presunzione ‑ Il brano evangelico è diretto verso coloro che ‘presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri’. I superbi naturalmente si considerano perfetti: si vantano spudoratamente davanti a Dio e puntano l'indice di condanna contro gli altri. Diventa così inevitabile il rifiuto di ogni rapporto con gli altri. Gesù, con la parabola del fariseo e del pubblicano, vuole indicarci la gravità di questo atteggiamento di fondo, che definisce semplicemente: il peccato. Soprattutto quando preghiamo, dobbiamo sentirci peccatori, ma guardati dalla misericordia di Dio (Papa Francesco).
Ventinovesima Domenica fra l'anno
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui.
Letture: Esodo 17,8-13; 2 Timoteo 3,14‑4.2; Luca 18,1‑8.
1 ‑ Le braccia alzate ‑ Mosè vince il nemico Amalek in battaglia combattendo con la preghiera. Aronne e Cur gli sostengono le braccia aperte perché non cessi mai la sua preghiera. Il senso del fatto‑parabola è chiaro: le battaglie della vita si vincono pregando. Quando nel cuore, in famiglia, nel lavoro, nelle relazioni sociali c'è tempesta, alziamo il grido della preghiera al Padre che è nei cieli e torneranno le forze necessarie per affrontare e superare la prova. Non dobbiamo mai smettere di pregare, attendendo con umile fiducia l’ora di Dio, convinti che la preghiera viene sempre esaudita.

